sabato 1 giugno 2013

Giu-se-ppe! Giu-se-ppe! Giu-se-ppe!

Finalmente Joe Satriani, finalmente in versione “solista”, finalmente a Firenze!

Il Maestro, uno dei chitarristi più virtuosi in ambito Rock. Avevo avuto già la fortuna di apprezzarlo dal vivo in occasione del concerto al Pistoia Blues con i Chickenfoot, super-gruppo Hard Rock formato dal batterista dei Red Hot Chili Peppers, bassista ed ex cantante dei Van Halen, e ovviamente il Maestro in persona alla chitarra. Ma vederlo in veste da protagonista è tutta un’altra storia… Un chitarrista come Satriani non può esprimere tutta la sua personalità, la sua potenza, la sua tecnica, la sua fantasia e tutte le sue sfaccettature nell’ambito di un concerto con una band Hard Rock, per quanto il livello possa essere alto come nel caso dei Chickenfoot: ha bisogno di essere al centro della scena, diventare egli stesso la scena.


Ieri sera a Firenze, “Satch” ha sfoderato tutto il repertorio, non tanto musicale/discografico, quanto in termini di tecnica e follia creativa. Per chi come me suona la chitarra elettrica da molti anni, è uno spettacolo assoluto, la vera esaltazione di questo strumento. Ma non solo per un musicista, questo è obbligatorio ripeterlo fino alla nausea: Joseph “Joe” Satriani riesce, dal primo all’ultimo dei suoi LP, a creare una speciale commistione di generi musicali, dal Rock all’Heavy Metal, dal Blues all’Hard Rock, dal Fusion fino anche a ombre di Progressive, per sfociare in un Instrumental Rock che, senza trascurare tecnica e virtuosismo, può piacere a chiunque. Non importa che tu sia un chitarrista professionista, un cantante, un batterista, un violoncellista, un semplice amante della musica o soltanto un calzolaio: la musica di Joe Satriani prima di tutto ti fa muovere, poi ti trasmette delle emozioni, infine ti parla… e quando stai a sentire quello che ha da dire, ti lasci trasportare, dentro le atmosfere di un sogno marino in Flying in a Blue Dream, o dentro il dolce sentimentalismo di Always with me, Always with you, fino alla furia Rock’n’Roll di Satch Boogie.

Satriani viene apprezzato in mille modi, perché ti parla in mille modi.

Due ore e un quarto di concerto senza mai cantare una sola nota. Ma in fondo, che te ne fai di un cantante, quando puoi far cantare la chitarra? Sì, perché la chitarra di Satch canta, urla, grida, stona e intona, spesso con più sfumature di una voce umana. È questa una delle caratteristiche che rende la musica di Satriani estremamente apprezzabile da chiunque, non solo dai “tecnici” e dai puristi.
Ieri sera Joe ci ha regalato un concerto davvero unico, che solo un Maestro come lui poteva sostenere. Uno show che avrei potuto reggere anche per altre 5 o 6 ore, tanto era inverosimilmente bello.

Che dire, spero che il calore del pubblico fiorentino possa portare Joe Satriani molte altre volte ancora proprio qui, a due passi da casa, e di poter assistere ancora una volta ad un concerto che non potrà che iniziare, come al solito, con “Buonasera! Mi chiamo Giuseppe Satriani!

Grazie Maestro, sei stato realmente “not of this Earth”.


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