lunedì 17 giugno 2013

E il Parlamento Pulito?!?



Giunge notizia proprio oggi che il primo ministro della Repubblica ceca Nečas si è appena dimesso, a seguito di un massiccio scandalo riguardante il suo più stretto entourage di collaboratori e la sua persona. Ha presentato le dimissioni prima di essere giudicato colpevole, e con sé ha fatto dimettere tutti i ministri del suo governo. Gli scandali avevano una connotazione anche “privata” (pare addirittura che questo tizio avesse l’amante, ve lo immaginate cosa dovrebbe fare qualcuno dei nostri?!?)

Che dire, qui in Italia, come al solito, siamo in leggera controtendenza: nel “nuovo” Parlamento (le virgolette sono obbligatorie, visto che si regge sulla stessa maggioranza che aveva durante il governo Monti) abbiamo 3 condannati e 46 indagati. Ecco l’elenco (a questo link, non lo pubblico qui per ragioni di spazio!).


L’avvento del MoVimento 5 Stelle ha indubbiamente ridotto (direttamente o indirettamente) il numero degli “impresentabili”, portandoli dai 116 della passata legislatura ad “appena” 49.

Una cosa è importante, e la lezione ci arriva addirittura dalla Repubblica Ceca (roba da pazzi): non sono impresentabili solo quei 3 condannati, ma anche gli indagati. Questo è un concetto importante. Come affermava Borsellino, il politico non deve solo “essere” onesto dal punto di vista strettamente legale (quindi non condannato), ma “apparire” onesto. La condanna arriva solo quando, oltre ogni dubbio, quell’uomo ha commesso un reato. Ma prima di arrivare a questo punto, in ambito giudiziario ci sono tante altre fasi, in cui si possono accertare molti aspetti che magari non fanno di quell’uomo un criminale, ma ne pregiudicano l’autorevolezza necessaria per ricoprire ruoli pubblici.


Dobbiamo sempre ricordarci che l’operazione Parlamento Pulito, lanciata da Beppe Grillo nel 2007 durante il primo V-Day, allora completamente ignorata dalla stampa di regime italiana, fu poi lasciata cadere nel silenzio in fondo ad un cassetto nel Parlamento e quindi la fine del governo Monti ne sancì l’invalidità (non fu discussa nell’ambito di 2 legislature, nonostante le 350.00 firme).

Ma non per questo è morta la spinta di giustizia che l’ha fatta scaturire. Quella molla, quella sana richiesta di pulizia e di onestà, persino la ferocia nel richiedere che il Popolo italiano venga rappresentato da persone limpide e presentabili, non dobbiamo lasciare che vadano in frantumi.

Oggi più che mai l’operazione Parlamento Pulito è importante e costituisce un imprescindibile baluardo di civiltà a cui dobbiamo auspicare.

Avere un Parlamento Pulito non è l’obiettivo finale di questa “missione”: è il punto di partenza per qualsiasi riforma sana e democratica in questo Paese.
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