giovedì 27 giugno 2013

Gli “sbufalatori”: una curiosa categoria


Da qualche anno a questa parte, una delle categorie che più mi sta sulle balle è quella dei cosiddetti “sbufalatori”. Si tratta di una cricca più o meno vasta, che ama definirsi appunto “sbufalatori”, “sbugiardatori”, “debunkers” o “demistificatori”.
Intendiamoci, non amo particolarmente neanche quando teorie del complotto più o meno gravi vengono spacciate per vere senza neanche portare uno straccio di fonte o anche solo “logica”. Già, perché alla fine basterebbe quella, specialmente se si tratta di screditare una data “versione ufficiale” di un fatto. Molto spesso, in questo caso, non ci sono fonti da citare, perché il “complottista" (orrenda parola) cerca di smontare proprio la fonte! Vabbè. Cominciamo ad analizzare alcuni aspetti di questa strana cricca di debunkers.
Partiamo dalla base: ci sono numerose teorie che questi individui amano sbugiardare. L’attentato delle Torri Gemelle, lo sbarco sulla Luna, il Signoraggio bancario, le scie chimiche, le cure alternative, la morte di Lady D., gli alieni, le sette massoniche che comandano il mondo, e molte altre piccole questioni che nascono ogni giorno in Rete. Queste teorie, il più delle volte costituite da visionarie panzane belle e buone, tendono a trovare molto seguito specialmente online su vari fronti: esistono centinaia (se non migliaia) di pagine Facebook che sollevano indignazione su questa o quella frottola. Per cui, senza voler fare torto a nessuno, va detto, per onestà intellettuale: non è un bel mondo quello in cui girano sciocchezze ciclopiche senza controllo.

Detto questo, me ne guardo bene da mettermi dalla parte degli sbufalatori. Prima di tutto, il loro è un linguaggio orribile. Basti dare un’occhiata al loro blog di riferimento, ospitato anch’esso da Blogger, http://complottismo.blogspot.it/, che racchiude molti temi sbugiardati da vari collaboratori del blog (tra l’altro con un’attività pari a quella del ghiro neozelandese: una media di un articolo al mese).
In cima al sito si legge “Perle complottiste: Stupidario dei cospirazionisti e dei sostenitori delle verità alternative”. Io questo atteggiamento non lo condivido. Trovi una bufala sul web? Sei abbastanza competente per smascherarla? Molto bene, all’opera! Prendi le tue fonti, scrivi un bell’articolo ben fatto, lo diffondi viralmente proprio come hanno fatto con la bufala che stai combattendo. Una cosa che non devi fare è prendere per il culo chi non la pensa come te. Puoi avere tutte le ragioni, ok. Ma non puoi titolare “Perlone Complottista” (lo sappiamo che intendevate pirlone). Poi apri e vai a vedere che il “premio” al Perlone dell’anno è stato votato dagli iscritti al blog (metodo scientifico eh!) e per di più che il vincitore è Beppe Grillo: cosa ha mai detto di complottista Beppe Grillo? Non si sa! Si sa invece che fa informazione tutti i giorni da ormai 20 anni a questa parte, e che hanno preso la parola sul suo blog personaggi come: Noam Chomsky, Joseph Stiglitz, Moni Ovadia, Don Andrea Gallo, Alex Zanotelli, Marco Travaglio, Dario Fo, Andrea Camilleri, Massimo Fini, Beppe Scienza, Lester Brown, Riccardo Iacona, Erri De Luca, Maurizio Pallante, Antonio Ingroia, Salvatore Borsellino, Gianluigi Nuzzi, Gianni Barbacetto, Ivan Cicconi, Oliviero Beha, Bruno Tinti, Gherardo Colombo e molti altri. Tutti noti costruttori di bufale vero?
Vergognatevisbufalatori di tutta Italia, di sputtanare gratuitamente i personaggi autorevoli sopra citati. Ah, dimenticavo, questi “signori” hanno votato anche l’on. Ferdinando Imposimato tra i Perloni Complottisti. Se non sbaglio è stato giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo nel nostro Paese. Suo fratello è stato ucciso per una vendetta trasversale.

Voi “sbufalatori” siete uno sputo in confronto a tutta questa gente.

Andiamo avanti con le chicche trovate su Perle Complottiste: si legge che il sito non è presente sui social network (perché? Il confronto con la gente vi spaventa?), si prosegue poi con altri titoli “canzonatori” sulle principali teorie che i nostri eroi debunkano (GaiaLodovica, Al Boccalone, Banfer Enemy, Credulonia, Frottole sul Signoraggio, Scie Comiche, etc…)
Il linguaggio, la forma, se si vuole smontare delle frottole, è estremamente importante. Perché se voglio smontare una bufala ridicola, devo io per primo mostrare autorevolezza. Capite di essere ridicoli voi stessi, così facendo?

C’è un’altra cosa che mi inquieta molto pensando agli smontatori di bufale di professione: spesso additano come “assassini” i teorici di medicina alternativa, cure naturali contro il cancro, o comunque settori in cui il tema centrale è la salute e la vita umana. Può essere. Ad esempio, il metodo Di Bella non ha certo dato risultati entusiasmanti. D’accordo. Ma perché bloccare sul nascere ogni tentativo di medicina alternativa? Spesso ti rispondono, gli sbufalatori, che sulla salute e sulla vita umana non si scherza. Può darsi, ma allora perché voi debunkers amate smontare le teorie chetendono a informare sui pericoli del nucleare? Ipocriti.


Un altro aspetto che mi colpisce sui signori sbufalatori è il fatto (curioso, se non altro) che vengano allineate sullo stesso fronte in modo pressoché indistinto e discriminatorio tutte le teorie alternative sopra citate. Perché? Ora, qualcuno mi spieghi come se avessi se anni per quale motivo posso credere che la teoria del complotto lunare sia una stronzata, ma allo stesso tempo non posso farmi delle domande sull’11 Settembre. Visto che non sono qui a difendere o accusare nessuna delle due categorie (i complottisti  e i debunkers) faccio la cosa più saggia: mi metto nel mezzo e parlo unicamente per me.

Allora, io per esempio non credo che siamo governati da una setta massonica aliena che si trasforma in rettile non appena si incazza, credo che Armstrong sia effettivamente atterato sulla Luna, credo che sulla questione delle cosiddette scie chimiche ci siano troppi pochi aspetti per reggere la teoria del complotto sulle chemtrails, ma che certi aspetti necessitino più chiarezza. Ma allo stesso tempo credo che nella versione “ufficiale” dei fatti successi l’11 Settembre 2001 ci siano dei buchi molto gravi, e che i fatti presentati come nella versione governativa facciano acqua da tutte le parti. Vuol dire che le torri erano imbottite di esplosivi e gli aerei non esistevano neppure? No, io non l’ho detto. Ma quando parli con i debunkers, ti trattano come se tu credessi a tutto questo ugualmente. Ti uniformano ad uno stereotipo che, inutile negarlo, facilita molto la vita alla professione dello sbufalatore. È troppo facile smontare le bufale così.

Oppure parliamo del Signoraggio se preferite! Non credo che ci siano i dati per affermare che si tratti della truffa del secolo, o che non ci sarebbe il debito pubblico senza il Signoraggio bancario. Ma credo che sia gravissimo che uno Stato sovrano non possa essere libero di stampare la propria moneta. Come la mettiamo? È troppo facile mettere sullo stesso livello tutte queste teorie, aiuta solo i debunkers a smontare, assieme a vere bufale, anche fatti che non dovrebbero per nessuna ragione essere archiviati come “bufale” in modo così sbrigativo. I rettiliani sono fantapolitica. Ok, concesso. Ma perché dovete tapparmi la bocca sulla questione dell’emissione della moneta? Cos’hanno a che vedere le due questioni l’una con l’altra? Ma soprattutto, perché vi comportate come se io, che voglio parlare del problema del Signoraggio bancario, credessi che Hillary Clinton sia un’alieno? Perché, se io voglio parlare degli sviluppi interni agli USA che hanno coinvolto la famiglia Bush e la famiglia Bin Laden, dovete mettermi arbitrariamente tra i complottisti delle scie chimiche? Che cosa diavolo c’incastra? Ecco, è appunto questo che non sopporto di questa gente.

Guardiamo ad un personaggio di cui ho davvero poca stima, Paolo Attivissimo, collaboratore di Piero Angela nel debunking di molte teorie, membro del Cicap, redattore del sito di debunking Il Disinformatico. Il modo in cui accomunano tutte le teorie “scomode” ai governi e alle autorità costituite, senza alcun metodo scientifico, è letteralmente fare di tutta un’erba un fascio. Come se non bastasse, parlano di fonti: peccato però che molte volte mi è capitato, sul blog di Paolo Attivissimo, di fare clic sul link in cui avrei dovuto trovare la fonte, trovando però un articolo che parla di tutt’altro. Questa non solo non è informazione corretta, ma denota una grave malafede di fondo. Il che mi porta ancor di più a dubitare del clan degli sbufalatori, mettendoli ai miei occhi allo stesso livello delle persone che intendono combattere. Non metto una lista degli esempi di quando questo “fenomeno” del finto link accade per ragioni di spazio: fate prima ad andare a visitare http://attivissimo.blogspot.it/ e controllare voi stessi con articoli a caso. Il più delle volte, si rimanda a fonti non-fonti: un articolo di giornale non è una fonte, se si tratta di un’opinione del giornalista, un post pubblicato da te stesso nel tuo stesso blog non è una fonte, un link ad una fonte governativa quando il “complottista" vuole confutare una testi governativa non è una fonte, etc…  E poi si mette a sua volta a fare il complottista sulla questione di internet e il controllo esercitato dalla NSA (di cui ho già parlato qui). Signor Attivissimo, mi faccia il piacere.



Mi avvio verso la conclusione, mettendo sullo stesso livello chi scrive da “complottista” senza uno straccio di fonte e di logica, e il cacciatore di bufale di professione: entrambi sono esperti del “NULLA”, scrivendo giorno e notte in un italiano imbarazzante centinaia e centinaia di articoli la cui utilità e valore culturale sono pari a quelli di una frittata di zucchine. Entrambe le categorie invece, potrebbero coesistere in un’informazione completa e imparziale (ma qui forse pecco di ottimismo): da una parte potrebbe arrivare lo spunto alla fantasia, alla creatività, la voglia di mettere in discussione quello che i governi, le TV e le multinazionali tentano di farci credere; dall’altra il richiamo alla logica, alla fonte certa, alla moderazione dei toni, alla scienza. Entrambe potrebbero concorrere tranquillamente alla ricerca della verità, lontano dalla voglia di sensazionalismo da una parte e dal tifo da stadio e dalla mera obbedienza dall’altra.
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