domenica 16 giugno 2013

Fermiamoli!!! Intervento contro la vivisezione


La vivisezione, ossia la ricerca scientifica applicata dissezionando animali vivi, e la sperimentazione animale, ossia test con cui alcuni prodotti o farmaci vengono somministrati ad animali vivi a scopo di ricerca o studio, sono pratiche barbare, che purtroppo vengono ancora riservate ad animali di ogni tipo.

Il 22 Settembre 2010 è entrata in vigore la direttiva 2010/63/UEdetta “per la protezione degli animali utilizzati a scopi scientifici(sic!), che però non ha affatto avviato alcun tipo di arresto delle sperimentazioni animali e della vivisezione, contenendo molti aspetti fortemente discutibili, e non ha tenuto conto che i trattati europei si pronunciano favorevolmente nel tenere presente le esigenze degli animali e la tutela del loro benessere, in quanto esseri senzienti e quindi aventi dei diritti, esattamente come gli esseri umani. Ma c’è dell’altro: nel sondaggio dell’UE del 2006 è stato appurato che l’86% dei cittadini europei si dice eticamente contrario all’utilizzo di animali in questo campo. Ciononostante non è stato avviato alcun processo di abbandono dei metodi legati all’utilizzo di animali.


Eppure le alternative alla sperimentazione animale ci sono: sempre più scienziati si stanno avvicinando alle teorie anti-vivisezione, perché sta divenendo un dato sempre più accertato che la sperimentazione animale, non solo è eticamente inaccettabile, ma in alcuni casi può essere fuorviante (non è detto che una sostanza dannosa o innocua per un animale lo sia anche per l’uomo) e quindi anche dannosa per la salute umana, nonché una sorta di limitazione nella ricerca di metodi alternativi e più efficienti (o se preferite, come mancanza di stimolo per altri tipi di ricerca).


Tra i metodi sostitutivi esistenti, possiamo citare: i modelli informatici, le analisi chimiche, le indagini statistiche (come l’epidemiologia e la metanalisi, gli organi bioartificiali, i microchip al DNA , i microcircuiti con cellule umane). Eppure la direttiva 2010/63/UE non rende obbligatori tali metodi, neppure qualora fossero già in uso e accertati!
Inoltre, questa direttiva introduce norme “sovra-nazionali” che uniformerebbero in tutti gli Stati membri le condizioni degli animali da laboratorio: impedisce dunque che un Paese autonomo possa andare in una direzione più civile, vietando di fatto di adottare nuove misure più favorevoli agli animali. All’articolo 11 poi, viene data al singolo ricercatore la possibilità di valutare (senza però specificare in base a cosa) se avvalersi addirittura di cani e gatti randagi per eseguire gli esperimenti. Insomma, leggendo il testo della direttiva 2010/63/UE, sembra che purtroppo, ancora una volta, si cerca di favorire quelle associazioni che tuttora eseguono, nella quasi totalità dei casi, sperimentazioni sugli animali: sto parlando delle multinazionali chimico-farmaceutiche. Che, come tali, agiscono in chiave rigorosamente finanziaria-economica-lucrativa, piuttosto che seguire logiche realmente scientifiche ed etiche.

Il fatto a questo punto è che questa barbarie deve finire: gli animali sono esseri senzienti che hanno, esattamente come noi, il diritto di avere dei diritti. Non è più possibile o eticamente accettabile questo tipo di stupro della natura.

È necessario compiere un’evoluzione culturale, senza fossilizzarsi su quello che siamo abituati a vedere, o quello che ci viene raccontato da una sempre più misera parte di scienziati: se ci pensate bene, senza queste iniziative, senza queste evoluzioni culturali, senza queste ricerche alternative, oggi useremmo ancora animali per molti test quali: test di gravidanza, test per verificare la contaminazione batterica di farmaci, molti casi di verifiche igienico/sanitarie su alimenti, esercitazioni per scopo didattico, molti dei test di tossicità su sostanze chimiche, come l’assorbimento cutaneo, la mutagenesi e la genotossicità, la fototossicità, l’embriotossicità.

Fino a Novembre è possibile firmare la petizione per l’inziativa di legge popolare che il Parlamento Europeo dovrà discutere (nel caso raggiunga il milione di firme) nei primi mesi del 2014, con la richiesta di abrogare la direttiva 2010/63/UE e invece presentare nuove leggi che aboliscano definitivamente l’uso degli animali nella sperimentazione scientifica.

Firmate qui! Tutti! E subito!

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