domenica 30 giugno 2013

Se questo è il talk show…



Mi è capitato di vedere qualche estratto dalla trasmissione “La guerra dei mondi”, programma altamente culturale (culturale?!?) e formativo (formativo?!?) in onda su Rai 3 (proprio così).  La Rai, d’altronde, è la stessa che ha piazzato sul secondo canale nazionale una trasmissione come Voyager (pardon, Kazzenger) tenuta da Roberto Giacobbo, che potente dei suoi 200 centimetri di statura è stato anche proclamato vicedirettore di Rai 2, come responsabile di programmi di divulgazione e per ragazzi. (Aiutooooo!!!!)

Comunque torniamo al minipost su “La guerra dei mondi”: il “miticoDavid Parenzo, che ci regala spesso entusiasmanti momenti di alto giornalismo tipico italico a “La zanzara”, sta conducendo questo talk show in Rai (che paghiamo tutti quanti con il canone, quindi evitiamo di lavarcene le mani), toccando momenti epici quali: la disquisizione tra lo “scrittore” Busi e la Ravetto (Pdl) sul portare o no le mutandine, un ragazzo estremamente informato di Occupy Pd (talmente informato da fare una figura barbina davanti a Mastella, ripeto: Mastella!!!), un Philippe Daverio che pare un misto tra Mago Zurlì, Arlecchino e Oscar Giannino che conciato così com’è dà di “clown a Beppe Grillo (vabbè), un servizio direttamente da Ceppaloni sul “buon samaritanoMastella sempre pronto ad aiutare (no, dai, questo no!!!), e altre chicche del genere. Meno male che doveva essere un “dibattito tra generazioni”, come diceva il direttore di rete…

Ma che razza di televisione è mai questa? Ma che razza d’informazione sarebbe? E uno dovrebbe andare a confrontarsi e a cercare di parlare di cose serie con questa gente? Con queste scene? Fatemi il piacere.  Il problema qui è che ti verrebbe voglia di disdire l’abbonamento Rai, a vedere questa roba. Non è una rete privata che viene gestita con soldi privati, questa è la televisione pubblica pagata da noi cittadini! Non si può semplicemente dire “io questo non lo guardo, non è un buon programma” e dunque cambiare canale o spegnere la TV, perché il problema rimane: che tu lo guardi o no, questa schifezza va in onda comunque e la paghi tu. Occorre attivarci per far sì che questi scempi televisivi non accadano più.

Io voglio pagare un servizio informativo, divulgativo, educativo e formativo. Non queste pagliacciate.
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