mercoledì 5 settembre 2018

Fiocco azzurro in Peggio Palaia!


Cari amici del blog, non sono sparito (un’altra volta!). Molto semplicemente, senza tirarla troppo per le lunghe, il vostro è occupato al momento in molte altre cose, che vanno dal cambiare pannolini, passare ore e ore sveglio cercando di calmare pianti, e accudire un piccolo, piccolissimo essere umano che sto conoscendo e amando di più ogni giorno che passa. Certamente non ho tempo di andare a vedere cosa stanno facendo Salvini, l’autoreggente Martina e altra gente simile.

È iniziato tutto quando, un giorno indimenticabile, ho visto comparire un + su quel piccolo test di gravidanza. Ricordo che la mia bellissima moglie ed io ci siamo messi a ridere senza sosta, forse anche a saltare se ben ricordo. E da allora è stato un continuo turbine di emozioni e attese, culminate con i primi giorni di vita di mio figlio, che non posso descrivere se non come una vera e propria montagna russa di emozioni derivate dall’inedita sensazione di conoscerlo mentre lui impara a conoscere te.

Nasce un figlio, e lo stesso giorno nascono un padre e una madre. E non c’è tanto spazio per altre cose, ma solo ad emozioni che non pensavo potessero esistere.

Volevo mettere nero su bianco sul blog queste poche parole, perché se è vero che questo blog rappresenta in un certo senso la mia voce messa a nudo, allora questo evento certo non poteva mancare.

Abbiate pazienza, dunque: tornerò (più o meno) presto a fracassare i dogmi del nostro marcio mondo, del pensiero unico, del politicamente corretto… Ma, per una volta nella vita, è davvero il momento di dedicarsi ad altro, e al 100%. Almeno per il momento. E stavolta l’occasione è di quelle da togliere il fiato!

venerdì 10 agosto 2018

Gli zingari si chiamano zingari, anche quando hanno rotto i coglioni


Quando ho sentito la notizia della dipendente della Trenord che dava l’ormai famosissimo messaggio a bordo del treno con cui intimava a zingari e molestatori di lasciare la carrozza, ho fatto spallucce e mi sono chiesto come mai una simile notizia fosse degna di un telegiornale nazionale. Poi mi sono voltato verso la TV e ho letto “Messaggio razzista”. Allora non ci ho capito più niente. Si può sapere, se è lecito domandarlo, dove sta il razzismo in questo episodio? Gli zingari si chiamano zingari, non è una parola dispregiativa (come invece parole indegne tipo “negri” o “terroni” o altro ancora) e i molestatori si chiamano molestatori. Quando questi hanno rotto i coglioni, si dice che “hanno rotto i coglioni”. Qui l’unico punto della questione è che la capotreno in quanto pubblico ufficiale non dovrebbe lasciarsi andare ad un simile linguaggio, ed è giusto che Trenord prenda gli opportuni provvedimenti, tenendo magari presente che il proprio personale è costretto quotidianamente a dover affrontare situazioni del genere. Mi riferisco alla parte della frase in cui pronuncia la parola “coglioni”, non certo alla parte in cui vengono citati “zingari” e “molestatori”.

Manca un atto di violenza, manca un qualsivoglia indice di razzismo, manca la notizia. Eppure, ai giornaloni è arrivato tutto quanto, riportato clamorosamente a grandi lettere in tutti i media mainstream. Perché?

Cerchiamo di capirlo. L’autore del post, tale Raffaele Ariano, è un soggetto che pubblica su Facebook numerosi post contro il governo M5S-Lega, tutti post pubblici che tutti possono leggere. Nel momento in cui sente la capotreno inveire contro zingari e molestatori, subito la sua mente da radical chic da due soldi si attiva e ci vede un nuovo pretesto per dare contro al pericolosissimo fasciogrillopentaleghismo. Allora pubblica un post pretestuoso e chiaramente indirizzato contro il governo presieduto dal nuovo duce Giuseppe Conte con la chiara intenzione di farsi vedere. E così, puntualmente, succede. I giornaloni del pensiero unico prontamente rispondono alla chiamata. Cosa c’è di meglio di una non-notizia, un non-scoop, un fatto in cui se proprio si vuol trovare la notizia di cronaca è che gli zingari viaggianti a bordo dei treni senza titolo di viaggio che molestano i passeggeri hanno effettivamente rotto i coglioni, di un bel pretesto per dare una nuova fake news antigovernativa con la scusante del razzismo?

E così il post arriva ai giornali, che tralasciano magicamente la parte del post in cui l’autore si schiera apertamente a livello politico, autore che – si deduce – preferisce farsi invadere la bacheca in pochi minuti di commenti di ogni genere, tutto per un po’ di visibilità, anziché voler preservare l’anonimato e la privacy (se avesse voluto salvaguardare la propria privacy, avrebbe certo chiesto ai media di oscurare il suo nome).

Ora, questi “casi” di razzismo hanno veramente rotto le palle. Proprio come gli zingari sui treni. E proprio come tutti i Raffaele Ariano che girano per il mondo: fatevi (e fateci) un favore e, vi prego, smettete di dare fiato alle vostre indegne baggianate.


domenica 5 agosto 2018

Salvini, tieni a bada i tuoi!


Mentre le uscite di Fontana riguardo a unioni omosessuali sono antecedenti la sua nomina a Ministro della Famiglia e non dovrebbero in alcun modo entrare nel dibattito politico, mentre il suo personale punto di visto può, sì, essere espresso liberamente purché non vada a intaccare gli accordi programmatici di questo governo, le sue dichiarazioni sulla legge Mancino vanno al di fuori sia della sua competenza di ministro che dalle intenzioni di questo governo.

Per quanto si possa essere d’accordo che in questo momento l’utilizzo pretestuoso della parola razzismo, accuse di presunto fascismo e simili possano essere strumenti al servizio delle élite globaliste, la legge Mancino non è stata mai oggetto di discussione per questo governo - e sarebbe certamente un errore abolirla!

In passato, la Lega può aver detto o fatto molte cose, preso iniziative e posizioni criticabili ma legittime da parte di un movimento di destra, ma nel momento in cui si entra in un governo “bicolore”, alcune delle tue battaglie devi metterle da parte.

Un piccolo promemoria per Salvini, che ogni tanto dovrebbe ricordarsi di non essere il Ministro del Tutto, ma semplicemente Ministro dell’Interno, vicepremier e soprattutto leader del secondo partito di governo: il leader di questo governo non sei tu, non è Di Maio e non è neanche Conte, ma il contratto di governo.

Bene ha fatto dunque il Presidente Conte a redarguire subito il suo Ministro sulla questione della legge Mancino. Non dimentichiamoci che i 5 Stelle hanno lasciato indietro alcuni punti del loro programma perché incompatibili con un governo assieme alla Lega, così come il Carroccio ha escluso dal contratto di governo alcuni elementi più “intransigenti” del proprio progetto politico. Non dimentichiamoci che questo governo, tanto criticato dai benpensanti della sinistra, nasce anche per la volontà dei 5 Stelle di bloccare un ritorno alle elezioni che avrebbe portato con ogni probabilità ad un governo monocolore Salvini-Berlusconi, che certo non avrebbe goduto di alcuna “smussatura” del programma di governo – altro che “il governo più a destra della storia”!

O rispetti il contratto di governo, o ci saranno problemi. I leader non esistono più, lasciamo che i programmi e le idee guidino il Paese, cosa che in realtà altro non è che la vera essenza della parola “politica”. Per cui, caro Salvini, tieni a bada i tuoi. Nel contratto di governo ci sono moltissime cose, per realizzarle tutte ci sarà da lavorare (e parecchio) per molti anni: non usciamo dal tracciato.

sabato 4 agosto 2018

La Boldrini è maschilista!!!


Incredibile. Assolutamente incredibile. Dopo tutte le parole spese contro il maschilismo dilagante nel nostro paese, Laura Boldrini getta la maschera e si dichiara apertamente maschilista.

A quanto pare, la maschera è caduta sul decreto Dignità del governo Conte. Laura Boldrini afferma che il decreto Dignità è “indignitoso” in quanto non prevede nemmeno una riga sull’occupazione femminile.

Cosa?!? L’occupazione femminile? Non sapevo che le donne avessero bisogno di leggi particolari per accedere al mondo del lavoro. A quanto pare, quello che la Boldrini lascia intendere, è che le donne sono esseri inferiori che necessitano di leggi particolari per riuscire a entrare nel mondo del lavoro. Che con le regole che sono scritte per tutti, maschi e femmine, non ce la fanno a stare al passo degli uomini.

Signori, c’è una parola per definire una persona che vede nelle donne esseri mediamente incapaci rispetto alla totalità della popolazione maschile: “maschilista”. Laura Boldrini è una maschilista nell’affermare che le donne, fondamentalmente, “non ce la fanno” a entrare fattivamente nel mondo del lavoro se sono “costrette” a sottostare alle leggi vigenti, che hanno bisogno di una qualche legislazione preferenziale per stare al passo.

Che schifo, amici miei, che schifo. Non ho mai visto tanta superficialità e stupidità sull’argomento. Non ho mai visto un miscuglio di finto buonismo, falso femminismo modaiolo, luoghi comuni, chiusura mentale, mancanza di argomentazioni come in Laura Boldrini.

Beh, almeno adesso sappiamo perché parla. Almeno adesso possiamo farla finita con la messinscena del femminismo, dato che sappiamo per certo, oltre ogni ragionevole dubbio, che Laura Boldrini è una maschilista.

martedì 31 luglio 2018

L’antirazzismo è una virtù (ma l’ipocrisia no)


Condannare e punire episodi di violenza è sempre un valore per la nostra società. Se la violenza è spinta da razzismo, questa è pure un’aggravante, meritevole delle peggiori pene.

Purtroppo però, in questi giorni non è quello che vedo.

Vedo giornalisti servire “scoop” pieni zeppi di informazioni distorte o addirittura inesistenti (si veda l’inesistente operazione all’occhio dell’atleta Daisy Osakue descritta dai media) e casi di presunto razzismo (stesso caso dell’atleta vittima di aggressione: i carabinieri stanno già raccogliendo prove che confermano che non si tratta di violenza razzista, ma di una “banda” di deficienti che hanno colpito diverse persone e non per il colore della pelle) pompati a mille come prima, seconda e terza notizia del telegiornale.

L’incremento della violenza razzista (o presunta tale, come in questo caso) non esiste se non nella narrazione mediatica ottenuta dalla scelta e dall'esposizione tendenziosa delle notizie. Purtroppo il razzismo c’è sempre stato e i razzisti hanno sempre commesso atti violenti. Queste notizie però finivano nella zona di news dedicata alla cronaca nera e non certo all’apertura dei telegiornali. Non ho ricordi di telegiornali che aprivano con ben tre notizie di violenza razzista (presunta e ancora non accertata) relegando pagine importanti di politica internazionale (come per esempio l'incontro tra il premier italiano e il Presidente USA) agli ultimi posti (persino dopo l'arrivo di Ronaldo a Torino). Se c’è una cosa assolutamente evidente in questo momento non è certo un presunto incremento degli episodi razzisti quanto una decisa volontà da parte dei media dell’informazione conformista di addossare la responsabilità di questi eventi a specifiche forze politiche.

A questi personaggi che descrivono il governo come “complice” di atti di razzismo (affermazione sicuramente punibile a livello giudiziario) vorrei dire solo due cose. La prima: un minimo di serietà, perdio! Questi episodi ci sono stati durante tutti i governi della Repubblica in egual misura. Affermare il contrario è una grave (perché intenzionale e deliberata) distorsione della realtà. La seconda cosa che vorrei dire a questi personaggi, e qui mi estendo non solo a personaggi politici ma a persone comuni che parlano (a vanvera) di razzismo, è la seguente: mi date il voltastomaco! La vostra mancanza di argomentazioni e pochezza intellettuale vi spingono ad attaccare un avversario politico (criticabile, per carità!) utilizzando strumentalmente disgrazie vere e reali che colpiscono persone in carne ed ossa. Siete veri e propri sciacalli che strumentalizzano episodi come questi (in modi non sempre veritieri peraltro) per screditare una parte politica a voi avversa. Criticate Salvini, criticate i 5 Stelle, fatelo, vi prego: ma con argomentazioni reali e non spregevoli strumentalizzazioni.

Riuscite a fare schifo quanto i razzisti stessi che compiono questi atti terribili. Anzi, in certi frangenti, fate ancora più schifo. E mentre l’antirazzismo è e resterà sempre una virtù, il buonismo, l’ipocrisia, la strumentalizzazione saranno sempre aspetti da condannare senza pietà.

lunedì 30 luglio 2018

Il M5S come Chavez, parola degli europeisti convinti


Questa campagna denigratoria (presunta) nei confronti dei 5 Stelle è stata concepita dai fini intellettuali del partito di Emma Bonino.

Evidentemente, la plusimmigrazionista europeista paladina della sinistra radicale italiana ritiene che i 5 Stelle siano troppo di sinistra. Che poi, se è lei che lo dice, non è un granché: ci vuol poco ad essere più di sinistra di chi ha consegnato gli ideali storici della sinistra ai libri di storia, preferendo l’Europa dell’Euro e del capitalismo finanziario, l’arrivo incontrastato di flussi migratori incontrollati e incontrollabili col fine ultimo di portare nuovi moderni schiavi africani nel paese, di chi si è messo totalmente al servizio delle peggiori élite finanziarie del mondo.

Ad ogni modo, questo manifesto (comico e rivelatore in modo involontario) dimostra quello che ormai è chiaro: sulle politiche sociali, sul lavoro, sulla tutela dei lavoratori e sulle politiche europee, questo governo (pur non essendo di sinistra) sta facendo più cose "di sinistra" di tutti i governi degli ultimi 30 anni. Nonostante la Lega. E questa è una cosa estremamente positiva.

Un po’ come l’ultima rivelatoria “protesta” della cosiddetta sinistra parlamentare: per criticare Salvini (che è criticabile, per carità!) si sventolava in aula la copertina di Famiglia Cristiana. Ma dico, si può essere più tragicomici di così? A sinistra, si è passati dall’impugnare il Manifesto del Partito Comunista allo sventolare Famiglia Cristiana. Niente bandiera rossa dunque, cari compagni,  piuttosto bandiera vaticana e/o bandiera dell’Unione Europea – espressione totale e massima del capitalismo finanziario sfrenato che la sinistra dovrebbe combattere: che bella fine che avete fatto!

giovedì 26 luglio 2018

Governo Lega/M5S “zero leggi”? Altro che record negativo, c’è da festeggiare!


Intorno ai 40 giorni di governo “del cambiamento”, giravano in rete e sui quotidiani articoli sul cosiddetto “record negativo” delle “zero leggi” presentate nel primo mese abbondante dall’insediamento del premier Conte.

Ora, questi “articoli” mi fanno sorridere. Certo, pubblicare articoloni con titoloni altisonanti sbandierando lo scoop delle zero leggi, sicuramente, è qualcosa che fa venire l’acquolina in bocca a molti pseudo-giornalisti. Ma se ci ragioniamo bene, non c’è nessuno scoop.

Infatti, qui stiamo parlando di due partiti che si trovano ora al governo, uno dopo anni di banchi d’opposizione, l’altro in Parlamento dal 2013 e mai stato al governo. La situazione è inedita, tanto che i precedenti esecutivi, generati da partiti di governo e di vecchia data già in Parlamento da diverse legislature e con alternanti esperienze di governo, avevano l’abitudine di riversare negli uffici legislativi e nelle commissioni tutti quanti i progetti già preparati nelle precedenti esperienze di esecutivo. Così, come un fiume in piena. Ora, quello che molti giornalisti della domenica e Pdioti di vario livello non capiscono ma è chiaro come il sole anche per un bambino di 8 anni, è che un governo totalmente inedito, senza esperienza di governo, senza leggi da “riciclare” meccanicamente, non può fisicamente aver fatto alcuna legge in soli 40 giorni.

Tuttavia, e questo credo sia lampante e sotto gli occhi di tutti, non servono centinaia di leggi (inutili, vecchie e riciclate dal passato) per vedere il cambiamento in atto: la nuova linea sull’immigrazione clandestina, la nuova e rispettabile figura internazionale di un Presidente pacato e competente che evita di fare figure di merda con corna, “shish” o quant’altro, il decreto dignità in fase di lavorazione, la riforma della giustizia su cui Bonafede sta lavorando con interessanti risvolti, queste sono tutte avvisaglie di un cambiamento che presto prenderà forma in modo (ci auguriamo) efficace e giusto. È ovvio che questo governo potrà sbagliare – e sbaglierà senz’altro – ma “crocifiggerlo” per non aver presentato leggine imbecilli a tempo record mi pare davvero stupido.

E poi, se proprio vogliamo dirla tutta: abbiamo davvero bisogno di così tante leggi? L’Italia ha bisogno di due cose, prima di tutto, urgentissime: abolire le schifezze fatte dai governi di centro-destra e centro-sinistra e, cosa più importante, far rispettare le leggi che già ci sono, a partire dalla Costituzione. All’Italia, per cambiare davvero, servono innanzitutto queste due cose. Dopo possiamo parlare d’altro.

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