sabato 15 giugno 2013

Il valore del dissenso o il dissenso del valore?



Lunedì pomeriggio (a quanto pare) verrà messa alle votazioni dal gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle l’espulsione della Sen. Adele Gambaro per le sue parole ai microfoni di Sky TG24.

I toni, come era facilmente immaginabile, si sono subito scaldati e i media hanno fatto (ovvio) i salti di gioia. Ecco nuovamente i titoloni in prima pagina che condannano Beppe Grillo l’autoritario, Beppe Grillo il dittatore, Beppe Grillo l’isterico, Beppe Grillo il Capo Unico. A quanto pare, tanti italiani non hanno ancora capito la portata dell’attacco mediatico ai danni del M5S. L’Italia è sull’orlo del default, ci sono 3 milioni di disoccupati, la disoccupazione giovanile sfiora il 40%, la povertà dilaga nel Paese, il governo non fa nulla… ma i giornali, fieri capisaldi dell’informazione sana e democratica della Nazione, sbattono Grillo in prima pagina, con tanti saluti ai veri problemi dell’Italia.

A quanto pare, una Senatrice che blatera quattro parole sconnesse sul fondatore del proprio movimento politico ha più importanza di tutto il resto, compreso l'operaio senegalese licenziato che si è dato fuoco ieri mattina.

Ma gli italiani che ancora si crogiolano nel pensiero che viviamo in un paese libero, con un’informazione sanissima, e che non esiste alcun attacco mediatico del Sistema contro un movimento libero, possono rallegrarsi: siete in buona compagnia! Infatti, a quanto sembra, nemmeno alcuni tra i cittadini eletti nel MoVimento 5 Stelle si sono accorti della situazione: la Sen. Gambaro è una di questi.


Lasciatemi spiegare perché un cittadino italiano potrebbe voler diventare un attivista a 5 stelle: per come la vedo io, si sa che la situazione è drammatica, che il Paese sta fallendo e che la causa di tutto questo sono tutti (TUTTI) i partiti politici attualmente nel Parlamento. Perché non si fanno alleanze poi? Certo, perché ci si allea sui programmi, non sui leader. Ma non è solo questo: non si fanno alleanze perché non ci si può alleare con chi crediamo essere i responsabili del disastro! Ergo, “siamo in guerra”. Noi contro loro. E in una guerra, la prima cosa che si fa è non favorire mai l’avversario. Cosa diavolo stava pensando la Gambaro mentre sgridava Beppe Grillo come una maestrina, non davanti ai suoi colleghi nel MoVimento, non davanti a Grillo stesso, ma davanti alle TV? In una situazione di attacco mediatico di questa portata? Ma voleva sollevare un dibattito interno, o sollevare l’ennesimo polverone danneggiando il M5S?



Vediamo di mettere un punto bello grande e chiaro qui, anche in risposta all’accorata lettera di Flores D’Arcais a Beppe Grillo (intelligente e condivisibile, ma che purtroppo non centra il punto della questione): il dissenso è un valore, certo. E il M5S è nato è proprio da una vera e propria esigenza di dissenso, di indignazione nei confronti della classe dirigente, della stampa di regime, di un Paese che non ci rappresentava più. Il processo che porta gli attivisti del MoVimento dai locali dove si trovano per parlare dei propri comuni fino ad arrivare alle aule del Parlamento, è un processo basato sulla discussione, sul dissenso e quindi sul confronto. Ma perché Flores D’Arcais, che io stimo immensamente, in quella lettera non centra il punto? Perché qui non è di dissenso che si parla. Se ti senti in sintonia con le idee del MoVimento, comprendendo quindi anche il livello di delicatezza della situazione attuale, in cui ogni pagliuzza nei propri occhi viene strumentalizzata, usata e demonizzata dalla stampa e dalla politica, ora più che mai colluse, non è possibile andare davanti alle telecamere e inasprire ancora di più questo attacco mediatico.



I toni di Beppe Grillo sono un problema? Se ne parla in riunione. Allora forse, ragionandoci, potresti capire che quegli stessi toni sono i medesimi che hanno portato te e altri 162 attivisti in Parlamento, in quella che è un’occasione di cambiamento storica e senza precedenti nella nostra Repubblica. Potresti capire, come ha detto il tuo collega Alessandro Di Battista, che quei toni li ha sempre avuti, da oltre 20 anni, e magari rispecchiano una sana incazzatura nei confronti di questa Italietta malridotta e in mano ai corrotti. Ma quello che non devi fare, è scatenare l’ennesima tempesta mediatica verso il tuo MoVimento.


Da qui alla conclusione: siccome non credo che la Gambaro volesse sollevare un dibattito (cosa che avrebbe potuto fare senza la telecamera), né alzare un altro polverone contro il M5S (quello è l’effetto, ma non la causa), non resta che una risposta. L’attenzione mediatica. Quella misera, vergognosa popolarità di 5 minuti che ti riservano i giornali e le TV quando un “dissidente” esprime parole contro i principi del MoVimento. L’obiettivo della Sig.ra Senatrice non è il M5S: è se stessa. Diventare un personaggio (come fece la Salsi), godersi quella effimera popolarità televisiva, per poi magari passare al gruppo misto e tenersi pure i dindi che tanto voleva. Il polverone contro il MoVimento è l’effetto: la causa è la ricerca della propria popolarità, il proprio profitto, il proprio ego. Il dissenso del valore, il rifiuto della dignità.

Ho scritto alla Sen. Gambaro, giorni fa, senza ottenere una risposta:

Gentile Adele,
Ricordati che sei in Parlamento, e che se vuoi dire qualcosa a Beppe Grillo glielo dici e basta. Andare a dirlo alle TV, oltre a essere controproducente, alimenta l'attacco mediatico quotidiano nei confronti nel nostro MoVimento.
Vedendo la tua intervista a Sky, sinceramente mi chiedo come tu possa essere stata eletta nel MoVimento.
A questo punto secondo me, o capisci quanto è delicato il momento prima di fare altre sciocchezze davanti ai giornalisti, o esci dal MoVimento.
Un cordiale saluto

A questo punto, io non so quale esito avrà votazione in cui verrà discussa l’espulsione della Gambaro, ma so che altri casi del genere ci saranno in futuro (la denuncia di compravendita di parlamentari del capogruppo alla camera Nuti non mi sorprende affatto): perché l’occasione fa l’uomo ladro, perché anche i grillini sono esseri umani e come tali si faranno tentare dai privilegi della Casta, perché l’italiano medio è uno che la dignità non sa neanche dove abiti di casa. Ma questo è un movimento diverso, non è un partito tradizionale. Qui, almeno si spera, se non ti comporti in modo coerente e dignitoso, devi andare fuori. Le mele marce cadono dagli alberi, e presto dovrà nascere un nuovo gruppo di persone, davvero oneste e determinate, capace di cambiare radicalmente questo paese. Il rischio Scilipoti pure Grillo lo aveva preventivato, ed è questo infatti il momento in cui il M5S e coloro che si sentono veramente in armonia con esso, facciano base solida e riescano finalmente a rivedere le stelle.
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