domenica 9 giugno 2013

Operazione TAV e la morte della sinistra


Ieri, il trombato piddino Pierluigi Bersani (morto che cammina numero 1) ed il trombato Presidente della Repubblica Romano Prodi (morto che cammina numero 2) si sono recati insieme, come amici di vecchia data, all’inaugurazione della stazione Mediopadana della TAV, a Reggio Emilia.
La cattedrale nel deserto, costata 79 milioni di euro di denaro pubblico, a fronte della spesa preventivata di 38 milioni, sorgerà appunto nel mezzo del nulla, con la grande soddisfazione dei due zombie sopra citati: infatti questa costosissima e inutilissima opera pubblica fu politicamente orchestrata in principio proprio dai due amiconi, quando nel 2006 Prodi era Presidente del Consiglio e Bersani uno dei suoi ministri.
Partiamo prima di tutto analizzando i numerosi nodi che vengono al pettine parlando di TAV:
  • Utilità: non si è mai capita l’utilità di costruire nuove opere da zero, quando le costruzioni che abbiamo attualmente sono utilizzate circa al 30%.
  • Mancanza di progettazione per il futuro: le previsioni economico-produttive dei progettisti mancano di realismo pratico. Esse prevedono infatti una crescita pressoché infinita del PIL, concetto che la storia ci insegna essere insostenibile.
  • Cosa dovrebbe trasportare? Lo spostamento delle merci è in costante ribasso (si sta imparando il valore del risparmio sugli spostamenti nella catena di produzione), mentre gli utenti (specialmente i pendolari) avrebbero bisogno di maggiore qualità nel servizio fornito nel breve tragitto (è il breve tragitto quello del pendolare, non il lungo).
  • I costi: come anticipato, guarda caso in Italia i costi preventivati sono circa la metà di quello che viene poi speso (la tramvia di Firenze costa 6 volte più della media europea ad esempio), con un processo di gonfiamento prezzi che insospettisce moltissimo riguardo alla liceità di queste operazioni finanziarie.
  • I tempi sono lunghissimi, e i consumi di acqua, elettricità e materie prime si alzano.
  • Impatto ambientale disastroso.

Ovviamente, un altro problema legato alla costruzione di queste opere (siamo in Italia, in fin dei conti) è proprio la corruzione, l’infiltrazione di cosche mafiose ed il ruolo che la criminalità organizzata ricopre in tutto questo. Infatti, la procura di Reggio Emilia ha aperto la bellezza di due inchieste sui cantieri legati alla costruzione della TAV Mediopadana: una sulla gestione degli appalti, la seconda su una possibile infiltrazione mafiosa (sembrerebbe presente un condannato per omicidio affiliato ad una cosca).

Ma passiamo adesso al problema politico che personalmente mi sembra evidente nell’apprendere questa notizia: la presenza di due uomini della sinistra italiana come Bersani e Prodi. Da quando in qua la sinistra si mescola con affari del genere? La sinistra dovrebbe stare dalla parte dei lavoratori, dalla parte di quei cittadini che stanno protestando contro questa gigantesca opera inutile. Che ci fanno lì, per di più assieme ad un ministro berlusconiano quale Maurizio Lupi?
È qui che cadono le braccia (per non dire di peggio): la sinistra in Italia è morta. Non esiste più e forse non ha più ragione di esistere (una sinistra che si comporta in questo modo, non è di sinistra).  Si tratta piuttosto di un unico partito, mi piace sempre parafrasare Bruno Tinti, “il partito trasversale degli evasori, dei furbetti, degli arraffoni e dei corrotti”. Un partito che non ha storia e non ha futuro
Questa gente non deve più essere votata. Informiamoci, e smettiamola di farci prendere in giro da questi cialtroni.
UA-57431578-1