sabato 8 giugno 2013

Il vuoto dietro l’accusa

È stato portato alla mia attenzione questo video, tratto da Otto e Mezzo, in cui l’attore Toni Servillo, assieme a Paolo Sorrentino, ha risposto alla domanda della Gruber, se gli piacesse Grillo o meno.

Ci tengo a far notare ancora una volta l’eccezionale forma giornalistica della Gruber: “Le piace Grillo?” Ormai i giornalisti italiani ci hanno abituati a domande che hanno tutta l’apparenza di essere dirette e precise, mentre in realtà non significano una cippa. Ma che domanda è? Grillo come attore,
Grillo come comico, Grillo come attivista, Grillo come politico? Insomma, quale Grillo gli dovrebbe piacere o meno? Ma soprattutto, visto che sappiamo tutti il perché della domanda, perché non chiede cosa ne pensa del M5S, visto che è del soggetto politico che vogliamo parlare? Anche qui come al solito l’obiettivo della domanda non è far sapere agli ascoltatori il pensiero di Servillo su Beppe Grillo, ma l’ennesimo tentativo da far apparire il M5S come un tentativo leaderista e personalista di Beppe Grillo (per arrivare dopo, poi, non lo sa nessuno). Quando si parla di malafede giornalistica… beh, è esattamente questo.

Prima di analizzare la risposta, voglio precisare che ho profonda stima di Toni Servillo come attore e come uomo, l’ho anche conosciuto e ne sono felice. Non è esattamente l’attorone di turno che ama esibirsi o farsi notare, ma una persona estremamente umile e gradevole. Come attore, poi, è di un livello superiore.
Però la sua risposta mi ha deluso. Mi ha deluso perché da una persona come lui mi ha aspetto critiche intelligenti, costruttive, anche pungenti (tipo le critiche che Luttazzi fece a Beppe Grillo, alcune idiote, ma alcune davvero intelligenti). Non mi aspettavo di certo la solita sbobba di stupidi e vuoti commenti che siamo abituati a leggere sulla solita stampa di regime. Ossia, “Grillo ha solo la capacità di protesta, non di proposta”, “Grillo dice parolacce” (gravissimo questo oh), “con Grillo ci si porta verso un pericoloso leaderismo” (boh). ‘Ah Marcanto’! Me potevi inventa’ de mejo, daje ggiù.
Rispondo punto per punto:


  • Protesta ma non proposta”: Io questa non l’ho mai capita. A meno che non si conosca bene cosa sia il M5S. Non solo il M5S ha le uniche proposte che siano oggi entrate nei comuni, nelle regioni o nel Parlamento (reddito di cittadinanza, rispetto per l’ambiente, istituzione di mezzi per la democrazia diretta quale referendum propositivo senza quorum, obbligatorietà di discussione parlamentare per iniziative di legge popolare, ripristino dell’elezione diretta dei candidati, etc…), ma al contrario dei partiti “tradizionali” propone una nuova forma di democrazia, una nuova idea del mondo. La fine della democrazia rappresentativa, che già sta facendo acqua da tutte le parti, in favore della democrazia partecipativa (libertà è partecipazione, cit.). Quanti partiti/movimenti politici possono affermare di avere in testa un’idea di un mondo diverso? Solo uno, è inutile girarci intorno. Non molto tempo fa, nel periodo della rielezione di Napolitano, Alessandro Di Battista (M5S) affermò, parlando con alcuni cittadini radunati nei pressi del Colosseo (se non sbaglio), “Un giorno guarderemo alla democrazia rappresentativa come adesso guardiamo alla monarchia assoluta”. Credo che questo rispecchi una profonda idea di trasformazione, di sogno e di ideali, e che quindi risponda in modo esauriente alla questione della mancanza di proposte.
  • Il linguaggio”: Anche questa è bella. Abituati a parlamentari che danno del “coglione” all’elettore di sinistra, a “noi ce l’abbiamo duro” (profonda riflessione politica), a “noi col tricolore ci puliamo il culo”, ai padani che volevano “bruciare il tricolore”, e altre chicche del genere, ci scandalizziamo di un comico che dice le parolacce. "Ma ora Beppe Grillo fa politica!" È vero, Beppe Grillo fa politica. Ma non da adesso, bensì da quando nei palazzetti durante i suoi spettacoli parlava di temi molto seri, di attualità, di economia, etc. I suoi contenuti non sono cambiati, la sua forma non è cambiata. Se si candidasse lui direttamente, potrei capire. Ma lui usa semplicemente la sua “parte comica” come canalizzatore di attenzione mediatica e dando così risalto al MoVimento. E in questo non credo ci sia niente di sbagliato (guarda senza soldi e con le TV contro dove è arrivato).
  • Il Leaderismo”: qui Servillo mi casca in un’altra trappola del sistema. Si accusa di leaderismo un movimento che dice “due mandati poi a casa”, “via i soldi dalla politica”, “vieni eletto, fai il tuo dovere e poi torni a fare il tuo lavoro, non si vive di politica”, “il leader non c’è, il leader è il MoVimento”, etc. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che la linea la detta Grillo. Ma questo mi sembra naturale, anche se in realtà non viene propriamente “dettata”: il MoVimento nasce dalle liste civiche e dagli “Amici di Beppe Grillo”, nati sul web per trovarsi poi di persona a parlare dei temi sollevati da Grillo nei suoi spettacoli, questo nel lontano 2006. È naturale che gli “Amici di Beppe Grillo” la pensino come lui. O no? In più, è da sottolineare come il programma nasca dagli attivisti tramite i gruppi di lavoro locali, non viene dettato dall’alto.

Nell’ultima parte del video, Toni Servillo dà il meglio di sé: “La sovranità nel nostro Paese è espressa dal Parlamento, che legifera, eletto democraticamente.” E ancora “Dietro la distruzione di questo concetto di sovranità, secondo me c’è il vuoto, c’è il nulla.
Calma. Ho sentito bene? Il Parlamento? Il Parlamento legifera? Allora, il Parlamento prima di tutto discute. Si portano delle proposte, si parla, si cerca di convincere i colleghi eletti delle proprie ragioni, poi si vota. Questo sarebbe “legiferare”. Non andare avanti a mazzate di decreti legge, come hanno fatto i nostro governi negli ultimi anni. Questo non è “legiferare”. Questo lo fa casomai un governo, che non è da confondere con il Parlamento. Il Governo e il Parlamento sono due cose molto diverse. Mettiamocelo bene in testa.

E poi cosa ha detto? Il Parlamento è eletto democraticamente? Caro Toni, ma come si fa a dire una tale castroneria in modo così naturale? In Italia dal 21 Dicembre 2005, l’entrata in vigore del Porcellum ha tolto di fatto ogni legittima caratteristica democratica al nostro Parlamento e al nostro Paese. L’impossibilità di scegliere il candidato, permettendo all’elettore solo di mettere una croce su un simbolo, spesso vuoto di programmi e pieno di indagati, corrotti e collusi, non è democrazia. E tutti partiti, esclusi M5S e Sel, sono colpevoli per non aver appoggiato la mozione di Giachetti (Pd) per l’abolizione del Porcellum (incredibile: proposta da un parlamentare Pd, non votata dal Pd: solo in Italia queste cose).
Concludo precisando ancora una volta che questo post non vuole essere un attacco a Toni Servillo, ma una mia espressione di profonda delusione, nel constatare che persino un personaggio come lui cada nei tranelli mediatici, nei luoghi comuni nei confronti di Grillo e del M5S. Poi dicono che non accettano le critiche. Se le critiche sono queste, beh, allora si capiscono tante cose.
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