venerdì 30 agosto 2013

Epifani: un vero duro


Il Pd sta facendo uno strano gioco, un disgustoso gioco, in questi giorni che seguono la condanna di Silvio “Frodo” Berlusconi. Da una parte ci sono i Violante, quelli che si cimentano in tutti i modi per salvare il loro fratello e sodale di vecchia data. Dall’altra parte ci sono quelli della “linea dura”, come se applicare la legge fosse “linea dura, come i vari Epifani e compagnia bella.

I primi servono a dare sostegno a questo governo, ad evitare che la pentola a pressione costituita dal Pdl (il Popolo dei Ladri) esploda e faccia in mille pezzi Letta e tutto il Pd. Cosa che comunque anche il Pdl si guarda bene dal fare, dato che questo governo è l’unico ostacolo all’arresto di B., ma non si sa mai: i servi di Berlusconi (quelli del Pd) che ormai lavorano a tempo pieno per salvare il Frodo di Arcore, tengono a questo governo tanto quanto i pidiellini. Dunque, questa prima faccia della medaglia piddina ha uno scopo molto semplice: sostenere il governo dell’inciucio a qualsiasi costo.

I secondi invece servono alla base, alla maggioranza dell’elettorato piddino, per far sì che gli elettori vedano un comportamento “duro e puro”. Ogni volta che qualcuno della prima categoria se ne esce con un’idea per come salvare B., arriva Epifani o chi per lui a riportare l’attenzione degli utili Pdioti sul lato “antiberlusconiano” (si fa per dire) per evitare che fiotte di elettori decidano di abbandonare la nave e smetterla di farsi prendere per il culo. Questa seconda faccia della medaglia piddina ha lo scopo più meschino e vile dunque: prendere in giro gli elettori, quelli talmente stolti da scambiare le affermazioni di Epifani come “linea dura”.

Il problema di fondo, come ho già sottolineato su questo blog molte volte, è costituito proprio dall’elettorato del Pd. Esattamente come con il berlusconismo: Berlusconi può e ha potuto fare il Berlusconi, solo perché i suoi presunti avversari glielo hanno concesso. Come ha scritto un brillante Peter Gomez, Berlusconi vince per assenza del nemico. Allo stesso modo, appunto, la situazione si può paragonare al rapporto tra Pd ed i suoi elettori. Il motivo per cui il Pd fa tutto questo, dal lasciar campare indisturbato Berlusconi al prendere in giro milioni di persone, è perché ha dalla sua uno zoccolo duro estremamente numeroso di elettorato pronto a difendere a spada tratta il proprio partito. Nel bene e nel male. Nella buona e nella cattiva sorte. Neanche ci fossero grandi ideologie da difendere, come ai tempi in cui i partiti avevano veramente ragione di esistere. Per ogni nefandezza che combina il partito, è pieno di centinaia di utili Pdioti pronti ad ingoiare qualsiasi schifezza, che continuano a sostenere il proprio partito senza neanche farsi delle domande. Il Pd, in buona sostanza, fa quello che fa perché gli è permesso. Gli è permesso da una fascia di elettorato tale e quale a quella berlusconiana, che nello stesso modo, ingenuo e illogico, continua a sostenere l’insostenibile.

Non si può chiedere ai berlusconiani di svegliarsi, quella è un’Italia che non ha speranza. A questo punto, a sostenere B. rimangono solo in due categorie: gli evasori e i cretini. Perché il paese possa finalmente chiudere la pratica B., è necessaria una presa di posizione netta da parte degli elettori del Pd: occorre smetterla di stare con il proprio partito se questo ha tradito tutta la fiducia di cui è attualmente investito. Occorre costringere il proprio partito a tenere veramente una “linea dura”. E se non lo fa, non votarlo più. Sputtanarlo in qualsiasi occasione. In poche parole: cominciare a ragionare con la propria testa.

Se questo mio ragionamento è corretto, allora diventa ovvio affermare che Berlusconi ha fatto quello che ha fatto (e fa quello che fa anche adesso) sì, grazie all’assenza dei suoi presunti avversari, ma anche grazie al silenzioso assenso di chi dovrebbe spronare i suoi presunti avversari a fargli opposizione. Cosa che non è mai stata fatta dall’elettorato “di sinistra, che continua (ahimé) a fidarsi della faccia della medaglia di Epifani, chiudendo un occhio (ma anche tutti e due) sulla vera faccia della medaglia, quella costituita da chi ha reso possibile, nel corso degli anni, il disastro del Nano di Arcore.
UA-57431578-1