venerdì 14 giugno 2013

Boldrineide


Prima ancora di vedermi puntate addosso le canne mozze della sinistra più “estrema” (si fa per dire), “sinistroide” e “modaiola” (quando è moda è moda, aveva ragione Gaber), faccio una premessa: questo post non vuole essere una critica generica e radicale al Presidente della Camera Laura Boldrini, ma solo un analisi di quello che sta accadendo intorno alla deputata di Sel da quando è stata eletta a presiedere la Camera dei Deputati. Dunque, non sto parlando del passato di Laura Boldrini, ma delle ultime e recenti vicissitudini che la hanno coinvolta politicamente.

Detto questo, andiamo a ripercorrere le mirabolanti performance della neo-presidente in quota Sel (3% alle scorse elezioni). Partiamo proprio dalla sua elezione, prima ancora di partire con la “Boldrineide”: fino a qualche anno fa, era buona consuetudine lasciare la presidenza di una delle due camere alla principale forza di opposizione. È da sottolineare che quando la Boldrini venne eletta alla Camera, non era ancora stato palesato l’osceno inciucio PD+PDL, e che dunque Sel non era ancora opposizione (ora lo è? Mah.) ma maggioranza. Questa prassi è stata ancora una volta elusa dunque, piazzando Grasso (Pd) al Senato e la Boldrini alla camera. Il 25% dei grillini? Boh. A loro diamo la vicepresidenza della Camera, grazie tante. Ah, e per chi se lo fosse perso, sto parlando di Luigi Di Maio. Alzi la mano chi lo avrebbe preferito come Presidente della Camera!

Credo che siamo in tanti. Insomma, la Boldrini, dall’alto del suo 3% di voti, fa una gran figura dinnanzi alle telecamere e ai giornali, prostrati tutti (dico, tutti) a cotanto segnale di cambiamento. Sulla carta in effetti poteva essere così. Fuori gente come Finocchiaro e Franceschini, dentro due volti più da “società civile” (anche Grasso? Mah.) e consenso popolare assicurato. Come dimenticare l’articolo di Lidia Ravera (Fatto Quotidiano) nel suo elogio a piena lingua dei neoeletti presidenti? “Ce la possiamo fare. Come è successo il miracolo Boldrini? Certo, per la rinnovata forza del movimento delle donne ma, come il miracolo Grasso, anche per obbligo, con i politici di lungo corso condizionati dai neoeletti cinquestellini.” Concludeva l'articolo consigliando anche vivamente ai “cinquestellini” di disobbedire alle parole di Grillo. Perché? La giornalista non lo spiegò. Oh, eppure questo era il Fatto Quotidiano eh, mica il Corriere. Andiamo bene!
Esaminiamo ora le dieci tappe dell’epopea parlamentare sinistroide e inciuciara di Laura Boldrini:
  1. Il 19 Marzo, tramite l’agenzia d’informazione piddina Ballarò, Floris manda in onda il comunicato della Boldrini e Grasso in cui annunciano che si ridurranno lo stipendio del 30%, con l’obiettivo di ridurlo a 50%. In effetti è complicato, poverini, ridursi lo stipendio subito del 50%... rischiano di fare la fame. A questo proposito, il 20 Marzo Beppe Grillo lancia la proposta ai due neoeletti: “fate dimezzare lo stipendio anche ai parlamentari!”. Ovviamente le reazioni indignate non mancano. Specialmente tra gli elettori piddini. Se i parlamentari del Pd si fossero dimezzati lo stipendio, dai loro elettori si sarebbe levato un applauso di 90 minuti, neanche quello di “è una cagata pazzesca!” nel mitico film di Fantozzi. Ma non lo hanno fatto. Anzi, siccome la proposta era partita dall’inaccettabile Grillo, era da condannare. Che cretini…
  2. Sempre il 20 Marzo, la Boldrini parla di antifascismo e lotta alla mafia. Temi centrali che finalmente ha riportato nel Palazzo. Sì, come no, certo. Peccato che questo governo di larghe intese, coadiuvato dalla stampa più servile e lecchina d’Europa, presieduto dal monarca Giorgio II di Napoli, sia quanto di più vicino al fascismo che abbiamo avuto da un pezzo a questa parte. E peccato che si parli di antimafia assieme ad un personaggio dai dubbi meriti come Grasso, e soprattutto mentre si sta al governo insieme al partito mafioso e colluso che ha rovinato l’Italia negli ultimi 20 anni.
  3. Il 24 Marzo, quando Grillo definisce Grasso e la Boldrini “foglie di fico”, la Boldrini risponde: “Considerazioni fuori luogo, parla la mia storia”. Peccato che non è della tua storia che stiamo parlando, ma del perché i partiti (marci fino al midollo) siano stati costretti a mettere facce nuove (foglie di fico appunto) a coprire quanto siano morti e sepolti.
  4. Il 26 Marzo, Franco Battiato pronuncia le parole che causano la sua fustigazione in piazza 2.0: “in Parlamento ci sono troie disposte a tutto”. Precisa poi che il commento non era sessista, ma che si riferiva al “malcostume della politica nel passato” e che parlava della scorsa legislatura. Ma il fatto che Battiato avesse effettivamente ragione non interessa alla femministoide Boldrini: “Stento a credere che un uomo di cultura come Battiato, impegnato ora in un’esperienza di governo in una regione importante come la Sicilia, possa aver pronunciato parole tanto volgari” e ancora “Da presidente della Camera dei Deputati e da donna respingo nel modo più fermo l’insulto che da lui arriva alla dignità del Parlamento. Neanche il suo prestigio lo autorizza ad usare espressioni così indiscriminatamente offensive” e non ha ancora finito “La critica alle manchevolezze della politica e delle istituzioni può essere anche durissima, ma non deve mai superare il confine che la separa dall’oltraggio”. Hai capito la Boldrini! E io che pensavo che la malapolitica, la corruzione, i rapporti con la mafia, il controllo dell’informazione, le collusioni con i giri di prostituzione, quelli , che fossero un oltraggio verso i cittadini italiani! Che ingenuo che sono… Risultato: Battiato espulso e licenziato. I Berlusconi, i Ghedini, le Minetti, le Carfagna e altri sono sempre lì. Chapeau!
  5. Il 30 Marzo un gruppo di parlamentari del M5S presenta alla Presidente della Camera Laura Boldrini un piano di risparmi di circa 42 milioni di euro. Qui il dettaglioNe avete più sentito parlare? No. Complimenti alla serietà e determinazione nel contenere le spese della politica, Presidente Boldrini.
  6. Il 6 Aprile, a seguito dei suicidi nelle Marche, Laura Boldrini si presenta ai funerali delle vittime. Naturalmente, la contestazione è immediata e rumorosa. Ma la Boldrini non se ne accorse. Come se non bastasse, sentite cosa ha detto: “Io non immaginavo che in Italia oggi ci fosse tanta povertà, tanto bisogno delle cose essenziali.” Laura Boldrini, lo scopri adesso? Ma in che mondo hai vissuto fino a ieri? In quale Italia delle meraviglie pensavi di essere? E poi magari non vuoi neanche essere contestata dai parenti delle vittime? Mi faccia il piacere. E soprattutto si vergogni
  7. 6 Maggio 2013: una tappa obbligatoria per la nostra Boldrineide. Dopo alcune “caricature”, fotomontaggi e forti critiche (al limite della diffamazione) avvenute sul web, la Boldrini annuncia che tra le priorità del nuovo governo c’è anche la creazione di una norma per il controllo sul web. Eh? Ho capito bene? A parte il fatto che se vuoi denunciare qualcuno che ti ha diffamato sul web lo puoi già fare (come ha detto anche Rodotà, le leggi ci sono, basta applicarle anche al web), ma sono queste le priorità del paese? Mettere il bavaglio all’unica informazione libera dai partiti che ci è rimasta? Ma soprattutto, è mai possibile sentire da una donna di sinistra una cosa del genere? Io me lo posso aspettare da un Berlusconi, da un Ahmadinejād, da un Putinnon da una Boldrini! Ancora una volta: vergogna, vergogna, vergogna.
  8. Veniamo ora ad un fatto abbastanza taciuto dalla stampa: dopo la vergognosa manifestazione pidiellina di Brescia, la Presidente della Camera, anziché tuonare contro un simile attacco alle istituzioni, condanna fermamente alcune persone che manifestavano contro Berlusconi. Perché? Perché lanciavano offese sessiste nei confronti delle deputate del Pdl. Ma stiamo scherzando? Non ti scandalizzi per quello che sta succedendo, e pensi solo alle offese sessiste? Mi faccia il piacere. Ecco ancora una volta il femminismo modaiolo di cui parlava Gaber.
  9. Il 9 Giugno, viene ancora evidenziata la pochezza istituzionale della Boldrini, in risposta alle dure parole di Beppe Grillo: "La scatola di tonno è vuota. [...] Il Parlamento, luogo centrale della nostra democrazia, è stato spossessato dal suo ruolo di voce dei cittadini. Emette sussurri, rantoli, gemiti come un corpo in agonia che sono raccolti da volenterosi giornalisti per il gossip quotidiano. [...] Il Parlamento è incostituzionale in quanto il Porcellum è incostituzionale e ora pretende di cambiare la Costituzione su dettatura del pdl e del pdmenoelle? Follia. [...] O lo seppelliamo o lo rifondiamo." A questo la Boldrini sente il bisogno di rispondere (il che ovviamente è legittimo) ma non travisando queste parole però! Perché, Presidente Boldrini, non risponde nel merito? Infatti ecco la risposta: "Le dichiarazioni di Beppe Grillo, scomposte e offensive, tendono di nuovo a colpire il Parlamento e quindi la democrazia." Peccato che non sia stato un attacco al Parlamento, ma un attacco casomai all'uso personalistico che i governi hanno fatto del Parlamento, a discapito dei cittadini italiani. Tanto è che Ferdinando Imposimato, noto grillino e populista, ha affermato a riguardo: "Non sono aderente al M5S ma trovo esagerati e ingiusti gli attacchi a Grillo. Egli ha denunziato la paralisi e l'impotenza del Parlamento, che non si può disconoscere. Il Parlamento, quale organo che approva leggi per il bene comune, di fatto non esiste. E' un'amara realtà, non un'offesa al Parlamento. La Boldrini non si deve offendere, deve prenderne atto. Vorrei sapere quali leggi il Parlamento ha approvato nei suoi primi mesi di vita! E quali sta discutendo, di quelle che interessano i giovani e il lavoro. Nessuna!"
  10. Come ultimo punto, vorrei far notare (chi come me guarda la diretta streaming dal Parlamento, più o meno spesso) quante volte Laura Boldrini in aula interrompe, nel nome di un non meglio precisato codice di comportamento, gli interventi di molti parlamentari (inutile dirlo, spesso del M5S) guarda caso nel momento in cui toccano argomenti scottanti (l’assenteismo dei ministri del governo, le collusioni con le mafie,  etc.).
Insomma, purtroppo in questi primi mesi da Presidente della Camera, ho visto poca Boldrini “vecchia scuola”, molta tutela nei confronti del potere (vedi controllo del web), molta auto-assoluzione della politica (vedi intervento nelle Marche), e tanto (aiutatemi a dire) tanto femminismo modaiolo, di quello più sgradevole, quello più vuoto, quello a cui poco importa realmente della donna, e tanto ama l’apparenza e le lusinghe degli allocchi.
Speriamo di chiuderla qui, perché sinceramente non vorrei fare una Boldrineide Atto Secondo, le chicche che Madama Boldrini ci ha regalato finora sono sufficienti.
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