domenica 7 luglio 2013

Perché il Pd vuole far fuori Renzi?


È doverosa una premessa, da parte di chi scrive questo blog, su Renzi. Come si può constatare dai miei precedenti post (link1, link2, link3) sul Mr Bean di Rignano sull’Arno, la mia stima di Renzi è decisamente bassa. Anzi, diciamo che proprio lo schifo di brutto. Quello che sto per scrivere non è un intervento pro-Renzi, ma semplicemente un mio tentativo di analizzare la faida interna piddina che sta coinvolgendo il sindaco di Firenze e la possibilità di una sua candidatura.


Cominciamo proprio con un’analisi del giochino che fa Renzi. Sono di Firenze, dunque ho la sfortuna di vedere da vicino la sua incapacità, la sua supponenza e la sua arrogante personalità. Certo, ha fatto alcune (poche) cose buone qui a Firenze. Ma non prendiamoci in giro, chiunque avrebbe fatto meglio di Domenici, persino se come sindaco avessimo avuto Mr Bean (quello vero). La realtà è molto semplice: il nuovo che avanza non è nuovo per niente, anche se in effetti avanza (inteso come avanzato, residuato) dalla classe politica democristiana della peggiore specie. Mentre il Pd attuale ha preso pari pari dal Partito Comunista (i lati peggiori ovviamente), il “nuovo” prende dalle correnti democristiane e dalla cosiddetta sinistra britannica (quella di Tony Blair che invade l’Iraq insomma, una roba bellissima). Renzi sembra sfruttare le battutine, la sua parlata finta fiorentina quasi pieraccionesca, il suo intramontabile refrain questo me lo hanno copiato i grillini”, tutte queste espressioni che, assieme allo slogan del “nuovo che avanza” e del “rottamatore”, lo presentano come una vergine di fronte all’opinione pubblica; invece Renzi, nonostante la giovane età, rappresenta al meglio la vecchia politica italica (segretario provinciale del PP 14 anni fa, Presidente della Provincia dal 2004 al 2009, insomma non un proprio un verginello) incarnandone lo spirito arrogante e antidemocratico (assenteista in consiglio comunale, numerose decisioni prese senza discuterne in consiglio o con la cittadinanza fiorentina, condannato in primo grado per danno erariale ai tempi della Provincia), e infine fregandosene di qualsivoglia codice etico/economico (spese e sperperi di denaro pubblico a fini privati che sarebbero degni di B). Insomma, per dirla con una parola: falsità. Totale, subdola falsità. E gli italioti la adorano, perché si fanno abbindolare come degli allocchi, esattamente come è successo con Silvio Berlusconi.


Molto bene, ora che ho chiarito il punto numero 1 (cioè che questo post non è assolutamente renziano), posso andare avanti. La posizione di Renzi come candidato Presidente del Consiglio alle primarie del Pd è stata stroncata in ogni modo umanamente possibile dalle alte sfere del Partito Democratico. Quando alle primarie vinse Bersani (questo Grillo non lo ammetterà mai ma è vero) Beppe Grillo ha fatto i salti di gioia (così come Renzi ha fatto i salti di gioia quando Bersani fallì rovinosamente nelle elezioni di febbraio, non te lo dirà mai, ma è così): Renzi sarebbe stato un candidato molto più complicato da battere, per tutti i motivi sopra riportati. Gli italiani, che si fanno abbindolare alla grande da un personaggio come Matteo Renzi, avrebbero accolto a braccia aperte un personaggio come il Mr Bean di Rignano sull’Arno. Anzi, credo sia possibile e vicinissimo al vero affermare che quel 6-7% di consensi che il M5S ha perso da febbraio ad ora a livello nazionale, sarebbero andati al Pd se Renzi fosse stato il candidato al posto di Bersani. Quella percentuale di elettori M5S che si sono “staccati” dal MoVimento quando loro giustamente non sono scesi a patti col Pd (non ci si allea con chi vuoi mandare a casa , no?), peraltro rimandata al mittente da Beppe Grillo stesso (“se volevate un accordo coi partiti, avete sbagliato a votarci”) coincide presumibilmente a quella percentuale di elettori che, non vedendo alcun segnale di cambiamento nei partiti, ha optato per il voto di protesta pro-M5S, pur non sposando gran parte degli ideali e dei princìpi che stanno alla base del MoVimento. Se ci fosse stato Renzi, questa percentuale si sarebbe spostata facilmente sul Pd. Certo, Renzi farebbe perdere un po’ di voti alla sinistra più “radicale”, non essendo lui di sinistra (perché poi, Bersani forse lo è? Ma lasciamo stare): un “pandacomunista” non avrebbe mai votato per Renzi. Bene, ma quanti “pandacomunisti” credete ci siano ancora in giro? I voti persi in questo senso sarebbero stati sotterrati da tutti i voti che, da destra e “sinistra”, Renzi avrebbe potuto convogliare su di sé. Per cui, metti insieme quel 6-7% dei non-grillini, un 7-8% di elettori di destra che non voterebbero mai il Pd, ma voterebbero molto volentieri Renzi, togliamo pure un misero 1% dei pandacomunisti che mai lo voterebbero, ed il gioco è fatto: Matteo Renzi Presidente del Consiglio, che vince le elezioni a mani basse.

Ma allora per quale motivo la candidatura di Fonzie viene bloccata in ogni modo concepibile dalle oligarchie che governano l’interno del Partito Democratico? Credo ci siano due ragioni principali, forse non condivisibili dai Pdioti-fedeli-alla-linea, ma che si basano su qualcosa che pochi in Italia conoscono: i fatti.
  1. Prima ragione: “Tutti a casa!!!”. Il Pd, prima ancora di essere un movimento politico che concorre alle elezioni e amministra città, regioni, etc. è un Partito vero e proprio. Ha una struttura ben precisa, delle piccole (o grandi) correnti all’interno organizzate come micro-oligarchie. La nomenklatura. Gente che lavora dentro al partito. Tutta questa gente, anche se il Pd ha perso (pardon, non-vinto) le elezioni, col fatto che Bersani ha vinto le primarie, sta tutta lì al proprio posto. Nessuno l'ha mandata via. Se le primarie le avesse vinte Renzi, il Pd avrebbe vinto le elezioni, ma a che prezzo? Avrebbe fatto piazza pulita di gran parte delle strutture interne del Pd, e tanta gente che vi era radicata profondamente, nella nomenklatura, sarebbe stata tagliata fuori. La “resitenza” (o meglio “persistenza”) del Partito è più importante della vittoria alle elezioni. Il “magna-magna” su cui si basa il Partito-Azienda è troppo più importante.
  2. Seconda ragione: “Berlusconi a vita!!!”. Il centro-sinistra in generale, e il Pd più nello specifico, da sempre fanno il gioco di Berlusconi. Mai una legge contro, mai una regolamentazione del conflitto d’interessi, mai una legge ad personam fu cancellata, mai lo strapotere mediatico di Berlusconi fu sfiorato dalla sinistra più servile e doppiogiochista d’Europa. E ora? A quanto pare, come ha riconfermato peraltro Epifani stesso, non c’è alternativa al questo governo del fare (del fare?!?): il tanto orripilante e sacrilego connubio con Berlusconi è finalmente uscito alla luce del sole dopo 20 anni di fidanzamento sottobanco, e a quanto pare non ci sono alternative da seguire; il Pd preferisce di gran lunga il protrarsi del governo-inciucio Letta per più tempo possibile, piuttosto che ricorrere a Renzi. La cosa è evidente e gravemente enorme: da una parte c’è un candidato che vincerebbe le elezioni, ma potrebbe finalmente dettare legge nel Pd, senza fare necessariamente il gioco di Berlusconi, mentre dall’altra c’è Berlusconi e Brunetta (il governo dei Nani) che ti tengono per le palle (ogni qualvolta il Pd osa andare lontano dal tracciato di B, si rischia la crisi di governo, dunque chi è che governa veramente in Italia?) e di fatto detengono il potere su tre quarti del parlamento italiano. Il Pd che non candida Renzi rammenta molto una (non tanto famosa) vignetta di Vauro Senesi in cui si vede uno che, alla domanda “perché continui a votare il Pd?” risponde, mentre si tira martellate sui coglioni “PERCHE’ MI PIACE!!!”. Un partito che non ha vita propria, che vive di riflesso del Nano, che fa il gioco del Nano. E quando ha occasione di fare qualcosa di suo (tipo un governo con Renzi), si tira martellate sugli zebedei come se non ci fosse un domani.

Vorrei concludere sottolineando che Renzi non è la risposta ai problemi del paese, dato che fa parte di quello stesso sistema di potere che ha portato l’Italia nella situazione attuale, ed è dunque parte stessa del problema, non la soluzione. La soluzione è bypassare il sistema dei partiti, di questo sono convinto (chi mi conosce o chi legge questo blog lo sa), creare strumenti di democrazia diretta, perché la partitocrazia consociativista e oligarchica ha ammorbato le fondamenta della nostra Repubblica. Quello che tendo a sottolineare qui è l’atteggiamento ostile del Pd nei confronti del “suo” Renzi, l’unico uomo in Italia che potrebbe fare un “miracolo”: far vincere al centro-sinistra almeno un’elezione. Senza dipendere dal Nano e dai suoi dettami. È quantomeno curioso vedere tanta ostilità Pdiota nei confronti dell’unico candidato che potrebbe dare loro ciò che non hanno mai avuto, ossia una larga maggioranza.

Meditate, piddini, meditate. Ne vale davvero la pena farsi prendere per il culo da un partito così? Comincio sul serio a temere che abbiano più dignità i berlusconiani. Almeno sono cretinetti che ancora credono alla favoletta del povero Silvio perseguitato dalle toghe rosse. I piddini che scusa hanno per farsi prendere per il culo?
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