giovedì 11 luglio 2013

Petra Reski distrugge i giornalisti italiani

Prendetevi 12 minuti del vostro tempo e guardatevi questa intervista.


Petra Reski, giornalista tedesca, è impegnata da anni ormai nella lotta contro la Mafia e la criminalità organizzata. Pluripremiata e riconosciuta nell’ambiente come una a cui “si deve tutto ciò che si sa della Mafia” (cit. Donna Leon), vive in Italia dal 1989 e segue ultimamente (ma non solo) il percorso politico di Beppe Grillo e del MoVimento 5 Stelle.

In questa intervista la Reski distrugge senza pietà i giornalisti italiani, servi di un sistema corrotto e autoritario, nella misura in cui la stampa e le TV diffamano quotidianamente il MoVimento 5 Stelle e il suo fondatore.



Raccogliamo alcune chicche che Petra Reski ci regala durante l’intervista, anche per avere un’idea di come vedono all’estero, o in questo caso in Germania, il fenomento a 5 Stelle:
  • Beppe Grillo ed il suo movimento sono stati vittime di una falsificazione mediatica incredibile.” Afferma che è impressionante vedere con quale leggerezza questi falsi vengono pubblicati. Il sospetto però, è che dietro questa leggerezza, a mio parere, ci sia una vera e propria macchinazione. Non sto parlando di teorie del complotto, ma si semplice logica: il Sistema in Italia è talmente radicato, inarrivabile, autoreferenziale e autoritario, che qualsiasi spinta di cambiamento (o, peggio, di rivoluzione) della classe politica è vista come fumo negli occhi dalla classe dirigente del Paese. Il modo in cui l’informazione italica attacca Beppe Grillo e il M5S non è altro che una riprova di quanto il MoVimento si ponga come anti-sistema e anti-casta. I tentativi di mettere a tacere il suo blog sono degni del peggiore fascismo. La coralità dell’attacco sferrato ai grillini da destra e da sinistra è la conferma della reale situazione italiana: la fortezza del potere lotta con le unghie e con i denti per la conservazione del potere stesso.
  • Lo hanno descritto come antisemita, […], come Duce, come razzista, […] ovviamente è difficile che uno si fidi ancora di questo giornalismo.” Ce lo ricordiamo tutti no? Beppe Grillo è stato insultato e diffamato in qualsiasi modo umanamente concepibile. Le lotte per la riforma della legge elettorale, per i lavoratori, per l’acqua pubblica, per il Parlamento pulito, per gli animali, contro la TAV, sugli scandali finanziari, per l’energia pulita, contro gli inceneritori, per il ritiro dall’Iraq e dall’Afghanistan: tutte lotte, evidentemente, fasciste, populiste, razziste, antidemocratiche. Vero? L’informazione italica è l’informazione alla rovescia. La Reski infine aggiunge, centrando nuovamente il punto della questione: “Qui si tratta secondo me di un grande gioco di potere”.
  • Dietro questo giornalismo c’è solo politica! […] Non si tratta di un giornalismo apolitico, questo è solo politica fatta tramite giornalismo.” Afferma la Reski che i giornalisti si mettono proprio “a disposizione della politica”. Brava, brava, brava e ancora brava! Il giornalismo italiano, da troppo tempo, è completamente asservito ai politici, e questo è un punto importante: non è tanto il “controllo” sull’informazione (in realtà, le strutture sono apparentemente democratiche e libere), bensì il “servilismo” dei mezzi d’informazione nei confronti della politica! Come diceva Marco Travaglio: “C’è chi pagherebbe per vendersi”. Questi giornalisti sono un ottimo esempio di come ci si possa ridurre servi del potere. Io sapevo che l’informazione non dovrebbe essere collaborativa (vero, Napolitano?!?!?) ma si deve pretendere un’informazione “cane da guardia” del potere. Questa informazione al massimo fa il “cane da riporto” del potere (cit.).
  • Ma cosa pensa Petra Reski del MoVimento 5 Stelle? “Io sono molto contenta che tanti italiani che negli ultimi anni […] avevano davanti la corruzione politica degli ultimi 20 anni, sia dal Pdl che dal Pd, abbiano avuto la possibilità di votare per una voce nuova […] per esprimere una nuova opposizione, che non c’era stata in 20 anni.
  • A proposito della paventata “inesperienza” e “incompetenza” dei neo-parlamentari grillini, la Reski dice una grande verità: “Perché dovrebbe esserci un’impreparazione? […] Se l’esperienza è quella dei partiti degli ultimi 20 anni, allora è meglio l’inesperienza. In realtà non credo che loro siano così inesperti, è gente molto impegnata, molto istruita, […] e dovremmo essere contenti che giovani italiani così impegnati entrino in Parlamento”. Tralasciando il fatto che i “grillini” sono in realtà la parte più istruita del Parlamento (88% di laureati, primi tra tutti i partiti politici) e che dunque non si capisce da dove venga tutta questa “incompetenza”, cosa è meglio secondo voi: avere in Parlamento dei giovani inesperti ma onesti, o dei competentissimi ladri?
  • Il MoVimento 5 Stelle non è populismo, è solo grande impegno sociale e anche morale.” La moralità: vogliamo parlarne un attimo? Purtroppo l’italiota medio non reputa molto importante questo aspetto, mentre invece per me è cruciale. Avere un comportamento morale implica tutta una serie di conseguenze che inevitabilmente portano ad una migliore politica. È come quando alcuni giornalisti (o addirittura semplici blogger, della serie appunto “c’è chi pagherebbe per vendersi”) snobbano, o peggio si dichiarano contro il Restitution Day di pochi giorni fa. Come si fa ad essere contro una cosa del genere? Chi è contro una cosa del genere, si merita i ladri al governo. Il Restitution Day non è stato un atto rivolto a risolvere chissà quale problema economico del Paese (anche se male non può certo fare), ma voleva essere un atto simbolico di moralità e riavvicinamento ai cittadini. Il Restitution Day, così come la moralità, non è un obiettivo nella politica: è il punto di partenza per una politica migliore.

Che dire, forse i vari troll o cittadini rivoluzionari da salotto troveranno inaccettabili queste affermazioni, ma sta di fatto che stiamo parlando una brava giornalista, di una persona onesta e informata sui fatti. Visto che c’è l’abitudine di dare di fascista, di populista, di demagogo, di manovrato, di caprone ad ogni persona che in modo onesto esprime il proprio sostegno alla causa del M5S, voglio sentirmelo dire in faccia: Petra Reski è manovrata? E altri eminenti personaggi che appoggiano Grillo e il suo movimento? Dario Fo è fascista? Gioacchino Genchi è un demagogo? Jeremy Rifkin è un populista? Padre Alex Zanotelli è fascista? Don Andrea Gallo era un fascista? L’elenco potrebbe essere infinito. E tutte le risposte identiche: NO. Tutti questi aggettivi che vengono costantemente rivolti, non solo al M5S, ma a qualsiasi forza politica o movimento dal basso cerchi di ribaltare l’attuale sistema di potere in Italia, sono frutto di una stampa asservita alla politica, di un vero e proprio regime antidemocratico, di una dittatura governativa.


Chiunque voglia diffondere il video dell’intervento di Petra Reski, che in poco più di 10 minuti demolisce l’intera stampa di regime italiana, lo faccia subito, e lo faccia assiduamente, perché queste verità non possono essere confinate in una misera pagina di Youtube. Basta copiare e incollare questo link nei vostri post e nei vostri commenti: http://youtu.be/NPehjot4BT8 

In questo momento, le uniche armi che il Sistema usa contro il MoVimento 5 Stelle sono la falsità e la diffamazione: questo dato è estremamente significativo.
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