domenica 14 luglio 2013

Femministaiole Democratiche


Mi viene in mente una battuta di Woody Allen in “Basta che funzioni”, quando Boris Yelnikoff dice: “Personalmente perdo ogni interesse erotico quando una donna è membro dell’Associazione Naizonale Armi.” Non voglio sembrare maschilista, ma è esattamente quello che ho pensato quando ho visto il report della Conferenza delle Donne Democratiche: perdo ogni interesse verso il genere femminile quando una donna è membro del Partito Democratico.

Queste sono cose che mi fanno sbellicare dalle risate, non posso farci niente. Il femminismo modaiolo di cui parlava Gaber in “Quando è moda è moda”:

Di quelli che diranno che sono qualunquista non me ne frega niente:
non sono più compagno né femministaiolo militante,
mi fanno schifo le vostre animazioni, le ricerche popolari
e le altre cazzate;
e finalmente non sopporto le vostre donne liberate
con cui voi discutete democraticamente
sono diverso perché quando è merda è merda
non ha importanza la specificazione:
autisti di piazza, studenti, barbieri, santoni, artisti, operai,
gramsciani, cattolici, nani, datori di luci, baristi,
troie, ruffiani, 
paracadutisti, ufologi...
Quando è moda è moda, quando è moda è moda.

Il Paese è in condizioni pessime, il loro partito non ne parliamo nemmeno, e queste cosa vogliono? Un leader donna. A parte il fatto che (magari sono un coglione io eh) sono stato abituato a pensare che una persona è valida o meno a prescindere dal proprio sesso, etnia o altro: ci sono persone brave, oneste e competenti tra gli uomini e tra le donne, spesso in egual misura. Io questa cosa delle “quote rosa” la trovo di un’indecenza anche peggio del maschilismo più bieco. Le donne partecipano se sono valide, gli uomini partecipano se sono validi. Se la donna è Daniela Santanchè, preferisco un uomo per bene, voi che dite? Sentire queste pollastrelle dalle labbra rifatte dire che le donne devono agire “osando, osando, coraggiose, dirompenti” ed essere “in tante in tutti i luoghi” mi fa una tristezza immensa. Ma questa è la Conferenza delle Donne Democratiche o la Sagra del Luogo Comune? La Fiera delle Banalità? Il Mercato della Superficialità? Ma poi le contraddizioni: Marina Sereni, deputata piddina, dice che le donne sono “più interessate ai contenuti” e il Pd deve diventare “un Partito di contenuti e non di leader”; ma dalla Conferenza cosa esce poi? Il bisogno di un leader donna. Ma non volevate parlate di contenuti? E invece siamo qui a parlare di leader. Leader, leader e ancora leader. Come se i leader che avete avuto fino ad ora non avessero fatto più danni della grandine. Che poi se a parlare alla conferenza invitate Stefano Fassina, mi immagino che popò di leader volete mandare avanti. Infatti, la Pollastrini aggiunge: “Come si fa a negare che una donna come Rosy Bindi (sic!) abbia un profilo da leader?”. Rosy Bindi? Ok, avete vinto. Siete meravigliose. Ma continua sempre di più a girarmi in testa la battuta di Woody Allen, sarà un caso. Sabrina Alonsi, con tutti i problemi che ha l’Italia, lo sapete cosa è che “auspica”? “Quello che mi auspico è che noi non facciamo un passo indietro rispetto agli uomini”. Complimenti. Hai capito tutto.

Il Partito Democratico ha tanti difetti, tanti problemi, tante mancanze, tante colpe, ma non mi sento di dire che lascia indietro le donne. O almeno non mi pare. Se qualcuno viene lasciato indietro è perché non si inserisce nella logica dello scambio di favori della partitocrazia italiana, non certo per il suo sesso. Una come la Madia, nel Pd, rimarrà indietro, se vogliamo fare un esempio. Non le lasceranno la possibilità di sfondare, e non perché è donna, ma perché rimane fuori dai meccanismi dei partiti, dal principio di ricattabilità che accomuna tutti quelli che hanno voce in capitolo in questo paese. Civati, che se davvero si candida come futuro segretario prenderà una mazzata bestiale, verrà fatto fuori per le stesse ragioni. Ma Civati, fino a prova contraria, è un uomo. La Finocchiaro, quella che fa la spesa con la scorta e si chiede pure “ma che vogliono questi qua?”: queste sono le donne che vanno avanti nel Pd e nell’Italia delle Meraviglie. Non prendiamoci in giro.

Ne ho piene le balle di femministaiole militanti, che invece di preoccuparsi dei problemi veri del loro partito e del paese (nonché dei veri problemi delle donne), fanno queste scene da asilo nido come la Conferenza delle Donne Democratiche, parlando del nulla, con una superficialità impressionante ed una totale mancanza di proposte. Sono queste le donne che vogliamo in politica? Andiamo bene.

Quando è moda è moda… Quando è moda è moda…
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