sabato 22 giugno 2013

La discriminazione sessuale in Italia: cause e responsabilità


Secondo la Corte di Strasburgo, l'Italia è all'ultimo posto in Europa come integrazione e diritti della popolazione LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender).
Siamo il paese che non ha ancora eseguito ben 2569 sentenze emesse dalla Corte a riguardo, meglio di noi persino Turchia e Russia. Secondo Ilga Europe siamo il paese con un tasso di "rispetto" nei confronti della popolazione con diversi orientamenti sessuali pari al 19%, tra gli ultimi in Europa, alla pari di Bulgaria, Bosnia, Turchia, Lituania e Lettonia.
Per queste ragioni, verremo sanzionati per 120 milioni di euro, cifra che nessun paese membro UE aveva mai dovuto versare prima d'ora (ma perché queste "eccellenze" ce le becchiamo sempre noi?).

La posizione italiana sull'argomento è retrograda, sciovinista e medioevale.
Ma quali sono le ragioni di tutto ciò?

Credo che la prima causa a cui dobbiamo additare tale aspetto sia indubbiamente la presenza in Italia della Chiesa Cattolica, radicata sul territorio e nella mentalità degli italiani.
Per quale motivo poi un cattolico non possa accettare (non dico condividere, ma almeno accettare) orientamenti sessuali diversi dal proprio, non è assolutamente comprensibile: a chi danno noia queste persone? Vengono forse a minacciare l'eterosessualità dei cattolici? Di certo, non possono venirmi a raccontare che non approvano perché c'è scritto nella Bibbia. La Bibbia presenta molte citazioni riguardanti diversi tipi di matrimonio, non solo il matrimonio uomo+donna che conosciamo oggi, ad esempio:
  1. Uomo + donna: «Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne» (Genesi 2,24).
  2. Uomo + donna + proprietà della donna: «Sarài, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar, Sarài disse ad Abram: “Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli”. Abram ascoltò l’invito di Sarài. Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nella terra di Canaan, Sarài, moglie di Abram, prese Agar l’Egiziana, sua schiava, e la diede in moglie ad Abram, suo marito. Egli si unì ad Agar, che restò incinta» (Genesi 16, 1-3).
  3. Uomo + vedova del fratello (il cosiddetto levirato): «Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si sposerà con uno di fuori, con un estraneo. Suo cognato si unirà a lei e se la prenderà in moglie, compiendo così verso di lei il dovere di cognato. Il primogenito che ella metterà al mondo, andrà sotto il nome del fratello morto, perché il nome di questi non si estingua in Israele. Ma se quell’uomo non ha piacere di prendere la cognata, ella salirà alla porta degli anziani e dirà: “Mio cognato rifiuta di assicurare in Israele il nome del fratello; non acconsente a compiere verso di me il dovere di cognato”. Allora gli anziani della sua città lo chiameranno e gli parleranno. Se egli persiste e dice: “Non ho piacere di prenderla”, allora sua cognata gli si avvicinerà in presenza degli anziani, gli toglierà il sandalo dal piede, gli sputerà in faccia e proclamerà: “Così si fa all’uomo che non vuole ricostruire la famiglia del fratello”. La sua sarà chiamata in Israele la famiglia dello scalzato» (Deuteronomio 25, 5-10).
  4. Uomo + mogli + concubine: ci sono molti esempi di questo tipo di matrimonio nella Bibbia. Abramo aveva due concubine, Gedeone una, Caleb due. Il re Salomone, poi, «aveva settecento principesse per mogli e trecento concubine» (1 Re 11, 3).
  5. Poligamia: oltre al caso del re Salomone già citato, la poligamia è frequente nella Bibbia: il re David ebbe molti mogli, Abdia quattordici, Esaù tre… e via dicendo.
  6. Soldato in guerra + prigioniere di guerra: «Se vedrai tra i prigionieri una donna bella d’aspetto e ti sentirai legato a lei tanto da volerla prendere in moglie, te la condurrai a casa. Ella si raderà il capo, si taglierà le unghie, si leverà la veste che portava quando fu presa, dimorerà in casa tua e piangerà suo padre e sua madre per un mese intero; dopo, potrai unirti a lei e comportarti da marito verso di lei e sarà tua moglie. Se in seguito non ti sentissi più di amarla, la lascerai andare per suo conto, ma non potrai assolutamente venderla per denaro né trattarla come una schiava, perché tu l’hai disonorata» (Deuteronomio 21, 11-14). E ancora: «Mosè disse loro: “Avete lasciato in vita tutte le femmine? Proprio loro, per suggerimento di Balaam, hanno insegnato agli Israeliti l’infedeltà verso il Signore, nella vicenda di Peor, per cui venne il flagello nella comunità del Signore. Ora uccidete ogni maschio tra i fanciulli e uccidete ogni donna che si è unita con un uomo; ma tutte le fanciulle che non si sono unite con uomini, conservatele in vita per voi» (Numeri 31, 15-18).
  7. Schiavo + schiava: «Quando tu avrai acquistato uno schiavo ebreo, egli ti servirà per sei anni e nel settimo potrà andarsene libero, senza riscatto. Se è venuto solo, solo se ne andrà; se era coniugato, sua moglie se ne andrà con lui. Se il suo padrone gli ha dato moglie e questa gli ha partorito figli o figlie, la donna e i suoi figli saranno proprietà del padrone, ed egli se ne andrà solo. Ma se lo schiavo dice: “Io sono affezionato al mio padrone, a mia moglie, ai miei figli, non voglio andarmene libero”, allora il suo padrone lo condurrà davanti a Dio, lo farà accostare al battente o allo stipite della porta e gli forerà l’orecchio con la lesina, e quello resterà suo schiavo per sempre» (Esodo 21,2-6).
  8. Stupratore + vittima: «Se un uomo trova una fanciulla vergine che non sia fidanzata, l’afferra e giace con lei e sono colti in flagrante, l’uomo che è giaciuto con lei darà al padre della fanciulla cinquanta sicli d’argento; ella sarà sua moglie, per il fatto che egli l’ha disonorata, e non potrà ripudiarla per tutto il tempo della sua vita» (Deuteronomio 22, 28-29).

Ma veniamo ora a quella che è ora la seconda grande causa di questa condizione di ineguaglianza e discriminazione. La sinistra italiana. La sinistra, che dovrebbe avere come cavallo di battaglia, come fiero caposaldo la lotta per l'eliminazione delle diseguaglianze sociali, del rispetto a tutti gli uomini e donne, nonché essere sensibile alla forte pressione della Costituzione Italiana ("Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali"), ecco, quella sinistra è assente, debole, paralizzata da interessi prettamente capitalistici e manageriali. Si tratta di una sinistra che ha smarrito la propria ragione di essere, completamente snaturata delle sue più peculiari logiche. In questo modo, mancano gravemente nel contrastare il sentimento omofobo che si annida nei gruppi di estrema destra.
Per ricordarsi di quanto poco sia diventata di sinistra la sinistra italiana, basti ricordare (visto che siamo anche in tema "Chiesa") chi tolse il pagamento dell'Ici alla Chiesa: non Casini, non Berlusconi, non Cesa. Fu Pierluigi Bersani. Non dobbiamo far passare in secondo piano queste notizie, specialmente se la gente crede ancora di votare a sinistra dando il proprio consenso al Partito Democratico.

Dove sono le lotte per la civiltà? Dove sono le lotte laiche e anticlericali? Dove sono le lotte per l'eguaglianza? Dove sono le lotte per il riconoscimento delle coppie di fatto (gay o etero che siano)?

Questi temi, queste lotte, sono scomparse completamente dall'agenda della sinistra italiana, e hanno lasciato il posto a cose tipo il TAV, l'Expo, l'IMU, le leggi sui partiti mirate a oscurare dalla partecipazione democratica i movimenti spontanei di cittadini. Adesso la sinistra esprime sudditanza al Papa e alla Chiesa Cattolica, come dimostra il discorso del Presidente Re Giorgio Napolitano (un ex-comunista!!!!!!) da Papa Francesco. Da chi ci dobbiamo aspettare queste lotte, se non dalla sinistra?
Non è che un altra conferma: la sinistra in Italia è morta.
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