giovedì 13 giugno 2013

Il paternalismo cretino di Nichi Vendola


Nell’ascoltare le parole di Nichi Vendola di ieri (perdete un minuto del vostro tempo e sentitele), non posso fare a meno che provare due sentimenti contrastanti: il primo, lo schifo; il secondo, il sollievo. Lo schifo che viene dal sentire un uomo di sinistra (Mah) che usa questi termini da politicante incancrenito; il secondo è il sollievo che mi rigenera l’anima nel pensare che questa persona non ha avuto il mio voto.

L’improbabile “lunga durata del piccolo regime autocratico paternalistico inaugurato da Beppe Grillo” è in realtà un movimento estremamente giovane (nato appena nel 2009, a seguito della Carta di Firenze) che senza soldi pubblici, senza sponsorizzazioni di alcun tipo, avvolto nel più totale silenzio della stampa e delle TV (e ora che se ne parla invece fin troppo, con un attacco mediatico concentrico senza precedenti nella storia della Repubblica italiana) è riuscito ad arrivare a risultati sorprendenti, fino all’esagerato 25% delle elezioni politiche. In tutti i comuni in cui si è votato alle amministrative, i consiglieri del M5S sono circa raddoppiati, mentre dove non ne era stato eletto nessuno alle precedenti elezioni, hanno ottenuto risultati più o meno soddisfacenti. Nichi Vendola, in politica dal 1985, tuttora Presidente della Regione Puglia, ciononostante candidato in tutte le circoscrizioni locali di Sel (in modo direi… uhm… “paternalistico!”) è riuscito a non essere trombato alle elezioni politiche (3% quindi sotto lo sbarramento) grazie ad un’alleanza con il PD (ora rotta a livello nazionale, ma ancora attiva in molti altri ambiti, comunali, provinciali e regionali, chissà poi alle prossime politiche cosa farà per paura di restare fuori dal Palazzo). Niente male, per un politicante eletto per 5 volte in Parlamento, arrivare in soli 28 anni di attività politica ad un eccezionale 3%. Occorre ricordare al Sig. Vendola, che quando lui parlava della pedofilia come “il diritto dei bambini ad avere una loro sessualità”, il Sig. Grillo già faceva satira costruttiva e intelligente sull’aumento dei costi della benzina, per poi essere buttato fuori dalla Rai a seguito della famosa battuta sui socialisti nel 1986.

L’intervista-comizio di Nichi, che in un solo minuto mi ha convinto di quanto devo andare fiero di non averlo votato, continua affermando che è una questione di “dignità e libertà delle persone, che non riescono a farsi trattare come cagnolini al guinzaglio”. Peccato che l’infelice uscita della Sen. Gambaro sia una voce sola, mentre la voce degli attivisti (ovviamente ignorati dalla stampa, troppo impegnata per dare visibilità ai “dissidenti”) viene taciuta. Gli interventi di Luigi Di Maio, di Stefano Vignaroli o di Alessandro Di Battista sono chiari ed esplicativi.


È importante che si sia rotto quel vaso”: Nichi Vendola forse non sa che il programma del MoVimento nasce dalla Rete e dalla passione degli attivisti che si trovano nei gruppi di lavoro locali. Tutto quello che è stato espresso dal MoVimento fino ad ora non è il “programma di Grillo”. Che poi, come ho già scritto in questo blog, i punti del programma coincidano con le idee di Beppe Grillo non mi sembra né strano né autoritarista: il M5S nasce dagli Amici di Beppe Grillo, che si trovavano a parlare nella realtà quotidiana degli argomenti sollevati dal comico durante i suoi spettacoli nei palazzetti. Ci trovate qualcosa di strano che i parlamentari di Sel siano delle stesse opinioni di Nichi Vendola?

In fondo Grillo è corresponsabile della presenza sulla scena pubblica ancora, dopo vent’anni, di Silvio Berlusconi”: qui Vendola dà il massimo. Dimentica che il Partito con il quale ha fatto l’alleanza che ha portato Sel in Parlamento è lo stesso che oggi governa con Berlusconi. Dimentica che i presupposti  per la nascita di un fronte anti-berlusconiano c’erano (vedi elezione Rodotà) e che il Pd non ha mai voluto un governo con il M5S, ma solo l’appoggio per una nascita di un governo interamente piddino.

Ma la cosa ancora più delirante di questa intervista non è tanto l’idea che il governo con B. fosse stato causato dai grillini, bensì l’espressione “dopo vent’anni”: Vendola, dove diavolo eri in questi vent’anni? Esiste una legge del ’57 che rende ineleggibili personaggi con il background di Berlusconi. Chi c’era in Parlamento per 20 anni di berlusconismo e non ha mai mosso un dito? La più vergognosa sinistra di tutta Europa o i grillini arrivati in Parlamento da 3 mesi?

Ecco, queste parole di Vendola lasciano purtroppo trasparire ciò che in tanti (me compreso) hanno già compreso da qualche anno: oramai, neppure a sinistra, si salva più nessuno.
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