lunedì 24 giugno 2013

Ragusa a 5 Stelle tra ballottaggi ed espulsioni


La situazione politica di Ragusa, proprio ora al ballottaggio per le amministrative con quella che sembrerebbe una larga vittoria del M5S, porta con sé aspetti la cui analisi potrebbe essere utile anche per capire la situazione nazionale.

Dopo aver raccolto il secondo posto alle elezioni amministrative a Ragusa per una manciata di voti (circa 2000), il candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle Federico Piccitto si può giocare la partita del ballottaggio. Infatti, nonostante la lista inciucio Pd-UdC-Lista Crocetta (chi più ne ha più ne metta, scusate la rima) avesse preso quasi il 30% dei voti (contro il quasi 16% di Piccitto), si sta ritrovando contro varie forze minori che non sono arrivate al ballottaggio: tra queste varie liste civiche, Sel, la Destra, e molto probabilmente una fronda stessa del Pd, che potrebbe aver deciso di dare il proprio voto al candidato grillino, seguendo le indicazioni della Spata.

L’unica forza politica che sostiene pubblicamente il candidato del Pd è proprio il Pdl, della serie un’unica famiglia felice: i due partiti a Ragusa si schierano insieme al ballottaggio (ma non era colpa di Grillo se Pd e Pdl si erano messi insieme?) e cercano di far vincere Giovanni Cosentini, uomo di riferimento del centro-destra e di Totò Cuffaro (meno male che il Pd era di sinistra eh!).

Qui il primo parallelismo tra Ragusa e la politica nazionale. L’inciucio Pd+Pdl non si è limitato al governo Letta-Alfano ma lo ritroviamo anche qui. Era davvero colpa di Grillo e dei 5 Stelle la bestiale ammucchiata Pd+Pdl dopo la rielezione di Re Giorgio Napolitano? I (purtroppo molti) imbecilli che ancora ci credono, farebbero bene a ricredersi: il Pd e il Pdl mirano alla vittoria della classe dirigente unica, del partito Modello Unico in cui “solo la L li divide”, puntando sull’uomo di Cuffaro, e pertanto è vietato votare una persona onesta ma soprattutto fuori dai partiti. Il Sistema è costituito dai partiti, Beppe Grillo lo ha scritto, lo ha urlato, lo ha sbraitato, ma aveva ragione. E il Sistema lotta con le unghie e con i denti per l’autoconservazione. Pd e Pdl sono due facce della stessa medaglia, negarlo significa avere una visione totalmente distorta della realtà (oppure semplicemente significa leggere ancora le boiate che scrive l’Unità).


Veniamo però ad un’altra questione legata a questo ballottaggio. Il Pd, conservando comunque una fronda (chiaramente solo fuori dalla nomenklatura e dalla classe dirigente nazionale) di sinistra vera e propria, o comunque anche solo una fronda di persone oneste, appunto sempre e assolutamente fuori dal Partito inteso come struttura “piramidale”, presenta a livello locale in certi casi aspetti molto migliori di quelli che vediamo in TV. A livello locale, sarebbe ingiusto non riconoscere dei meriti ad alcuni attivisti, armati di buone intenzioni, che però non riescono a superare la barriera che li potrebbe portare ai livelli più importanti del Pd. Le realtà locali sono spesso migliori dei dirigenti piddini che difficilmente possono non provocare nausea o altri effetti collaterali.
Il caso qui è rappresentato da Valentina Spata, che ha pubblicamente sostenuto il candidato (onesto) del M5S contro il (cuffariano) Cosentini. Che è un po’ come dire che lei, essendo di sinistra, votava contro un candidato sindaco di destra. Una roba inaccettabile insomma. Infatti per questo è stata espulsa (pardon, “decaduta d’ufficio da iscritta del Pd”).


Ecco il secondo aspetto parallelo alla politica nazionale. Il fatto è incontrovertibile: le espulsioni esistono. Ci sono sempre state e sempre ci saranno nei movimenti politici. Perché è ovvio: se ti comporti in modo contrario alle linee del partito, ma se soprattutto lo fai danneggiando il tuo partito, vai fuori. È sempre stato così. Lo ha fatto il M5S, avendo espulso (a seguito di votazioni interne e riconfermate da 20.000 attivisti) una persona che ha pubblicamente danneggiato il MoVimento, preferendo quella settimana di gloria (scegliere tra la Gambaro e Grillo è come scegliere tra libertà e schiavitù, hanno detto) al sano confronto interno. Procurando un danno mediatico al proprio movimento. Ignorando che nelle assemblee interne i dissidenti ci sono, ma si confrontano tra di loro. Preferendo la TV al confronto con i tuoi colleghi e attivisti. Ed è successo un casino. Ne hanno parlato tutti, in prima pagina, per una settimana intera. Poi ha fatto la stessa cosa il Pd con la Spata, ma senza votazioni, con una decisione presa dall’alto. Qui non si trattava neanche della ricerca di notorietà, ma solo di una dichiarazione di voto. E il voto è libero (ma non per il Partito anti-Democratico). Chi ne parla? Dove sono i titoli in prima pagina? Dove sono le tessere bruciate degli attivisti piddini? Dove sono le vesti stracciate dei giornalisti e opinionisti (“della mia fava”, citando il grande Carlo Monni) in prima TV? Dove sono i maestrini della democrazia che fanno le loro lezioncine? Eh no. Questa non è informazione. Questa è propaganda. E la propaganda puzza di fascismo.


Ma non preoccupatevi, gli elettori Pdioti ingoieranno pure questa nel nome del Partito! Ne hanno ingoiate talmente tante, che a questo punto una più o una meno, non fa differenza. Troveranno il modo di giustificare pure questa (Grillo cattivo, Cosentini buono), e il Paese ancora una volta non volterà pagina. I giornalisti sono in tutt’altre faccende affaccendati e mentre ignorano questa “decaduta d’ufficio da iscritta del Pd”, torneranno presto ad occuparsi di non si sa quale scandalo che non c’è riguardante quel cattivone di Grillo e quegli eversivi dei grillini.
Vedrete la prossima notizia dell’Unità: in Toscana c’è stata una seconda scossa di terremoto ieri. Pare che sia stata causata da Beppe Grillo che si trovava lì di passaggio e aveva mangiato troppo pesante. Stay tuned. L’informazione italica continua.
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