domenica 30 giugno 2013

Se questo è il talk show…



Mi è capitato di vedere qualche estratto dalla trasmissione “La guerra dei mondi”, programma altamente culturale (culturale?!?) e formativo (formativo?!?) in onda su Rai 3 (proprio così).  La Rai, d’altronde, è la stessa che ha piazzato sul secondo canale nazionale una trasmissione come Voyager (pardon, Kazzenger) tenuta da Roberto Giacobbo, che potente dei suoi 200 centimetri di statura è stato anche proclamato vicedirettore di Rai 2, come responsabile di programmi di divulgazione e per ragazzi. (Aiutooooo!!!!)

Comunque torniamo al minipost su “La guerra dei mondi”: il “miticoDavid Parenzo, che ci regala spesso entusiasmanti momenti di alto giornalismo tipico italico a “La zanzara”, sta conducendo questo talk show in Rai (che paghiamo tutti quanti con il canone, quindi evitiamo di lavarcene le mani), toccando momenti epici quali: la disquisizione tra lo “scrittore” Busi e la Ravetto (Pdl) sul portare o no le mutandine, un ragazzo estremamente informato di Occupy Pd (talmente informato da fare una figura barbina davanti a Mastella, ripeto: Mastella!!!), un Philippe Daverio che pare un misto tra Mago Zurlì, Arlecchino e Oscar Giannino che conciato così com’è dà di “clown a Beppe Grillo (vabbè), un servizio direttamente da Ceppaloni sul “buon samaritanoMastella sempre pronto ad aiutare (no, dai, questo no!!!), e altre chicche del genere. Meno male che doveva essere un “dibattito tra generazioni”, come diceva il direttore di rete…

Ma che razza di televisione è mai questa? Ma che razza d’informazione sarebbe? E uno dovrebbe andare a confrontarsi e a cercare di parlare di cose serie con questa gente? Con queste scene? Fatemi il piacere.  Il problema qui è che ti verrebbe voglia di disdire l’abbonamento Rai, a vedere questa roba. Non è una rete privata che viene gestita con soldi privati, questa è la televisione pubblica pagata da noi cittadini! Non si può semplicemente dire “io questo non lo guardo, non è un buon programma” e dunque cambiare canale o spegnere la TV, perché il problema rimane: che tu lo guardi o no, questa schifezza va in onda comunque e la paghi tu. Occorre attivarci per far sì che questi scempi televisivi non accadano più.

Io voglio pagare un servizio informativo, divulgativo, educativo e formativo. Non queste pagliacciate.

sabato 29 giugno 2013

Mi informo, dunque sono

Per riuscire a cambiare finalmente questo paese è essenziale che tutto parta dall'informazione. È inutile girarci intorno. L'attivismo, le iniziative popolari, il rispetto di tutta la cittadinanza, il rispetto delle leggi, il comune senso civico sono tutte belle cose. Belle cose che però non potranno mai diffondersi su larga scala a livello prima locale e poi nazionale senza una corretta informazione.


L'informazione è tutto. Ciò che vedi, ciò che percepisci, ciò che sai. La tua cultura, persino la tua sensibilità sono direttamente conseguenti dalle informazioni che il tuo cervello riceve. Una volta assimilato questo concetto, capiamo quanto sia importante la qualità delle informazioni che riceviamo, la loro fondatezza e verità. Tutto quello che noi percepiamo dovrebbe arrivarci direttamente senza filtro alcuno, o almeno senza che qualcuno lo filtri con secondi fini: ci sono modi e modi di dare le notizie. Qui in Italia ad esempio, come in molti altri paesi, abbiamo alcune categorie: ci sono i giornalisti che fanno bene il proprio lavoro (pochissimi), ci sono quelli che danno notizie false o completamente distorte (per favorire il proprio partito “portettore” o anche “datore di lavoro” in certi casi), e infine ci sono quelli (più abili e sicuramente più insidiosi) che danno una notizia vera, presentandoti un fatto vero, ma stravolgendone il significato con la forma. Quest’ultima categoria è la più insidiosa perché tende a “mascherare” un atto di propaganda spacciandolo per buona informazione: la forma giornalistica è chiara, sembra riportare fedelmente un fatto, ma presenta la notizia in modo tendenzioso e profondamente studiato, in modo da farti recepire un messaggio ben preciso, invece del fatto di cronaca. Tutta la valanga di articoli, dall’Huffington Post al Corriere, che hanno trattato del recentissimo decreto sul lavoro del governo Letta-Alfano, sono un eccellente esempio di quest’ultima categoria. Tutti articoli “formalmente” impeccabili, ma tutti con una peculiarità comune: alla fine dell’articolo, il messaggio che ti arriva è che il governo ha promosso un decreto per combattere la disoccupazione giovanile, Letta ha annunciato 250.000 posti di lavoro in arrivo per i giovani, e Beppe Grillo ha scritto un post sul suo blog in cui male interpreta il testo del documento. Tutte informazioni giuste, tutti fatti accertati. Peccato però che nessun articolo sottolinei come i provvedimenti presi dal governo non porteranno a 250.000 posti di lavoro, ma se va bene al massimo a 10.000! Si maschera da informazione corretta un atto di pura propaganda governativa. Si presentano i fatti in modo tale che al tuo cervello arrivi la “verità” secondo cui Grillo sbaglia e non sa leggere, mentre Letta fa buone cose per i giovani. Niente di più lontano dalla realtà. Concentrano la tua attenzione sul dito, invece di mostrarti la luna. Questi giornalisti sono i peggiori, peggio anche di Emilio Fede. Fede lo sai che non sarà mai obiettivo, lo sai che si inventa le cose di sana pianta, essendo al servizio di Berlusconi. Questi invece sono lupi travestiti da pecore. E dobbiamo fare molta attenzione a questi in particolare, perché sono proprio costoro che manipolano quotidianamente la nostra concezione di verità.


Bisogna capire anche che il peggior modo di informarsi è proprio leggere i giornali e guardare la TV. Se si legge Noam Chomsky (“La democrazia del Grande Fratello”) si possono trovare ottimi consigli. Nella sua lettera “Che cosa rende conformisti i media più importanti” si legge che i giornali, quelli più “autorevoli” non vivono certo di introiti, di incassi, di quante copie del giornale riescono a vendere. Anzi, parlando dei giornalisti che arrivano ai maggiori quotidiani nazionali, afferma che “il punto è che non sarebbero lì, se non avessero già dimostrato che nessuno dovrà dire loro cosa scrivere, perché loro scriveranno da soli la cosa giusta”. Il grande quotidiano è “una grande impresa e vende un prodotto. Quel prodotto è l'audience. Il giornale non fa soldi quando lo comprate. Chi lo gestisce è felice di metterlo gratuitamente sul web. Probabilmente, quando lo comprate, il giornale ci perde. Ma è il pubblico il loro prodotto. Il prodotto è un settore di privilegiati, come le persone che pubblicano i giornali, ossia, quelli che nella società prendono le decisioni che contano. Bisogna vendere un prodotto a un mercato, e il mercato, ovviamente, è quello della pubblicità (il che significa altre imprese). Che si tratti della televisione, dei giornali o di qualunque altra cosa, i media vendono il pubblico. Grandi corporation private vendono pubblico ad altre grandi imprese private. Nel caso dei media di élite, si tratta di grossi affari.

E c’è tutto un iter che porta inevitabilmente al conformismo. Aggiunge Chomsky: “Quelli fra voi che hanno frequen­tato l'università, sanno che il sistema scolastico è profondamente strutturato in modo da ricompensare il conformismo e l'obbedienza; se non ti uniformi a quel modello, sei un piantagrane. Quindi, si tratta di una sorta di filtro per cui alla fine le persone che pensano onestamente (cioè non mentono) interiorizzano lo schema di convinzioni e di orientamenti del sistema di potere in cui vengono formati.
Trascrivo quasi integralmente un passaggio in cui Chomsky spiega in modo esemplare come funziona il potere: “Tipicamente, vi sentirete dire [...] che il grosso pubblico è costituito da "estranei ignoranti e impiccioni". Dobbiamo tenerli fuori dall'arena pubblica perché sono troppo stupidi, e se entreranno in gioco, faranno solo guai. La loro funzione è di essere "spettatori", e non "partecipanti". Di tanto in tanto, hanno la possibilità di votare, scegliendo uno fra "noi", ossia gli intelligenti. Ma, dopo, se ne devono tornare a casa a fare qualcos'altro, come guardare le partite di football. I partecipanti sono quelli che vengono definiti "uomini responsabili", e l'intellettuale con un ruolo istituzionale, naturalmente, è sempre uno di loro. Que­sti ultimi non si chiedono mai cosa li rende "uomini responsabili", mentre altre persone [...] finiscono in galera? La risposta è ovvia. Loro sono obbedienti e subordinati al potere, mentre l'altro è indipendente. Ma loro, naturalmente, non si pongono nemmeno la domanda. E' per questo che si ritengono gli "uomini responsabili" chiamati a gestire il potere, mentre il resto della gente deve restarne fuori. E "noi" non dovremo soccombere [...] ai «dogmatismi democratici che dipingono l'uomo come il miglior giudice dei propri interessi». Non lo è. E’ un cattivo giudice, sicché le persone responsabili devono occuparsi dei loro inte­ressi al posto loro e a loro beneficio. In effetti, questa dottrina è molto simile al leninismo. Noi facciamo le cose per voi, e lo stiamo facendo nel vostro interesse. Io ho il sospetto che sia questo, in parte, il motivo per cui storicamente è stato così facile per molta gente passare da un entusiastico fervore stalinista a un appoggio incondizionato alla potenza americana. La gente si sposta con grande rapidità da una posizione all'altra, e il mio sospetto è che questo dipenda, fondamentalmente, dal fatto che si tratta sempre della stessa posizione. In realtà non ti stai muovendo più di tanto. Stai solo facendo una diversa valutazione dei luoghi dove risiede il potere.

Ma come fare dunque? Le TV sono piene zeppe di questi lupi travestiti da pecore, i giornali ancora peggio, perché spacciando una presunta maggiore “autorevolezza” rischiano di farti prendere per buone le peggio balle, senza parlare della Rete, in cui vere e proprie Balle Spaziali si aggirano con bufale, anti-bufale e pure cazzate senza, il più delle volte, il benché minimo controllo. La Rete è e rimane uno dei pochi strumenti per difendersi dalle balle quotidiane che ci vengono propinate, ma non per questo va idolatrata come verità assoluta.
La soluzione risiede unicamente in noi stessi. Dobbiamo farci una corazza, imparare a distinguere le notizie dalla propaganda. Capire finalmente che siamo in un paese in cui, purtroppo, le notizie non te le danno: devi andare a cercartele. Una volta capito questo, potranno cominciare a cambiare molte cose in Italia. Fino ad allora, andremo solo verso la catastrofe.

Una volta capito il Potere, e di conseguenza chi detiene l’Informazione, possiamo capirne i meccanismi e riuscire a leggere tra le righe: il nostro cervello a quel punto non si limita a recepire le informazioni e ad assimilarle; non si limita più nemmeno a recepirle e ragionarci su come faceva prima, in modo (per quanto potesse sembrarci “libero” e “indipendente”) estremamente indotto e conformista; solo dopo aver capito questi meccanismi, il nostro cervello è in grado di analizzare in senso veramente critico le informazioni che gli arrivano, da ogni direzione. E’ un po’ come nella musica: fino a quando non conosci la teoria musicale, quello che ascolti ti arriva in un certo modo, ma via via che impari a conoscere quelle teorie, quelle tecniche, quelle armonie particolari, vedi tutto in chiave diversa. Noti aspetti che non avevi notato prima, apprezzi sfumature che non potevi riconoscere, riesci a leggere un linguaggio che prima ti era sconosciuto.
Dobbiamo allenare costantemente il nostro cervello a sfondare quel muro di superficialità che i media, tutti quanti, ci costruiscono dinnanzi per sbarrarci la strada della conoscenza. La manipolazione mentale è qualcosa di molto meno fantascientifico di quello che alcuni tendono a farci credere. Non ci sono raggi alfa, MK ultra, strane scie nel cielo che ci ipnotizzano, facendoci cadere nel conformismo e nell’obbedienza, ma qualcosa di molto meno “alieno” e molto più propriamente “umano” che vuole allinearci tutti con le spalle allo stesso muro. Ci sono puri e semplici interessi di una classe dirigente dominante che per niente al mondo desidera far salire il cittadino semplice sopra lo stesso piedistallo degli “uomini responsabili di cui parlava Chomsky. Faranno di tutto per evitare che tu possa realmente partecipare attivamente alla vita democratica del tuo Paese, e le decisioni che contano verranno prese sempre dagli stessi. Il loro mezzo principale (non l’unico, ma il più determinante) è l’informazione.

Ribaltare il valore dell’informazione, capirne i meccanismi, assimilarne le tattiche e reagire di conseguenza con un’analisi critica e realmente anti-conformista: questo è il viatico che nella nostra vita ci può portare alla libertà, quella vera. L’informazione ha plasmato il nostro modo di pensare e di vedere le cose. Ha plasmato noi stessi. Non lasciamoci plasmare da chi non ne ha il diritto. Diventiamo padroni di noi stessi.

venerdì 28 giugno 2013

Decreto di Propaganda

Ricapitoliamo un attimo questa storia del decreto di Letta sul lavoro, perché qui sembra che il problema sia che Beppe Grillo lo ha letto male, non che questo decreto sia l’ennesima presa di culo del governo-inciucio nei confronti del Popolo italiano.


Prima ancora di analizzare il contenuto del decreto è bene soffermarsi sulla successione cronologica dei fatti. Il giorno precedente, il governo proclamava “Sì agli F-35” (inutili e costosi strumenti di guerra, non di difesa, non di protezione, ma di guerra). La mattina successiva bocciava la proposta di reddito di cittadinanza avanzata dal MoVimento 5 Stelle e appoggiata da Sel. Nel frattempo diceva di doverci “pensare su” a proposito degli F-35. Guardate in che modo meschino e subdolo fanno in modo (i governi e i loro servi dei media) di farti arrivare le notizie: dopo una giornata tragica (per il governo) in cui approvavano l’investimento degli impopolari cacciabombardieri (aggravata ancor di più dalla gaffe mostruosa di Boccia, Pd), la notizia del soffocamento della mozione per il reddito minimo garantito sarebbe stato un altro duro colpo da mandare giù per il governo Letta-Alfano. Sì alla guerra, chissenefrega dei lavoratori. Il messaggio ad arrivare nelle case degli italiani sarebbe stato questo. Ma il nostro governo, che ben conosce i meccanismi della propaganda, arriva al TG delle 20 con la notiziona da prima assoluta: 250.000 posti di lavoro per i giovani! Sticazzi. Nessuno parla più degli F-35 e del fatto che il governo ne abbia approvato l'acquisto entro sei mesi. Nessuno parla più della bocciatura del reddito minimo. Si parla solo della grande conquista del Nipote Letta per combattere la disoccupazione giovanile. La stampa di regime esegue. Il governo ringrazia. Mi torna in mente ancora V per Vendetta, in cui quel giornalista diceva: “il nostro compito è riferire le notizie, non fabbricarle: quello è compito del governo”. Ma non finisce qui: il problema, a quanto pare, non è cosa ci sia scritto nel decreto, ma che Grillo abbia letto male il suo contenuto (cosa che oltretutto aveva fatto anche Repubblica poche ore prima, cliccate qui per vedere la versione non corretta dell’articolo, che io saggiamente avevo stampato). Il massimo del servilismo giornalistico e della anti-informazione. Parlano di qualsiasi cosa, basta distrarre le masse dal fatto.

E il fatto qual è? Il fatto, signori, è che qui ne abbiamo piene le balle di farci prendere in giro. Vediamo nel dettaglio queste benedette 3 casistiche con cui, essendo inquadrati in almeno una di queste ed avendo tra i 18 e i 29 anni, l'azienda può ricevere incentivi per l’assunzione:
  1.  Essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  2.  Essere privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;
  3.  Essere lavoratori che vivono da soli con una o più persone a carico.

Punto primo. Sei mesi (almeno) di totale disoccupazione. Il che significa che automaticamente tagliamo fuori qualsiasi giovane che abbia lavorato non a nero anche solo 2 settimane in bar nell’arco di 6 mesi. Hai lavorato in un ristorante per un periodo di circa 3 mesi durante la peak season? Allora sono cazzi tuoi. La prossima volta fatti pagare in nero almeno Letta ti aiuta.
Punto secondo. Devi essere un semianalfabeta. Mi domando e dico, ma quanti giovani oggigiorno non finiscono neanche un istituto professionale o un liceo superiore? Non siamo più negli anni 50, ragazzi. Oggi tutti finiamo questi studi. Qui si parla di una cifra talmente piccola di giovani che siamo a livelli infinitesimali. Ma la cosa più bella mica è questa: mi spiegate perché questo decreto favorisce chi non ha studiato? Cioè, io ho davanti un mezzo analfabeta e un laureato, entrambi disoccupati. Tu, Stato, mi incentivi ad assumere il primo dei due? Ecco dunque la seconda perla di Letta: hai studiato? Hai una cultura e delle competenze? Allora sono (ancora una volta) cazzi tuoi. Roba da matti.
Punto terzo. Devi essere un lavoratore sotto i 30 con una persona a carico. Mmmm. Interessante. Soprattutto nel paese in cui esistono ancora migliaia e migliaia di “giovani” di 35-40 anni che ancora vivono con i genitori. I famosi bamboccioni. Dai, sul serio, parliamone un attimo: quante decine di persone in Italia rientrano in questa ultima casistica? È talmente una briciola in confronto a quello che si dovrebbe fare per combattere la disoccupazione giovanile, che ho perso già troppo del mio tempo a parlarne.

Ecco cosa conteneva questo miracoloso decreto. NULLA. Il nulla più totale. Ma aveva una caratteristica: il proclamone pronto per andare in tutte le case degli italiani al TG delle ore 20. Non si parla delle questione vere, si fa unicamente propaganda governativa, e si rimarca che Beppe Grillo non sa leggere perché nel post ha scritto che il decreto non avrebbe portato lavoro a nessun giovane, in quanto nessun giovane ha queste 3 caratteristiche assieme allo stesso tempo. Peccato che nel suo post, Beppe Grillo aveva ragione comunque, nonostante l’errore: questo decreto è pura propaganda, una presa di culo, e non porterà lavoro a nessuno. Poco importa che avesse ragione, i giornali e le TV riferiscono solo quello che vuole il governo.

Con tanti saluti a quelli che dicevano che i fascisti erano i grillini.

giovedì 27 giugno 2013

Gli “sbufalatori”: una curiosa categoria


Da qualche anno a questa parte, una delle categorie che più mi sta sulle balle è quella dei cosiddetti “sbufalatori”. Si tratta di una cricca più o meno vasta, che ama definirsi appunto “sbufalatori”, “sbugiardatori”, “debunkers” o “demistificatori”.
Intendiamoci, non amo particolarmente neanche quando teorie del complotto più o meno gravi vengono spacciate per vere senza neanche portare uno straccio di fonte o anche solo “logica”. Già, perché alla fine basterebbe quella, specialmente se si tratta di screditare una data “versione ufficiale” di un fatto. Molto spesso, in questo caso, non ci sono fonti da citare, perché il “complottista" (orrenda parola) cerca di smontare proprio la fonte! Vabbè. Cominciamo ad analizzare alcuni aspetti di questa strana cricca di debunkers.
Partiamo dalla base: ci sono numerose teorie che questi individui amano sbugiardare. L’attentato delle Torri Gemelle, lo sbarco sulla Luna, il Signoraggio bancario, le scie chimiche, le cure alternative, la morte di Lady D., gli alieni, le sette massoniche che comandano il mondo, e molte altre piccole questioni che nascono ogni giorno in Rete. Queste teorie, il più delle volte costituite da visionarie panzane belle e buone, tendono a trovare molto seguito specialmente online su vari fronti: esistono centinaia (se non migliaia) di pagine Facebook che sollevano indignazione su questa o quella frottola. Per cui, senza voler fare torto a nessuno, va detto, per onestà intellettuale: non è un bel mondo quello in cui girano sciocchezze ciclopiche senza controllo.

Detto questo, me ne guardo bene da mettermi dalla parte degli sbufalatori. Prima di tutto, il loro è un linguaggio orribile. Basti dare un’occhiata al loro blog di riferimento, ospitato anch’esso da Blogger, http://complottismo.blogspot.it/, che racchiude molti temi sbugiardati da vari collaboratori del blog (tra l’altro con un’attività pari a quella del ghiro neozelandese: una media di un articolo al mese).
In cima al sito si legge “Perle complottiste: Stupidario dei cospirazionisti e dei sostenitori delle verità alternative”. Io questo atteggiamento non lo condivido. Trovi una bufala sul web? Sei abbastanza competente per smascherarla? Molto bene, all’opera! Prendi le tue fonti, scrivi un bell’articolo ben fatto, lo diffondi viralmente proprio come hanno fatto con la bufala che stai combattendo. Una cosa che non devi fare è prendere per il culo chi non la pensa come te. Puoi avere tutte le ragioni, ok. Ma non puoi titolare “Perlone Complottista” (lo sappiamo che intendevate pirlone). Poi apri e vai a vedere che il “premio” al Perlone dell’anno è stato votato dagli iscritti al blog (metodo scientifico eh!) e per di più che il vincitore è Beppe Grillo: cosa ha mai detto di complottista Beppe Grillo? Non si sa! Si sa invece che fa informazione tutti i giorni da ormai 20 anni a questa parte, e che hanno preso la parola sul suo blog personaggi come: Noam Chomsky, Joseph Stiglitz, Moni Ovadia, Don Andrea Gallo, Alex Zanotelli, Marco Travaglio, Dario Fo, Andrea Camilleri, Massimo Fini, Beppe Scienza, Lester Brown, Riccardo Iacona, Erri De Luca, Maurizio Pallante, Antonio Ingroia, Salvatore Borsellino, Gianluigi Nuzzi, Gianni Barbacetto, Ivan Cicconi, Oliviero Beha, Bruno Tinti, Gherardo Colombo e molti altri. Tutti noti costruttori di bufale vero?
Vergognatevisbufalatori di tutta Italia, di sputtanare gratuitamente i personaggi autorevoli sopra citati. Ah, dimenticavo, questi “signori” hanno votato anche l’on. Ferdinando Imposimato tra i Perloni Complottisti. Se non sbaglio è stato giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo nel nostro Paese. Suo fratello è stato ucciso per una vendetta trasversale.

Voi “sbufalatori” siete uno sputo in confronto a tutta questa gente.

Andiamo avanti con le chicche trovate su Perle Complottiste: si legge che il sito non è presente sui social network (perché? Il confronto con la gente vi spaventa?), si prosegue poi con altri titoli “canzonatori” sulle principali teorie che i nostri eroi debunkano (GaiaLodovica, Al Boccalone, Banfer Enemy, Credulonia, Frottole sul Signoraggio, Scie Comiche, etc…)
Il linguaggio, la forma, se si vuole smontare delle frottole, è estremamente importante. Perché se voglio smontare una bufala ridicola, devo io per primo mostrare autorevolezza. Capite di essere ridicoli voi stessi, così facendo?

C’è un’altra cosa che mi inquieta molto pensando agli smontatori di bufale di professione: spesso additano come “assassini” i teorici di medicina alternativa, cure naturali contro il cancro, o comunque settori in cui il tema centrale è la salute e la vita umana. Può essere. Ad esempio, il metodo Di Bella non ha certo dato risultati entusiasmanti. D’accordo. Ma perché bloccare sul nascere ogni tentativo di medicina alternativa? Spesso ti rispondono, gli sbufalatori, che sulla salute e sulla vita umana non si scherza. Può darsi, ma allora perché voi debunkers amate smontare le teorie chetendono a informare sui pericoli del nucleare? Ipocriti.


Un altro aspetto che mi colpisce sui signori sbufalatori è il fatto (curioso, se non altro) che vengano allineate sullo stesso fronte in modo pressoché indistinto e discriminatorio tutte le teorie alternative sopra citate. Perché? Ora, qualcuno mi spieghi come se avessi se anni per quale motivo posso credere che la teoria del complotto lunare sia una stronzata, ma allo stesso tempo non posso farmi delle domande sull’11 Settembre. Visto che non sono qui a difendere o accusare nessuna delle due categorie (i complottisti  e i debunkers) faccio la cosa più saggia: mi metto nel mezzo e parlo unicamente per me.

Allora, io per esempio non credo che siamo governati da una setta massonica aliena che si trasforma in rettile non appena si incazza, credo che Armstrong sia effettivamente atterato sulla Luna, credo che sulla questione delle cosiddette scie chimiche ci siano troppi pochi aspetti per reggere la teoria del complotto sulle chemtrails, ma che certi aspetti necessitino più chiarezza. Ma allo stesso tempo credo che nella versione “ufficiale” dei fatti successi l’11 Settembre 2001 ci siano dei buchi molto gravi, e che i fatti presentati come nella versione governativa facciano acqua da tutte le parti. Vuol dire che le torri erano imbottite di esplosivi e gli aerei non esistevano neppure? No, io non l’ho detto. Ma quando parli con i debunkers, ti trattano come se tu credessi a tutto questo ugualmente. Ti uniformano ad uno stereotipo che, inutile negarlo, facilita molto la vita alla professione dello sbufalatore. È troppo facile smontare le bufale così.

Oppure parliamo del Signoraggio se preferite! Non credo che ci siano i dati per affermare che si tratti della truffa del secolo, o che non ci sarebbe il debito pubblico senza il Signoraggio bancario. Ma credo che sia gravissimo che uno Stato sovrano non possa essere libero di stampare la propria moneta. Come la mettiamo? È troppo facile mettere sullo stesso livello tutte queste teorie, aiuta solo i debunkers a smontare, assieme a vere bufale, anche fatti che non dovrebbero per nessuna ragione essere archiviati come “bufale” in modo così sbrigativo. I rettiliani sono fantapolitica. Ok, concesso. Ma perché dovete tapparmi la bocca sulla questione dell’emissione della moneta? Cos’hanno a che vedere le due questioni l’una con l’altra? Ma soprattutto, perché vi comportate come se io, che voglio parlare del problema del Signoraggio bancario, credessi che Hillary Clinton sia un’alieno? Perché, se io voglio parlare degli sviluppi interni agli USA che hanno coinvolto la famiglia Bush e la famiglia Bin Laden, dovete mettermi arbitrariamente tra i complottisti delle scie chimiche? Che cosa diavolo c’incastra? Ecco, è appunto questo che non sopporto di questa gente.

Guardiamo ad un personaggio di cui ho davvero poca stima, Paolo Attivissimo, collaboratore di Piero Angela nel debunking di molte teorie, membro del Cicap, redattore del sito di debunking Il Disinformatico. Il modo in cui accomunano tutte le teorie “scomode” ai governi e alle autorità costituite, senza alcun metodo scientifico, è letteralmente fare di tutta un’erba un fascio. Come se non bastasse, parlano di fonti: peccato però che molte volte mi è capitato, sul blog di Paolo Attivissimo, di fare clic sul link in cui avrei dovuto trovare la fonte, trovando però un articolo che parla di tutt’altro. Questa non solo non è informazione corretta, ma denota una grave malafede di fondo. Il che mi porta ancor di più a dubitare del clan degli sbufalatori, mettendoli ai miei occhi allo stesso livello delle persone che intendono combattere. Non metto una lista degli esempi di quando questo “fenomeno” del finto link accade per ragioni di spazio: fate prima ad andare a visitare http://attivissimo.blogspot.it/ e controllare voi stessi con articoli a caso. Il più delle volte, si rimanda a fonti non-fonti: un articolo di giornale non è una fonte, se si tratta di un’opinione del giornalista, un post pubblicato da te stesso nel tuo stesso blog non è una fonte, un link ad una fonte governativa quando il “complottista" vuole confutare una testi governativa non è una fonte, etc…  E poi si mette a sua volta a fare il complottista sulla questione di internet e il controllo esercitato dalla NSA (di cui ho già parlato qui). Signor Attivissimo, mi faccia il piacere.



Mi avvio verso la conclusione, mettendo sullo stesso livello chi scrive da “complottista” senza uno straccio di fonte e di logica, e il cacciatore di bufale di professione: entrambi sono esperti del “NULLA”, scrivendo giorno e notte in un italiano imbarazzante centinaia e centinaia di articoli la cui utilità e valore culturale sono pari a quelli di una frittata di zucchine. Entrambe le categorie invece, potrebbero coesistere in un’informazione completa e imparziale (ma qui forse pecco di ottimismo): da una parte potrebbe arrivare lo spunto alla fantasia, alla creatività, la voglia di mettere in discussione quello che i governi, le TV e le multinazionali tentano di farci credere; dall’altra il richiamo alla logica, alla fonte certa, alla moderazione dei toni, alla scienza. Entrambe potrebbero concorrere tranquillamente alla ricerca della verità, lontano dalla voglia di sensazionalismo da una parte e dal tifo da stadio e dalla mera obbedienza dall’altra.

mercoledì 26 giugno 2013

Gli F-35, Boccia e il voto di scambio


Per prima cosa mi chiedo dove sia l’aspetto eticamente e moralmente accettabile nell’acquistare veicoli da guerra. Prima ancora di discuterne l’aspetto economico, sociale, politico, etc., la questione è prima di tutto morale e legale.
  • Aspetto morale: siamo tutti contro la guerra ma continuiamo a comprare armi, veicoli da guerra e simili. La grande ipocrisia del nostro tempo. Chiamatemi scemo, ma io sono uno di quelli che vede nel totale disarmo delle nazioni (immediato) l’unica soluzione per una pace mondiale. Poi si può parlare di riassetto economico e sociale, certo; ma finché ci saranno armi (che servono unicamente ad uccidere, non giriamoci intorno please) non si potrà iniziare un percorso realmente pacifista e pacifico.
  • Aspetto legale: l’acquisto di armi e veicoli da guerra è illegale in quanto va contro la nostra Costituzione. E anche qui c’è poco da girarci intorno: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.”  Il resto sono chiacchiere. E le chiacchiere sono fuffa.

La questione degli F-35 per me potrebbe dirsi conclusa qui, essendo il loro acquisto moralmente inaccettabile e illegale. Ma siccome a noi la fuffa piace, andiamo avanti.
  • Aspetto tecnico: Gli F-35 sono macchine a cui neanche un idiota affiderebbe la propria sicurezza nazionale militare. Il rapporto del Pentagono ha sollevato numerosi dubbi sull’investimento in tale progetto, sottolineando gravi difetti che renderebbero inutilizzabili i cacciabombardieri: la scarsa visibilità per il pilota, la difficoltà di atterraggio con clima caldo e umido, il rischio che grandi quantità di carburante possano incendiarsi in volo e il rischio stesso della vita del pilota sono gli elementi maggiormente critici.
  • Aspetto economico: costano uno stonfo di quattrini. Entro il 2026 potremmo avere più di un centinaio di questi giocattoli, con un costo totale (comprensivo di manutenzione) di circa 53 miliardi di euro. Non riesco neanche ad immaginarmi in 13 anni quante cose potremmo fare con questi soldi. Abolizione dell’IMU, riduzione della pressione fiscale, finanziamenti per la cultura, la scuola e la ricerca. Tutte cose che evidentemente non sono così importanti per il governo inciucio Letta-Alfano.
  • Aspetto politico: dov’è quella sinistra pacifista che si incazzava quando Berlusconi faceva qualcosa di “guerrafondaio”, di “filoamericano”, di “imperialista”? Dove sono? Hanno tutti gettato la maschera, non abbiamo una sinistra pacifista da anni ormai, e tutte le recitine di qualche anno fa erano pura ipocrisia. La realtà è che il Pd, nonostante in campagna elettorale avesse detto “prima il lavoro, poi gli F-35”, si trova oggi a difendere nella sua (quasi) totalità questo folle progetto militare. Perché? Perché qui si tratta di voto di scambio, signori. Di un voto di scambio ben peggiore di quello dei mafiosi. La mafia compra il voto talvolta con 50 euro, questi lo fanno a spese nostre lasciando che le tasche degli amici si gonfino nei processi di acquisto e manutenzione di questi giocattolini. Primi tra tutti gli amichetti di Finmeccanica, che tramite Alenia-Aermacchi pensa di riempirsi le tasche a dovere. La lobby militare favorita da un partito “di sinistra”. Elettori Pdioti, ci siete? Vergognatevi.

Ma la presa per i fondelli è totale, a 360 gradi. Ieri Francesco Boccia (Pd con moglie in Pdl) ci ha deliziato con una gaffe esilarante, poi rimossa prontamente resosi conto della figura di merda appena fatta. Ma per fortuna abbiamo la Rete, che ha scattato l’istantanea di questa perla e l’ha resa virale:


Esilarante. ESILARANTE. Boccia non solo dovrebbe spengere i motori degli elicotterini che gli girano nel cervello, ma dovrebbe tacere per tutto il tempo che gli resta da parlamentare, scavare una fossetta a Montecitorio, e infilarci la testa dentro. Lo struzzo Boccia. Quello sì che sarebbe un bello spettacolo.


Bene, ora che della fuffa abbiamo parlato, non resta che ribadire un punto. Anzi tre. Disarmo, Costituzione e Pace. Niente chiacchiere, non c’è altro da aggiungere. Ah, forse solo una cosa, volendo parafrasare la peggiore Gabanelli che si sia mai vista: “con milioni di disoccupati, smettetela di occuparvi di cacciabombardieri”.
Vi saluto con le parole dell'immortale Bill Hicks, che possano portarvi il concetto di pacifismo e ficcarvelo bene in testa:


martedì 25 giugno 2013

E ora... in galera!!! (magari)


C’era una volta "Biancaneve e i sette nani". Oggi abbiamo "il Nano e i sette anni".
Berlusconi esce dal processo Ruby con una condanna che mi ha fatto fare un salto di gioia dalla sedia: sette anni di reclusione e interdizione perpetua. Ma dopo un attimo di euforia iniziale ho cominciato a farmi le prime domande: e adesso cosa succede?

Reazioni dal mondo della politica:
  • Dal profilo Facebook di Silvio Berlusconi: “Ero veramente convinto che mi assolvessero perché nei fatti non c'era davvero nessuna possibilità di condannarmi. E invece è stata emessa una sentenza incredibile di una violenza mai vista ne' sentita prima, per cercare di eliminarmi dalla vita politica di questo Paese. Non è soltanto una pagina di malagiustizia è un'offesa a tutti quegli italiani che hanno creduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegno per il Paese. Ma io, ancora una volta, intendo resistere a questa persecuzione perché sono assolutamente innocente e non voglio in nessun modo abbandonare la mia battaglia per fare dell'Italia un paese davvero libero e giusto.”
  • Daniela Santanché commenta la sentenza con le mani nei capelli: “Sentenza politica. Berlusconi è ben saldo al suo posto.
  • Marina Berlusconi: “Non chiamiamola sentenza. Non chiamiamolo processo. Soprattutto, non chiamiamola giustizia.
  • Il ministro (saggio) Quagliariello dà il meglio di sé: “Giornata nera per lo Stato di diritto.” (sic!)
  • Il sex-symbol di Laura Ravetto Cicchitto aggiunge: “E’ evidente che così la pacificazione salta.
  • Niccolò Ghedini afferma che “siamo al di fuori di ogni logica.
  • Il Pd comunica che “prende atto e rispetta le decisioni della magistratura” (sticazzi, ndr)
  • A questo punto ci manca solo che Gasparri mantenga la parola data con le dimissioni dell’intera cricca parlamentare pidiellina.
  • E come ultima cosa aspetto la reazione di Matteo Mr. Bean Renzie da Rignano sull’Arno che probabilmente dirà: “Berlusconi va battuto sul piano politico, non con le sentenzine”.
Abbiamo capito le reazioni del Pdl, d’altra parte, essendo il partito un’estensione della persona di Berlusconi, non ci si poteva aspettare molto altro.


Ma il Pd? Cosa fa adesso il Partito Democratico? Cosa farà adesso Letta? In caso di mancata caduta del governo-inciucio, il Pd non potrà che essere correo, complice e stampella di B. E siccome non succederà un beneamato, e il Pd continuerà a governare con soggetti che all’estero neanche ci starebbero in Parlamento, cosa aspetta la gente a rendersi conto che il Pd è la stessa cosa del Pdl? Governano insieme. Hanno gli stessi programmi. Usano le stesse espressioni. Da che parte si va con questi? Cosa vogliamo sperare con questa classe dirigente, con questo governo?

Vedremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni la reazione del Partito Democratico. Segnatevi queste parole: Berlusconi non mollerà, il Pd neanche. L’equazione Pdl/Pdmenoelle è sempre più sotto gli occhi di tutti. Arriverà mai il giorno in cui anche gli elettori Pdioti se ne renderanno conto? Arriverà mai il giorno in cui anche gli attivisti piddini (almeno quelli armati di buone intenzioni) si renderanno conto che il Pd è irriformabile e irrecuperabile? Quando si renderanno conto di tutto ciò?


Teniamo presente che già ora sarebbe troppo tardi per una presa di coscienza: la complicità centrodestracentrosinistra degli ultimi 20 anni, il patto D’Alema-Berlusconi che ha governato il paese negli ultimi due decenni, il Partito Modello Unico al governo oggi, hanno portato l’Italia sull’orlo del default. Entro i prossimi 6 mesi l’Italia potrebbe collassare. La colpa è dei partiti, che hanno ridotto in macerie il nostro Paese. Ma, volendo parafrasare uno dei miei film preferiti, “Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole... non c'è che da guardarsi allo specchio.” Questa situazione è il frutto dell’italianità, del nostro popolo che per troppo tempo ha lasciato ai farabutti il compito di legiferare e di governare, del nostro popolo che per lunghi anni e ancora adesso non è più capace di scandalizzarsi e di indignarsi di fronte alle malefatte dei nostri politici. Solo allora, quando saremo capaci di indignarci e di reagire, sarà possibile cambiare realmente questo paese.
Mettiamoci l’elmetto sulla testa e cambiamolo insieme.

lunedì 24 giugno 2013

Ragusa a 5 Stelle tra ballottaggi ed espulsioni


La situazione politica di Ragusa, proprio ora al ballottaggio per le amministrative con quella che sembrerebbe una larga vittoria del M5S, porta con sé aspetti la cui analisi potrebbe essere utile anche per capire la situazione nazionale.

Dopo aver raccolto il secondo posto alle elezioni amministrative a Ragusa per una manciata di voti (circa 2000), il candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle Federico Piccitto si può giocare la partita del ballottaggio. Infatti, nonostante la lista inciucio Pd-UdC-Lista Crocetta (chi più ne ha più ne metta, scusate la rima) avesse preso quasi il 30% dei voti (contro il quasi 16% di Piccitto), si sta ritrovando contro varie forze minori che non sono arrivate al ballottaggio: tra queste varie liste civiche, Sel, la Destra, e molto probabilmente una fronda stessa del Pd, che potrebbe aver deciso di dare il proprio voto al candidato grillino, seguendo le indicazioni della Spata.

L’unica forza politica che sostiene pubblicamente il candidato del Pd è proprio il Pdl, della serie un’unica famiglia felice: i due partiti a Ragusa si schierano insieme al ballottaggio (ma non era colpa di Grillo se Pd e Pdl si erano messi insieme?) e cercano di far vincere Giovanni Cosentini, uomo di riferimento del centro-destra e di Totò Cuffaro (meno male che il Pd era di sinistra eh!).

Qui il primo parallelismo tra Ragusa e la politica nazionale. L’inciucio Pd+Pdl non si è limitato al governo Letta-Alfano ma lo ritroviamo anche qui. Era davvero colpa di Grillo e dei 5 Stelle la bestiale ammucchiata Pd+Pdl dopo la rielezione di Re Giorgio Napolitano? I (purtroppo molti) imbecilli che ancora ci credono, farebbero bene a ricredersi: il Pd e il Pdl mirano alla vittoria della classe dirigente unica, del partito Modello Unico in cui “solo la L li divide”, puntando sull’uomo di Cuffaro, e pertanto è vietato votare una persona onesta ma soprattutto fuori dai partiti. Il Sistema è costituito dai partiti, Beppe Grillo lo ha scritto, lo ha urlato, lo ha sbraitato, ma aveva ragione. E il Sistema lotta con le unghie e con i denti per l’autoconservazione. Pd e Pdl sono due facce della stessa medaglia, negarlo significa avere una visione totalmente distorta della realtà (oppure semplicemente significa leggere ancora le boiate che scrive l’Unità).


Veniamo però ad un’altra questione legata a questo ballottaggio. Il Pd, conservando comunque una fronda (chiaramente solo fuori dalla nomenklatura e dalla classe dirigente nazionale) di sinistra vera e propria, o comunque anche solo una fronda di persone oneste, appunto sempre e assolutamente fuori dal Partito inteso come struttura “piramidale”, presenta a livello locale in certi casi aspetti molto migliori di quelli che vediamo in TV. A livello locale, sarebbe ingiusto non riconoscere dei meriti ad alcuni attivisti, armati di buone intenzioni, che però non riescono a superare la barriera che li potrebbe portare ai livelli più importanti del Pd. Le realtà locali sono spesso migliori dei dirigenti piddini che difficilmente possono non provocare nausea o altri effetti collaterali.
Il caso qui è rappresentato da Valentina Spata, che ha pubblicamente sostenuto il candidato (onesto) del M5S contro il (cuffariano) Cosentini. Che è un po’ come dire che lei, essendo di sinistra, votava contro un candidato sindaco di destra. Una roba inaccettabile insomma. Infatti per questo è stata espulsa (pardon, “decaduta d’ufficio da iscritta del Pd”).


Ecco il secondo aspetto parallelo alla politica nazionale. Il fatto è incontrovertibile: le espulsioni esistono. Ci sono sempre state e sempre ci saranno nei movimenti politici. Perché è ovvio: se ti comporti in modo contrario alle linee del partito, ma se soprattutto lo fai danneggiando il tuo partito, vai fuori. È sempre stato così. Lo ha fatto il M5S, avendo espulso (a seguito di votazioni interne e riconfermate da 20.000 attivisti) una persona che ha pubblicamente danneggiato il MoVimento, preferendo quella settimana di gloria (scegliere tra la Gambaro e Grillo è come scegliere tra libertà e schiavitù, hanno detto) al sano confronto interno. Procurando un danno mediatico al proprio movimento. Ignorando che nelle assemblee interne i dissidenti ci sono, ma si confrontano tra di loro. Preferendo la TV al confronto con i tuoi colleghi e attivisti. Ed è successo un casino. Ne hanno parlato tutti, in prima pagina, per una settimana intera. Poi ha fatto la stessa cosa il Pd con la Spata, ma senza votazioni, con una decisione presa dall’alto. Qui non si trattava neanche della ricerca di notorietà, ma solo di una dichiarazione di voto. E il voto è libero (ma non per il Partito anti-Democratico). Chi ne parla? Dove sono i titoli in prima pagina? Dove sono le tessere bruciate degli attivisti piddini? Dove sono le vesti stracciate dei giornalisti e opinionisti (“della mia fava”, citando il grande Carlo Monni) in prima TV? Dove sono i maestrini della democrazia che fanno le loro lezioncine? Eh no. Questa non è informazione. Questa è propaganda. E la propaganda puzza di fascismo.


Ma non preoccupatevi, gli elettori Pdioti ingoieranno pure questa nel nome del Partito! Ne hanno ingoiate talmente tante, che a questo punto una più o una meno, non fa differenza. Troveranno il modo di giustificare pure questa (Grillo cattivo, Cosentini buono), e il Paese ancora una volta non volterà pagina. I giornalisti sono in tutt’altre faccende affaccendati e mentre ignorano questa “decaduta d’ufficio da iscritta del Pd”, torneranno presto ad occuparsi di non si sa quale scandalo che non c’è riguardante quel cattivone di Grillo e quegli eversivi dei grillini.
Vedrete la prossima notizia dell’Unità: in Toscana c’è stata una seconda scossa di terremoto ieri. Pare che sia stata causata da Beppe Grillo che si trovava lì di passaggio e aveva mangiato troppo pesante. Stay tuned. L’informazione italica continua.

domenica 23 giugno 2013

Dalla medaglia alla patacca


Vorrei pubblicare questo minipost per sollevare alcune riflessioni sulla vicenda della palestra-casa del ministro delle Pari Opportunità Josefa Idem.

Allora, si scoprono alcune irregolarità nella casa di residenza della Idem, casa in cui ha circa una cinquantina di macchine da palestra professionali, casa che di fatto è una palestra a tutti gli effetti (pubblicizzata e con clientela pagante), che però risulta essere la prima abitazione del ministro. Su cui quindi non si paga IMU, e non risulta effettivamente un esercizio commerciale, ma una semplice abitazione. Evasione fiscale. Questa è l’accusa, che chiaramente deve ancora essere verificata.

Non intendo quindi giustificare le pesanti offese che qualche idiota ha subito riservato alla Idem, anche se non posso negare una certa soddisfazione nel vederle affibbiato il nomignolo “patacca” in molti blog e commenti sul web, dopo che la campionessa olimpica aveva definito così Beppe Grillo (della serie tutti i nodi vengono al pettine).

La riflessione che intendo sollevare è la seguente: è giusto trattare la Idem come se fosse una ladra? NO. È giusto chiederle le dimissioni quando in Parlamento abbiamo gentaccia che ha fatto molto, ma molto di peggio? NO. È il caso che si dimetta dunque? Forse no. Ma sarebbe un bel segnale. Sarebbe un messaggio molto forte di discontinuità con la vecchia politica. Sarebbe un onore proprio perché marcherebbe un netto confine tra quella politica arraffona, ladra e disonesta, e una politica nuova, trasparente e limpida. Così facendo, rifiutandosi di dare le dimissioni, colloca se stessa e il suo partito proprio nello stesso filone di quella politica che (nei proclami e nient’altro) il Pd vorrebbe contrastare. È ridicola poi quando all’obiezione “ma in Germania ti avrebbero fatto dimettere!” risponde che non è vero: in Germania, l’ex-ministro della Difesa si dimise perché si scoprì che aveva copiato la tesi per il dottorato di ricerca.
Direi che questo sì, che è meno grave (perlomeno non costituisce reato). O no?


Vorrei chiudere citando Nicola Morra, il capogruppo al Senato del MoVimento 5 Stelle, che a mio avviso ha centrato in pieno il punto del discorso: “Un ministro, anche se non ha l’obbligo giuridico, ha l’obbligo morale”.

sabato 22 giugno 2013

La discriminazione sessuale in Italia: cause e responsabilità


Secondo la Corte di Strasburgo, l'Italia è all'ultimo posto in Europa come integrazione e diritti della popolazione LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).
Siamo il paese che non ha ancora eseguito ben 2569 sentenze emesse dalla Corte a riguardo, meglio di noi persino Turchia e Russia. Secondo Ilga Europe siamo il paese con un tasso di "rispetto" nei confronti della popolazione con diversi orientamenti sessuali pari al 19%, tra gli ultimi in Europa, alla pari di Bulgaria, Bosnia, Turchia, Lituania e Lettonia.
Per queste ragioni, verremo sanzionati per 120 milioni di euro, cifra che nessun paese membro UE aveva mai dovuto versare prima d'ora (ma perché queste "eccellenze" ce le becchiamo sempre noi?).

La posizione italiana sull'argomento è retrograda, sciovinista e medioevale.
Ma quali sono le ragioni di tutto ciò?

Credo che la prima causa a cui dobbiamo additare tale aspetto sia indubbiamente la presenza in Italia della Chiesa Cattolica, radicata sul territorio e nella mentalità degli italiani.
Per quale motivo poi un cattolico non possa accettare (non dico condividere, ma almeno accettare) orientamenti sessuali diversi dal proprio, non è assolutamente comprensibile: a chi danno noia queste persone? Vengono forse a minacciare l'eterosessualità dei cattolici? Di certo, non possono venirmi a raccontare che non approvano perché c'è scritto nella Bibbia. La Bibbia presenta molte citazioni riguardanti diversi tipi di matrimonio, non solo il matrimonio uomo+donna che conosciamo oggi, ad esempio:
  1. Uomo + donna: «Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne» (Genesi 2,24).
  2. Uomo + donna + proprietà della donna: «Sarài, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar, Sarài disse ad Abram: “Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli”. Abram ascoltò l’invito di Sarài. Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nella terra di Canaan, Sarài, moglie di Abram, prese Agar l’Egiziana, sua schiava, e la diede in moglie ad Abram, suo marito. Egli si unì ad Agar, che restò incinta» (Genesi 16, 1-3).
  3. Uomo + vedova del fratello (il cosiddetto levirato): «Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si sposerà con uno di fuori, con un estraneo. Suo cognato si unirà a lei e se la prenderà in moglie, compiendo così verso di lei il dovere di cognato. Il primogenito che ella metterà al mondo, andrà sotto il nome del fratello morto, perché il nome di questi non si estingua in Israele. Ma se quell’uomo non ha piacere di prendere la cognata, ella salirà alla porta degli anziani e dirà: “Mio cognato rifiuta di assicurare in Israele il nome del fratello; non acconsente a compiere verso di me il dovere di cognato”. Allora gli anziani della sua città lo chiameranno e gli parleranno. Se egli persiste e dice: “Non ho piacere di prenderla”, allora sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli toglierà il sandalo dal piede, gli sputerà in faccia e proclamerà: “Così si fa all’uomo che non vuole ricostruire la famiglia del fratello”. La sua sarà chiamata in Israele la famiglia dello scalzato» (Deuteronomio 25, 5-10).
  4. Uomo + mogli + concubine: ci sono molti esempi di questo tipo di matrimonio nella Bibbia. Abramo aveva due concubine, Gedeone una, Caleb due. Il re Salomone, poi, «aveva settecento principesse per mogli e trecento concubine» (1 Re 11, 3).
  5. Poligamia: oltre al caso del re Salomone già citato, la poligamia è frequente nella Bibbia: il re David ebbe molti mogli, Abdia quattordici, Esaù tre… e via dicendo.
  6. Soldato in guerra + prigioniere di guerra: «Se vedrai tra i prigionieri una donna bella d’aspetto e ti sentirai legato a lei tanto da volerla prendere in moglie, te la condurrai a casa. Ella si raderà il capo, si taglierà le unghie, si leverà la veste che portava quando fu presa, dimorerà in casa tua e piangerà suo padre e sua madre per un mese intero; dopo, potrai unirti a lei e comportarti da marito verso di lei e sarà tua moglie. Se in seguito non ti sentissi più di amarla, la lascerai andare per suo conto, ma non potrai assolutamente venderla per denaro né trattarla come una schiava, perché tu l’hai disonorata» (Deuteronomio 21, 11-14). E ancora: «Mosè disse loro: “Avete lasciato in vita tutte le femmine? Proprio loro, per suggerimento di Balaam, hanno insegnato agli Israeliti l’infedeltà verso il Signore, nella vicenda di Peor, per cui venne il flagello nella comunità del Signore. Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo; ma tutte le fanciulle che non si sono unite con uomini, conservatele in vita per voi» (Numeri 31, 15-18).
  7. Schiavo + schiava: «Quando tu avrai acquistato uno schiavo ebreo, egli ti servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene libero, senza riscatto. Se è venuto solo, solo se ne andrà; se era coniugato, sua moglie se ne andrà con lui. Se il suo padrone gli ha dato moglie e questa gli ha partorito figli o figlie, la donna e i suoi figli saranno proprietà del padrone, ed egli se ne andrà solo. Ma se lo schiavo dice: “Io sono affezionato al mio padrone, a mia moglie, ai miei figli, non voglio andarmene libero”, allora il suo padrone lo condurrà davanti a Dio, lo farà accostare al battente o allo stipite della porta e gli forerà l’orecchio con la lesina, e quello resterà suo schiavo per sempre» (Esodo 21,2-6).
  8. Stupratore + vittima: «Se un uomo trova una fanciulla vergine che non sia fidanzata, l’afferra e giace con lei e sono colti in flagrante, l’uomo che è giaciuto con lei darà al padre della fanciulla cinquanta sicli d’argento; ella sarà sua moglie, per il fatto che egli l’ha disonorata, e non potrà ripudiarla per tutto il tempo della sua vita» (Deuteronomio 22, 28-29).

Ma veniamo ora a quella che è ora la seconda grande causa di questa condizione di ineguaglianza e discriminazione. La sinistra italiana. La sinistra, che dovrebbe avere come cavallo di battaglia, come fiero caposaldo la lotta per l'eliminazione delle diseguaglianze sociali, del rispetto a tutti gli uomini e donne, nonché essere sensibile alla forte pressione della Costituzione Italiana ("Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali"), ecco, quella sinistra è assente, debole, paralizzata da interessi prettamente capitalistici e manageriali. Si tratta di una sinistra che ha smarrito la propria ragione di essere, completamente snaturata delle sue più peculiari logiche. In questo modo, mancano gravemente nel contrastare il sentimento omofobo che si annida nei gruppi di estrema destra.
Per ricordarsi di quanto poco sia diventata di sinistra la sinistra italiana, basti ricordare (visto che siamo anche in tema "Chiesa") chi tolse il pagamento dell'Ici alla Chiesa: non Casini, non Berlusconi, non Cesa. Fu Pierluigi Bersani. Non dobbiamo far passare in secondo piano queste notizie, specialmente se la gente crede ancora di votare a sinistra dando il proprio consenso al Partito Democratico.

Dove sono le lotte per la civiltà? Dove sono le lotte laiche e anticlericali? Dove sono le lotte per l'eguaglianza? Dove sono le lotte per il riconoscimento delle coppie di fatto (gay o etero che siano)?

Questi temi, queste lotte, sono scomparse completamente dall'agenda della sinistra italiana, e hanno lasciato il posto a cose tipo il TAV, l'Expo, l'IMU, le leggi sui partiti mirate a oscurare dalla partecipazione democratica i movimenti spontanei di cittadini. Adesso la sinistra esprime sudditanza al Papa e alla Chiesa Cattolica, come dimostra il discorso del Presidente Re Giorgio Napolitano (un ex-comunista!!!!!!) da Papa Francesco. Da chi ci dobbiamo aspettare queste lotte, se non dalla sinistra?
Non è che un altra conferma: la sinistra in Italia è morta.

venerdì 21 giugno 2013

L'Unità sia maledetta


Dopo aver visto il lungo video (dura 28 minuti ma guardatelo, ne vale la pena) che riporta una fedele cronaca della mezz’ora di fuoco di ieri mattina alla Camera, mi sono detto: finalmente dal M5S un sano “(c)ostruzionismo" messo in atto in modo organico e totale per bloccare questa porcata del governo Letta: il DL 43 (qui il testo), il decreto sulle “emergenze ambientali”.
Il motivo? Mi sembra ovvio, lecito e indiscutibile: non si può inserire (furbescamente) dentro un decreto per le emergenze ambientali, cose come Expo 2015 o TAV.
È contro ogni logica e ogni buonsenso. Vogliamo fare un decreto sulle emergenze ambientali? Ci mettiamo ad un tavolo e ne parliamo. Ma qui si vuole inserire dentro un decreto realmente urgente alcune cosucce qui e là che sarebbero altrimenti inaccettabili, tutti saldi cavalli di battaglia del Partito Unico del Cemento.
E la cosa peggiore è che adesso, un lurido Franceschini osa fare qualcosa che Letta aveva giurato di non fare (e Franceschini stesso poche ore prima pure): chiedere la fiducia sul decreto, con lo scopo di farlo passare a tutti i costi.


Questo non fa altro che confermare le parole di Beppe Grillo. Il Parlamento è una scatola vuota. Va avanti per decretazioni e non c’è una vera discussione democratica al suo interno. Siamo in una dittatura governativa. E mi dispiace ma tutti i bimbetti anti-M5S devono farsene una ragione. Ho visto centinaia di commenti sui social network da parte di gentaglia che pur di dare contro ai grillini per partito preso (espressione che più giusta non si può) hanno scritto boiate su boiate su boiate tanto per non toccare il discorso del DL 43. La peggiore viene (con mio grande rammarico) da una persona che conosco e che stimavo di cui non faccio il nome. Eccola qui: “Forza complottari e grillini, scatenatevi!Ditelo su che questo terremoto è stato provocato dal frakkkkkkkking, dall HHARP e dai rettiliani!Su su che mi faccio due risate!” (mentre a Firenze si avvertiva la scossa di terremoto di oggi, ndr).
Questo rappresenta perfettamente la maggior parte delle critiche, degli insulti, rivolti al M5S e a quasi 9 milioni di italiani. La vuota, sporca, bassa, stronza manipolazione della realtà. Ci sono simili imbecilli tra la gggente comune, figuriamoci tra i giornalisti, che sono proprio lì a difendere e a preservare lo status quo italico; ecco la prima pagina dell’Unità di oggi:


Grillo contro i terremotati.
Non ho più parole, ma credo che la più appropriata sia schifo. Franceschini mi fa schifo. L’Unità mi fa schifo. Tutta questa situazione mi fa schifo.
Ormai l’Unità ha persino meno dignità di Libero, o del Giornale. Non è più un quotidiano, non fa più informazione (accumulando debiti spaventosi per giunta). Dimenticandosi pure che quello che è “avanzato” dalle donazioni volontarie dei cittadini per la campagna elettorale del M5S, è stato donato alla città di Mirandola, una tra le più colpite dal terremoto dell’Emilia. Senza accennare al fatto che il governo ha fatto sì che anche le abitazioni terremotate pagassero l’IMU (anche se decurtata del 50%) con l’opposizione del M5S. Che schifo. Che malafede.

Non posso fare a meno di citare l’aggiornamento di stato di Andrea Scanzi che (al netto di tutti i difetti che può avere) rimane uno dei pochissimi giornalisti a fare il proprio lavoro con onestà: “L'Unità, o quel che ne rimane, spara stamani in prima pagina un oltremodo lisergico "Grillo contro i terremotati". Poi si stupiscono se i 5 Stelle detestano quasi tutti i giornalisti. Povero Antonio Gramsci, poveri noi.

Già, proprio così: poveri noi.
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