giovedì 6 giugno 2013

Rodotà, Grillo e lo scontro che non c’è


Vedo ancora giornali che ne parlano. Vedo ancora sulla Rete chi ci crede. Ho avuto qualche discussione sull’argomento, in Rete e non, e devo dire solo una cosa. Quando alla base c’è l’onestà intellettuale, la ricerca delle fonti e l’analisi intelligente e critica degli articoli dei maggiori quotidiani nazionali, bene: in questo caso, qualsiasi opinione, anche diversa dalla mia, è assolutamente leggittima. Ma purtroppo ho visto tanta capraggine, tanto tifo da stadio, e poca analisi sulle notizie lette: tanti non avevano neanche letto il post in cui Beppe avrebbe “attaccato” Stefano Rodotà. Oh, e per chi se lo fosse perso, era questo.
Ma partiamo con ordine. Prima ancora di leggere le parole di Beppe Grillo, occorre dare uno sguardo all’intervista del Corriere a Stefano Rodotà, firmata Alessandro Trocino. Eccola qui. Premetto che alcune cose dette da Rodotà non mi trovano d’accordo, ma altre le trovo critiche costruttive. Perché poi andarle a dire al Corriere? Boh! Ma questo lo vedremo tra un attimo. Diciamo che comunque quello che si evince dalle parole di Rodotà è principalmente questo: il M5S deve essere in grado di confrontarsi e di farsi avanti nel mondo “reale”, dopo aver fatto pienamente un ottimo lavoro partendo dalla Rete. Non bastano più gli interventi di Grillo, anche i cittadini eletti devono farsi avanti e “avere la libertà di lavorare”. A questo punto non posso fare a meno di una puntualizzazione: in Italia, il titolo dell’articolo non viene deciso dall’autore, ma dal giornale. Questa è una forma di limitazione di libertà di stampa inaudita, che mi ripropongo di affrontare con un post su questo blog in seguito. Ma il punto è: a te che leggi, cosa arriva prima? Il titolo o il contenuto dell’articolo? Ah, ecco. Questo per dire cosa? Il titolo dice “Beppe sbaglia”. Ditemi dove è scritto nell’articolo. Da nessuna parte? Ah. Non voglio dire che sia fatto di proposito, ma si sa, con questa informazione è “meglio aver paura che buscarne” (come si dice dalle mie parti).
Passiamo ora al post di Beppe. Il passaggio in cui cita Rodotà è il seguente: “In prima fila persino, con mio sincero stupore, un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra.” Mmmmm… Analizziamo punto per punto. “Sincero stupore”: cosa vi sareste aspettati? In fondo il suo Movimento lo ha candidato come Presidente della Repubblica (quello sì che sarebbe stato il mio Presidente). Eccoci invece all’espressione che ha scatenato il putiferio para-giornalisticoOttuagenario miracolato dalla Rete”: la traduzione letterale è “ottantenne la cui carriera politica è stata riscattata grazie a Internet”. Rodotà è da anni che lavora sulla Rete, e sicuramente il fenomeno del M5S lo ha anche riportato all’attenzione dei media. Da cui appunto “sbrinato di fresco” (dal M5S) dal “mausoleo dove era stato confinato dai suoi” (e qui sottolineo: dai suoi!!!) “a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra”: quest’ultimo punto poi credo sia uno degli auguri più grandi e lusinghieri si possano fare ad un uomo vero, di una vera sinistra, come è Rodotà. A questo punto qualcuno alzi la mano e mi spieghi dov’è l’attacco, please.

Adesso veniamo alla reazione dei giornali: "Apriti Cielo!" Grillo attacca Rodotà. Grillo attacca il suo candidato Presidente. (Suo? Veramente è stato votato dalla base. Vabbè.) Grillo si scaglia contro

Rodotà. Allora, veniamo subito al dunque, perché nessuno ha posto la domanda più importante: "E allora?!?" Anche se fosse un attacco? Bene, "adesso spiegatemi tutto come se avessi sei anni". Mi volete dire che un libero cittadino non può esprimere un giudizio contrario, anche se molto contrario, verso qualcuno? Non mi pare che ci siano stati dei giornali che, riprendendo l'intervista di Rodotà sul Corriere, abbiano poi titolato tutti in coro "Rodotà attacca Grillo". Perché? Forse perché le parole di Rodotà, come quelle di Grillo, sono legittime? Esatto, "hai vinto un mappamondo!" (cit.)

Beppe Grillo ora ha il compito di chiarire ciò di cui non c'era bisogno di chiarire, ma d'altronde deve averci fatto il callo, da quante volte i giornali e le TV buttano palate di letame sopra di lui e il Movimento. Con il post "cca nisciuno è fesso", oltre a chiarire le sue intenzioni, fa di più: l'appellativo che ha scatenato il putiferio (ottuagenario miracolato dalla Rete) è stato pronunciato dallo stesso Rodotà in una telefonata privata con Beppe. Ora tanti potrebbero dirmi "sì, certo, questo se lo è inventato Grillo". Ma a quanto mi risulta, Rodotà non ha smentito, come ha invece smentito la volontà di dividere il M5S (vedi intervista di Repubblica TV); un affermazione del genere, se falsa, l'avrebbe smentita, oppure i cari "tifosi" non sono d'accordo? Beppe, sempre nello post, afferma che "avrebbe preferito una telefonata". Beh, qui credo che Beppe abbia ragione, ma pecchi di ingenuità. Primo, Rodotà, se gli viene posta una domanda da un giornalista, fa bene a rispondere: è libero e svincolato dai partiti, pure dal M5S. Secondo, non essendo poi così vicino al MoVimento, non può capire alcune cose: oggi, se rispondi in modo "leggermente critico" ad una domanda sul M5S, stai certo che il giorno dopo i giornali ti strumentalizzeranno e ti useranno per massacrare il MoVimento. E questo è ciò che è successo. Se un parlamentare del Movimento facesse una cosa del genere, o è completamente impreparato e ingenuo, oppure ha in mente di darsi visibilità mediatica danneggiando il MoVimento stesso. Ma da qualcuno fuori dal MoVimento non puoi aspettarti questo senso di appartenenza. Se il Corriere fa una domanda, quello risponde.
Andiamo ancora avanti. Il 31 maggio esce il video su Repubblica TV in cui Rodotà chiarsice: “Io esprimo le mie opinioni come ho sempre fatto” e “perché avrei dovuto fare una telefonata? In un intervista al corriere mi hanno chiesto, e ho detto quello che pensavo.” Poi aggiunge, a mio avviso con un pizzico d’ironia, “Senza calcolare le conseguenze”. Ecco, appunto: la conseguenza è stata generare l’ennesimo attacco mediatico nei confronti del MoVimento 5 Stelle. A conferma della mia tesi, Rodotà aggiunge (alla domanda su che reazione gli scaturisca questo “attacco” di Grillo): “C’è la sua posizione e c’è la mia: è tutto trasparente.”
A confermare che l’attacco non è scaturito né da Rodotà verso Grillo, né da Grillo verso Rodotà, bensì dal Sistema contro il MoVimento 5 Stelle, c’è un’altra intervista, sempre all’ex garante della privacy, in cui afferma: “Ho scoperto leggendo i giornali che io avrei l’intenzione di spaccare il M5S. Le intenzioni non sono quelle mie, lo ripeto, io lo leggo sui giornali. […] Se posso fare un’aggiunta, è che semmai nell’ultimo periodo ho fatto molte dichiarazioni di apprezzamento del modo in cui i deputati del MoVimento hanno cominciato a lavorare.”  Eh già, miei cari giornalisti e pennivendoli da strapazzo. Non dimentichiamoci che Stefano Rodotà è sempre lo stesso che disse “Io avrei dato l’incarico di governo al MoVimento 5 Stelle”.

Vabbè che gli italiani hanno la memoria corta, ma questo lo ha detto davvero da poco.
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