mercoledì 14 agosto 2013

Napolitano deve dimettersi


L’Italia è in uno stato di emergenza democratica. Il paese in cui un delinquente condannato per frode fiscale manda un video-messaggio in televisione spalando merda sopra le istituzioni e la giustizia non è un paese normale. Un paese in cui un Presidente della Repubblica, che dovrebbe avere unicamente la funzione di garante della Costituzione, tiene in realtà in mano l’Italia come una sottospecie di assoluto monarca, non è un paese normale.

Ho letto la nota del nostro Re (non vedo come altro potremmo chiamarlo) Giorgio Napolitano II e non volevo credere ai miei occhi. Non ti dico che mi sarei aspettato qualcosa alla Sandro Pertini, che probabilmente avrebbe fatto esclamazioni tipo “non chiedermela nemmeno la grazia, che ti prendo a calci nel sedere!”, o forse lo avrebbe preso direttamente a calci, ma nella nota di Napolitano ci sono passaggi che mi fanno sinceramente vergognare di essere rappresentato da uno così.

Secondo Re Giorgio, “la preoccupazione fondamentale, […] è lo sviluppo di un’azione di governo che […] guidi il paese sulla via di un deciso rilancio dell’economia e dell’occupazione. In questo senso hanno operato le Camere fino ai giorni scorsi, definendo importanti provvedimenti”. Come ho scritto su questo blog pochi giorni fa, questo governo è di gran lunga quello meno “produttivo” in quanto a leggi e attività parlamentari, comparato con i parlamenti degli altri grandi paesi europei. Non si tratta di opinioni, i dati ci sono e sono tutti consultabili. Napolitano è il Presidente della Repubblica e non sa neanche di che cosa stiamo parlando. Quando poi nella sua nota si metta a parlare dell’urgenza di una revisione della legge elettorale, Napolitano sfiora il ridicolo. Ma chi è l’uomo che è stato eletto Presidente della Repubblica solo sei mesi dopo l’entrata in vigore del Porcellum? Ma proprio lui, Napolitano! Ha avuto 7 anni mezzo per sbattere i pugni sul tavolo e spingere il Parlamento a modificare una legge antidemocratica che annulla la scelta di voto dell’elettore, esautorandolo dalla sua capacità democratica di decidere da chi deve essere rappresentato. Vogliamo fare una scommessa? Anche se questo governo indegno non dovesse cadere, non verrà neanche toccata la legge elettorale, se non con modifiche che la renderanno ancora più “porcata”. Scommettiamo?

Prosegue nella sua nota Giorgio Napolitano: “Fatale sarebbe invece una crisi del governo faticosamente formatosi da poco più di 100 giorni”. La domanda è semplice e diretta: perché?!? I governi nascono e cadono. Da sempre. In tutto il mondo. Questo è uno dei pochi a cui si dovrebbe auspicare pure vita breve, perché è illegittimo e non votato dagli italiani. Forse anche più illegittimo del governo Monti, perché questo è dichiaratamente politico (o meglio, anti-politico, inteso nel vero senso della parola). Ma poi, non era forse lui il Presidente che fissava la data di scadenza di questo governo? Governo di diciotto mesi, poi elezioni: questo diceva Re Giorgio. Cosa gli ha fatto cambiare idea?

Di qualsiasi sentenza definitiva, e del conseguente obbligo di applicarla, non può che prendersi atto.Grazie mio Re, ci volevi proprio tu a ricordarcelo! Ma roba da matti. Se viene condannato un poveraccio, va in galera. Se viene condannato un delinquente come B, “si prende atto”. Il massimo dell’ipocrisia politichese. Io voglio un Presidente che parli come Pertini: “La politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo; se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato.” Io voglio un Presidente così, non uno che si limiti a "prendere atto".

Napolitano afferma che è “stato, da parecchi giorni, chiamato in causa, come Presidente della Repubblica, e in modo spesso pressante e animoso, per risposte o “soluzioni” che dovrei e potrei dare a garanzia di un normale svolgimento, nel prossimo futuro, della dialettica democratica e della competizione politica.” E te ne meravigli anche, Napolitano? Chissà chi è che l’ha voluta tutta ‘sta baracca del Governo Letta? Chi è che ha voluto accettare l’inaccettabile (ossia un doppio mandato), pur di mettere tutti partiti insieme contro gli interessi del paese per il perpetrarsi dei privilegi della Casta? Il Capo supremo di questa coalizione di governo non è Letta. Non è Alfano. E non è nemmeno Berlusconi. Il Capo è Napolitano, monarca assoluto di una Repubblica, un ossimoro vivente.

Arriva poi la parte cruciale della nota di Napolitano, che ha sempre meno l’aria di una nota e sempre più l’aria di un editto: “Nessuna domanda mi è stata indirizzata cui dovessi dare risposta. L’articolo 681 del Codice di Procedura Penale, volto a regolare i provvedimenti di clemenza che ai sensi della Costituzione il Presidente della Repubblica può concedere, indica le modalità di presentazione della relativa domanda.” Che, tradotto, significa: “Se voi pidiellini affiliati al delinquente B volete chiedere la grazie per il vostro padrone, fatelo, ecco come si procede.Semplicemente vergognoso. Come ha sottolineato correttamente Andrea Scanzi, la grazia a Berlusconi, se dovesse essere concessa, non cambierebbe molto, almeno a livello politico (la decadenza  da senatore, l’incandidabilità, etc. sarebbero tutte questioni scisse dal discorso della grazia). Tuttavia, se qualsiasi evasore fiscale dovesse essere arrestato, nessuno potrebbe impedirgli di dire: “Ma come? Se ha avuto la grazia B, allora perché io non posso averla?”. Concedere la clemenza ad un delinquente solo perché si chiama Berlusconi è un messaggio che, arrivando proprio da un’alta carica dello Stato, toglierebbe di fatto qualsiasi valore a concetti come “legalità” e “rispetto della legge”. È questo il messaggio che dovremmo aspettarci da un Presidente della Repubblica? La posta in gioco è tutt'altro che bassa, ed il messaggio che passerebbe andrebbe a danneggiare l'Italia ben oltre i confini della durata politica di Berlusconi.


Basta, basta, basta. Non si può andare avanti così. Napolitano deve gettare la maschera (è lui che tiene viva tutta la Casta, lui e nessun altro, in questo momento), togliersi la corona e abdicare. Se Napolitano dovesse concedere la grazia a Silvio Berlusconi sarebbe ancor più fermamente il peggior Presidente nella storia della Repubblica (e già lo è, figuriamoci). Andrebbe chiesto immediatamente il suo impeachment, la cosa è ovvia.

Le elezioni sono una necessità a questo punto. Napolitano se ne deve andare. Pd e M5S devono proporre un nome vero (tipo Rodotà o Zagrebelsky) come nuovo Presidente.  Nuova legge elettorale, e dritti alle urne senza passare dal via. Napolitano deve dimettersi perché l’Italia possa rinascere.





PS: Segnalo l’articolo di Flores D’Arcais sull’argomento “grazia”. Epocale:

Ad affannarsi per l’impunità del Delinquente di Arcore possono essere solo due categorie: i complici e i ricattati. Se i dirigenti del Pd non fanno parte né degli uni né degli altri (un SE da scrivere in maiuscole), la smettano di tracheggiare, riducano i tempi all’osso, come chiede il M5S, e Berlusconi in politica resti solo un disgustoso ricordo. I suoi lacché faranno cadere il governo? Ci sono altre due maggioranze possibili: un bel governo Rodotà o Zagrebelsky senza ministri di partiti o un brutto governo Pd con gli sbandati del berlusconismo pronti a riciclarsi.
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