martedì 9 luglio 2013

Leggi Bavaglio: è ora di dire basta!


Vi racconto una storiella. Stavo in piedi al banco di un bar sorseggiandomi un caffè. Ad un certo punto, mentre chiacchieravo del più e del meno con il barista, entra un tipo, visibilmente ubriaco, che comincia ad esclamare cose che qui è meglio non ripetere, comunque tutte esclamazioni di diffamazione e offesa al Presidente della Repubblica: “Napolitano è un f…, Napolitano è una t…, Napolitano è uno s…”. Tutti lo ignoriamo, perché uno che entra ubriaco in un locale sparando sciocchezze e volgarità si ignora e basta. Il barista lo invita ad uscire, e quello continuando ad inveire contro Napolitano esce, lasciandosi dietro una scia di puzza d’alcol misto a sudore. Il barista si scusa con i presenti per l’accaduto, e tutti sono d’accordo che sia meglio ignorare questa gente, che potrebbe anche essere pericolosa. Ma si da il caso che, zitto zitto quatto quatto in un angolo, fosse presente un agente di polizia giudiziaria, che con il telefonino ha ripreso tutta la scena. Qualche mattina dopo, torno a prendere il caffè nello stesso bar, e vedo il barista visibilmente depresso, sciupato e con gli occhi gonfi. Cercando di non essere troppo indiscreto, gli chiedo cosa c’è che non va. “Ti ricordi quel cretino che entrò sbraitando contro Napolitano?” Certo che me lo ricordo, risposi. “Beh, un ufficiale di polizia mi ha denunciato per diffamazione e vilipendio verso il Presidente della Repubblica, lunedì prossimo vengono a chiudermi il bar e io rimango senza lavoro.Ma che c’entra, dico io. Non hai mica offeso tu Napolitano! E lui mi risponde “Non importa, siccome quel tipo lo ha fatto nel mio bar, lui è libero, e io sono responsabile. È la legge”.

Questa storiella, inventata e paradossale, è esattamente quello che potrebbe succedere nella realtà “virtuale” (cioè internet) se la nuova legge sul web presentata dal Pdl dovesse passare. Il bar è un blog, il barista è il blogger, io che prendo il caffè sono quello che utilizza il servizio offerto dal blogger (l’informazione), il cretino che insulta Napolitano è un imbecille che sta online per il gusto di spararle grosse o, più probabilmente, un troll. Per cui, la storiella, tradotta in linguaggio non simbolico, ma reale, diventerebbe la seguente:
  • Un blog pubblica notizie che vengono commentate da numerosi utenti (migliaia al giorno)
  • Un cretino inserisce una diffamazione al Capo dello Stato in un suo commento.
  • Il blogger è ritenuto penalmente responsabile.
  • Il blog viene chiuso.
  • Il cretino non viene minimamente sfiorato dalla legge.

Vi sembra normale una cosa del genere? Allora, se uno siede su una panchina al parco e legge un articolo di giornale, poi lo commenta ad alta voce utilizzando parole poco delicate su un personaggio politico, poi arriva la polizia, e invece di arrestare lui, arrestano…… L’AUTORE DELL’ARTICOLO E FANNO CHIUDERE IL GIORNALE!!!

Potrà sembrare un’esagerazione questa cosa, ma è esattamente così che funzionerà se questa legge vergognosa dovesse entrare in vigore. Ma poi, se un blog riceve 5-6 commenti al giorno è facile tenerli sotto controllo, ma se i commenti diventano 1000 o 2000? È virtualmente impossibile anche solo pensare di tenerne sotto controllo la metà. Senza contare poi che anche i filtri di ricerca per le parole “forti” sono uno strumento facilmente aggirabile: se voglio scrivere una volgarità, potrei scrivere ad esempio “stro nzo” mettendoci uno spazio nel mezzo, e anche se il blogger imposta un filtro anti-parolacce, non troverà mai il commento che ha utilizzato questo “trucchetto”.

Ma superato il lato tecnico, che rende comunque questa legge una vera e propria buffonata, è necessario analizzare il lato politico legato alla libertà di stampa. Chi abbraccia questa lotta contro leggi come queste, spesso viene fatto passare dalla stampa e dalle TV mainstream come un sovversivo che confonde la libertà di stampa con la libertà di offesa e turpiloquio. Niente di più sbagliato, non dobbiamo farci fregare con le solite storielle dei politicanti. Se vogliamo punire l’autore di un commento sgarbato, se quello che viene scritto nel commento costituisce reato di diffamazione, si può già fare. La legge c’è già. “Non servono leggi speciali per il web, basta applicare quelle che già ci sono”, diceva giustamente Rodotà quando la Boldrini voleva “leggi per il controllo del web”. Il problema legato alla libertà di stampa è che si va a colpire l’autore dell’articolo, che magari non usa affatto linguaggio sgradevole o affermazioni diffamatorie, ritenendolo responsabile di qualcosa di cui non può in alcun modo avere il controllo. Si punisce il blogger anziché il diffamatore. Roba da pazzi. E se questa legge entrasse in vigore, l’Italia, già al 67esimo posto nel mondo per libertà di stampa, crollerebbe a livello di paesi che la democrazia non sanno neanche dove abita di casa. Il meccanismo di controllo fascista dell’informazione sarebbe un gioco da ragazzi a quel punto:
  • Un blog pubblica notizie “scomode” che al potente di turno non stanno bene.
  • Il potente di turno vuole, non solo eliminare queste notizie, ma impedire al blogger di aprire bocca.
  • Il potente di turno assume 3 o 4 “scagnozzi virtuali” (i troll) e li manda a inondare il blog di commenti che contengono diffamazioni verso le alte cariche dello Stato.
  • A quel punto basta applicare la legge e il blog viene chiuso. Il blogger viene ritenuto penalmente responsabile dei commenti che il potente di turno ha commissionato a pochi deficienti.
  • Fine della libertà di informazione sul web.

Se questa legge dovesse entrare in vigore, chiudere un sito diventa la cosa più facile del mondo. Non c’è bisogno di minacce, di squadre fasciste, di intimidazioni: basta una connessione ad internet e un computer. Il fascismo dell’era moderna è questo. E la cosa più grave è che queste Leggi-Bavaglio vengono, sì, da destra e dall’area berlusconiana, ma ne parla spesso anche la sinistra, vedi appunto la Boldrini, o la proposta di legge del parlamentare piddino Guglielmo Vaccaro (il 25 marzo, dunque prima ancora della formazione del governo, pensate un po’ quanto ritengono urgente bloccare la libertà di internet i nostri amichetti di "sinistra").


La volontà di ammazzare il web, di mettere un bavaglio all’informazione libera, di stroncare sul nascere qualsiasi fonte di informazione non-governativa e chiaramente il perenne tentativo di mettere a tacere Beppe Grillo (non si può affermare il contrario, è chiaro come la luce del sole): queste sono caratteristiche che accomunano tutti gli schieramenti politici, di centrodestra, centrosinistra e centro. Sono questi i veri fascisti, i veri antidemocratici: il Pd, il Pdl, Scelta Civica. Il casino è che questi 3 controllano di fatto tre quarti del parlamento italiano, e le forze di opposizione (quella vera) potrebbero venire meno nel tentativo di bloccare questa schifezza di legge-bavaglio. La responsabilità dunque è in gran parte nostra, dei cittadini, che devono indignarsi e rendersi conto che il Partito Unico dei Dirigenti Italici non vuole un popolo intelligente e informato, ma stupido e da imboccare facilmente con i propri slogan. Un popolo facilmente controllabile.
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