mercoledì 3 luglio 2013

F-35: Napolitano monita ancora


Napolitano e i suoi moniti. Chi li sopporta ancora alzi la mano.

Si è appena riunito il Consiglio Supremo di Difesa, che ha proclamato qualcosa di tanto inoppugnabile quanto antidemocratico: “gli F-35 vanno acquistati, il Parlamento non può opporsi.
Inoppugnabile perché purtroppo è così. Il Consiglio Supremo di Difesa è stato in questo caso convocato proprio da Napolitano, con la facoltà di emanare direttive vincolanti per il Consiglio dei Ministri stesso. In poche parole, le analisi che vengono fatte in questa sede vanno a prevaricare qualsiasi altro organo istituzionale democratico, compreso il Parlamento. Da qui però il lato fortemente antidemocratico della funzione stessa del CSD: questa gente che lo compone, chi l’ha votata? Chi ne ha verificato le competenze? Si tratta purtroppo, ancora una volta, dell’ennesimo caso di organo istituzionale nominato e non eletto dal Popolo sovrano, un enorme limitazione di democrazia, per non dire addirittura una plateale mancanza di democrazia, nonché un grosso ostacolo alla realizzazione della democrazia diretta. Questo tanto per ricordare a tutti le infinite magagne della democrazia rappresentativa (che poi democrazia non è, come in questo caso).

 Il Consiglio Supremo di Difesa si riunisce circa due volte all’anno, ed è composto dalle seguenti cariche (oggi così distribuite):
  1. Il Presidente della Repubblica (Re Giorgio II di Napoli, detto Napolitano)
  2. Presidente del Consiglio dei ministri (il Nipote Letta)
  3. Ministro degli esteri (Emma Bonino, anche detta “se c’è da fare la guerra, io ci sono!” v. link 1 e link 2)
  4. Ministro dell'interno (Angelino Alfano, faccendiere numero 1 del condannato B.)
  5. Ministro dell'economia e delle finanze (il “bankiere” Fabrizio Saccomanni)
  6. Ministro della difesa (Mario Mauro, montiano ex-berlusconiano, anti-LGBT, quello della chicca bisogna armare la pace per amare la pace”)
  7. Ministro dello sviluppo economico (Flavio Zanonato, il “Formigoni del Veneto", ex-comunista e “sindaco-sceriffo” che fece erigere il Muro-Antispaccio a Padova)
  8. Capo di stato maggiore della difesa (l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, nominato da Monti)

Ricordiamoci di questi otto, quando l’Italia avrà speso, nei prossimi 13 anni, la bellezza di 53 miliardi di euro per l’acquisto e la manutenzione dei cacciabombardieri più inefficienti sul mercato, strumenti di guerra e non di pace. Ricordatevi di queste facce, di questa cricca di otto Nominati, eletti da Nessuno, quando dovremo rendere conto di questi soldi spesi.

Il dramma in tutta questa situazione è rappresentato proprio da Napolitano e dalla sua funzione (almeno teorica): quella di garante della Costituzione Italiana. Occorre ripeterlo all’infinito, fino a diventar fiochi: Articolo 11, Articolo 11, Articolo 11.

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli
e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali

Gli F-35 sono cacciabombardieri, sono strumenti di guerra, sono macchine costruite per uccidere. Non sono gli elicotterini umanitari nel cervello dello struzzo Boccia. Per citare un grande film, gli F-35 sono Born To Kill. Punto. E Napolitano, Presidente della Repubblica, garante dell’Articolo 11 della Costituzione Italiana, in barba a tutto questo ribadisce ciò che il governo non riusciva a portare avanti (grazie soprattutto all’opposizione di M5S e Sel): “sì all’acquisto degli F-35”. Ma evidentemente, gli F-35 sono troppo importanti per la Casta: davanti all’Articolo 11, non è tanto il fatto di essere guerrafondai, o cose del genere; l’acquisto dei cacciabombardieri serve unicamente all’operazione “gonfiaggio tasche degli amici” che si arricchiranno oscenamente, non tanto per il loro acquisto, ma per la loro manutenzione negli anni. Ecco perché nel mio precedente post sull'argomento ho parlato di "voto di scambio".

Quanto vorrei poter dire: “io, da italiano, ripudio la guerra”. Ringraziamo innanzitutto questi otto signori per non poterlo dire. E non possiamo fare a meno di domandarci come le cose potevano andare diversamente se al posto di Re Giorgio II, adesso avessimo avuto Stefano Rodotà. Beh, sappiamo bene a chi dare la colpa, giusto?
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