martedì 25 giugno 2013

E ora... in galera!!! (magari)


C’era una volta "Biancaneve e i sette nani". Oggi abbiamo "il Nano e i sette anni".
Berlusconi esce dal processo Ruby con una condanna che mi ha fatto fare un salto di gioia dalla sedia: sette anni di reclusione e interdizione perpetua. Ma dopo un attimo di euforia iniziale ho cominciato a farmi le prime domande: e adesso cosa succede?

Reazioni dal mondo della politica:
  • Dal profilo Facebook di Silvio Berlusconi: “Ero veramente convinto che mi assolvessero perché nei fatti non c'era davvero nessuna possibilità di condannarmi. E invece è stata emessa una sentenza incredibile di una violenza mai vista ne' sentita prima, per cercare di eliminarmi dalla vita politica di questo Paese. Non è soltanto una pagina di malagiustizia è un'offesa a tutti quegli italiani che hanno creduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegno per il Paese. Ma io, ancora una volta, intendo resistere a questa persecuzione perché sono assolutamente innocente e non voglio in nessun modo abbandonare la mia battaglia per fare dell'Italia un paese davvero libero e giusto.”
  • Daniela Santanché commenta la sentenza con le mani nei capelli: “Sentenza politica. Berlusconi è ben saldo al suo posto.
  • Marina Berlusconi: “Non chiamiamola sentenza. Non chiamiamolo processo. Soprattutto, non chiamiamola giustizia.
  • Il ministro (saggio) Quagliariello dà il meglio di sé: “Giornata nera per lo Stato di diritto.” (sic!)
  • Il sex-symbol di Laura Ravetto Cicchitto aggiunge: “E’ evidente che così la pacificazione salta.
  • Niccolò Ghedini afferma che “siamo al di fuori di ogni logica.
  • Il Pd comunica che “prende atto e rispetta le decisioni della magistratura” (sticazzi, ndr)
  • A questo punto ci manca solo che Gasparri mantenga la parola data con le dimissioni dell’intera cricca parlamentare pidiellina.
  • E come ultima cosa aspetto la reazione di Matteo Mr. Bean Renzie da Rignano sull’Arno che probabilmente dirà: “Berlusconi va battuto sul piano politico, non con le sentenzine”.
Abbiamo capito le reazioni del Pdl, d’altra parte, essendo il partito un’estensione della persona di Berlusconi, non ci si poteva aspettare molto altro.


Ma il Pd? Cosa fa adesso il Partito Democratico? Cosa farà adesso Letta? In caso di mancata caduta del governo-inciucio, il Pd non potrà che essere correo, complice e stampella di B. E siccome non succederà un beneamato, e il Pd continuerà a governare con soggetti che all’estero neanche ci starebbero in Parlamento, cosa aspetta la gente a rendersi conto che il Pd è la stessa cosa del Pdl? Governano insieme. Hanno gli stessi programmi. Usano le stesse espressioni. Da che parte si va con questi? Cosa vogliamo sperare con questa classe dirigente, con questo governo?

Vedremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni la reazione del Partito Democratico. Segnatevi queste parole: Berlusconi non mollerà, il Pd neanche. L’equazione Pdl/Pdmenoelle è sempre più sotto gli occhi di tutti. Arriverà mai il giorno in cui anche gli elettori Pdioti se ne renderanno conto? Arriverà mai il giorno in cui anche gli attivisti piddini (almeno quelli armati di buone intenzioni) si renderanno conto che il Pd è irriformabile e irrecuperabile? Quando si renderanno conto di tutto ciò?


Teniamo presente che già ora sarebbe troppo tardi per una presa di coscienza: la complicità centrodestracentrosinistra degli ultimi 20 anni, il patto D’Alema-Berlusconi che ha governato il paese negli ultimi due decenni, il Partito Modello Unico al governo oggi, hanno portato l’Italia sull’orlo del default. Entro i prossimi 6 mesi l’Italia potrebbe collassare. La colpa è dei partiti, che hanno ridotto in macerie il nostro Paese. Ma, volendo parafrasare uno dei miei film preferiti, “Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole... non c'è che da guardarsi allo specchio.” Questa situazione è il frutto dell’italianità, del nostro popolo che per troppo tempo ha lasciato ai farabutti il compito di legiferare e di governare, del nostro popolo che per lunghi anni e ancora adesso non è più capace di scandalizzarsi e di indignarsi di fronte alle malefatte dei nostri politici. Solo allora, quando saremo capaci di indignarci e di reagire, sarà possibile cambiare realmente questo paese.
Mettiamoci l’elmetto sulla testa e cambiamolo insieme.
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