sabato 31 agosto 2013

Renzo Piano, il M5S e i finti opinionisti


Si stanno diffondendo speculazioni di tanti aspiranti opinionisti (ma anche no) sulla personalità di Renzo Piano, neosenatore a vita nominato da Napolitano. Premetto che i quattro nomi fatti da Napolitano come senatori a vita mi piacciono, soprattutto Piano e Abbado, senza nulla togliere alla fisica Elena Cattaneo e a Carlo Rubbia. Da ricordare, di quest’ultimo, un’importante affermazione in favore delle energie rinnovabili: “L'energia pulita, l'energia rinnovabile è una necessità, è fondamentale, è una delle cose più importanti per il futuro e l'unico modo per svilupparla è puntare su ricerca e innovazione. È importante cercare fonti alternative di energia, sul solare che è disponibile nel nostro Paese in quantità illimitata, abbiamo una tale quantità di solare che bisogna chiedersi perché non sfruttarlo in pieno."

Ma torniamo a Renzo Piano: come architetto non credo che necessiti presentazioni. Stiamo parlando di colui che ha progettato meraviglie come il Zentrum Paul Klee di Berna, la New York Times Tower di New York, la California Academy of Sciences di San Francisco, lo Shard di Londra, il Centro Pompidou a Parigi, la riqualificazione del Porto Antico di Genova e la pianificazione dell’opera di ricostruzione di Potsdamer Platz a Berlino. La sua qualità e preparazione credo non possano essere messe in discussione.

Molti però, mentre si apprende la notizia della sua nomina a senatore a vita, sottolineano (spesso con una nota d’ironia e di spregio) la sua vicinanza a Beppe Grillo e al MoVimento 5 Stelle. Il messaggio che molti stanno cercando di far passare è che Renzo Piano sia una sorta di senatore a vita “grillino” che potrebbe aiutare il M5S ad entrare più a fondo nelle istituzioni, oppure fare da “ponte di congiunzione” tra l’intransigentismo di Beppe Grillo e le possibilità di un governo di scopo con il Pd. Si fa riferimento in particolare ad alcune affermazioni di Renzo Piano sul comico genovese. “Siamo amici da trent’anni, è un buono che fa la faccia cattiva”; “È semplificatorio definire anti-politico il Movimento, non è solo il partito degli scontenti. Cavalcando soltanto l’incazzatura puoi arrivare al 10%, non al 25. Grillo sbaglia su altre cose ma non su quella, la più importante: la ricostruzione di una cultura civica in Italia”; “Tra le cose giuste che sta facendo ha coinvolto tante persone che non hanno interessi privati in gioco o secondi fini. Giovani, entusiasti, non corrotti, animati dall’idea che la cosa pubblica è di tutti, che governare è una cosa meravigliosa, se fatta nel rispetto delle regole”; si fa poi riferimento a svariate telefonate colme di apprensione nei confronti di Beppe Grillo, quasi come se dal V-Day del 2007 in poi, Piano si preoccupasse dell’incolumità del comico; da ricordare anche un memorabile post di Renzo Piano sul Blog di Beppe Grillo, che riporto in questo link.


Ma facciamo attenzione a non confondere Renzo Piano con un grillino “tout court. Ho l’impressione che già ora molti lo stiano dipingendo come un senatore in quota pentastellata, come un grillino di vecchia data approdato al Senato. E questo non mi piace, perché di qui a diffamare l’autorevolezza di Renzo Piano il passo è molto breve, essendo il “tiro al grillo” lo sport preferito dall’informazione italica. Renzo Piano non è un grillino (anche se non ci sarebbe niente di male), semplicemente approva molte delle battaglie di cui Beppe Grillo prima e il M5S ora si stanno facendo carico. C’è una sostanziale differenza tra un “grillino” e un semplice simpatizzante 5 Stelle. Renzo Piano, ad esempio, non capì molto della situazione post-elezioni di Febbraio-Marzo 2013: auspicava infatti un accordo per formare un governo Pd+M5S. Questo denota due fattori inequivocabili: il primo è che un “grillino”, se davvero si rispecchia nei princìpi del MoVimento, non accetterà mai e poi mai di dare la fiducia ad un governo “partitico; il secondo è che, come ormai è stato spiegato in tutte le lingue, e molto chiaramente da Marco Travaglio, il Pd non ha mai voluto formare un governo con i 5 Stelle, ma voleva solo elemosinare voti per avere la fiducia. Dunque Renzo Piano è rimasto vittima in questo caso della (pantagruelica) disinformazione operata dai media mainstream. Cosa che un “grillino tout court” non farà molto facilmente.


Detto questo, personalmente non posso che essere contento per l’ingresso in Senato di una persona di qualità e autorevolezza indiscusse, che per di più simpatizza con le battaglie (sacrosante) di civiltà che porta avanti il M5S (e che Grillo porta avanti da anni ormai), pur non essendo Piano assolutamente del MoVimento 5 Stelle. Del resto, non sarebbe certo il primo caso di un personaggio autorevole e di fama mondiale che si trova d’accordo con le lotte di Beppe Grillo e che si trovi di fatto a simpatizzare per il MoVimento 5 Stelle. Basti pensare a persone come Dario Fo, Jeremy Rifkin, Massimo Fini, Marco Travaglio, Rossano Ercolini, Andrea Camilleri, Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Bruno Tinti, Ferruccio Sansa, Oliviero Beha, Maurizio Pallante, Erri De Luca, Don Andrea Gallo, Riccardo Iacona, Lester Brown, Moni Ovadia, Joseph Stiglitz, Cristiano De André e tanti altri. Insomma, possiamo dire che se si parla di simpatizzanti, Renzo Piano gode di un’ottima compagnia.
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