lunedì 12 agosto 2013

W le ferie!!!


La Boldrini, prima di richiamare dalle ferie i parlamentari per parlare di femminicidio (che ancora non si è capito bene se torneranno dalle ferie o meno, come ha spiegato bene il vicepresidente della camera Luigi Di Maio), ha affermato che “i politici italiani (in quanto a ferie, ndr) danno il buon esempio ai politici europei”.

Una simile cazzata non dovrebbe neanche essere commentata, ma visto che (come si evince dalla Boldrineide che trovate su questo blog) adoro sottolineare quanto sia vuota e insulsa politicamente una come Madama Boldrini. La nostra eroina (o il “miracolo Boldrini”, come ha detto qualcuno) mette abilmente a confronto le date di inizio e fine ferie dei principali parlamenti nazionali europei, sottolineando così che i parlamentari italiani fanno molte meno ferie dei colleghi stranieri. Con un ragionamento degno di un bambino di due anni, la Boldrini fa una gran bella figura coi giornali, sentendosi la prima della classe. Peccato che siamo ben lontani dal poter dare lezioni agli altri parlamentari: un mese di vacanza per cosa? Per avere una delle maggiori percentuali di assenze di tutta Europa? Per il governo che non ha fatto un bel niente per risollevare il paese dalla crisi? O forse perché i nostri parlamentari, i più pagati d’Europa e col maggior numero di vitalizi e agevolazioni, non sanno come spendere la montagna di soldi che si beccano ogni mese dalle nostre tasche?

Mettiamo qualche dato a confronto, come ha fatto la Boldrini con la sua genialata:
  • Leggi approvate: Inghilterra prima della classe, con 196 (dico: 196) leggi approvate nel 2013. In Germania sono appena passati alla digitalizzazione di tutta la burocrazia dell'azione legislativa, garantendo così una velocità ed efficienza che noi ci possiamo scordare. In Francia addirittura si dice che il Parlamento emani “troppe” leggi, e che dovrebbe farne di meno. In Italia? Quest’anno il Parlamento ha approvato 4 (ripeto: q-u-a-t-t-r-o) leggi.
  • Presenze e assenze: Anche stavolta, l’Inghilterra domina (cit.), grazie al fatto che i parlamentari devono presentare certificati di serie condizioni di salute per non presentarsi al lavoro. In Germania si scandalizzarono una volta per il fatto che 100 parlamentari avevano disertato il Bundestag per la visita di Benedetto XVI (che peraltro è un ottimo motivo per disertare il posto di lavoro! Ma quanto sarò anticlericale?). Da quante poche assenze fanno invece i francesi, non esiste alcun articolo di giornale che parli di assenteismo parlamentare. E  i nostri invece? I più assenteisti, chiaramente. Danno anche il cattivo esempio gli europarlamentari italiani, maglia nera di presenze al Parlamento Europeo.
  • Stipendi dei parlamentari: come accennavo precedentemente, siamo ultimi anche in questa categoria. Pur non facendo leggi, non presentandosi al lavoro e passando tutto il tempo o in TV (o al massimo a manifestare davanti ai tribunali), i nostri parlamentari sono i più pagati, con il maggior numero di agevolazioni e vitalizi.
  • Opinione pubblica: anche questo è un dato che conta. Non mi risulta che le ferie, anche se più lunghe, dei parlamentari negli altri paesi siano viste così male. In Francia non ne parla nessuno. In Inghilterra pure, anche perché l’assenza è resa più difficile dalla regolamentazione interna. In Germania poi un sondaggio ha constatato che l’88% dei tedeschi pensa addirittura i loro parlamentari se le meritino, le ferie! In Italia, con il paese in una situazione drammatica e con la classe politica più malvista di tutta Europa, ci vuole una bella faccia di bronzo per prendersi anche solo due settimane di ferie. Della serie, non abbiamo fatto un cazzo finora, perché dovete pure negarci di andare in ferie? O forse, a pensarci bene, fanno proprio la cosa giusta andando in ferie: non fanno una mazza quando sono in Parlamento, almeno in ferie non fanno finta che stanno lavorando per noi.


Dobbiamo davvero sentirci in dovere di dare lezioni ai parlamentari stranieri? Proprio noi italiani? La Boldrini farebbe meglio a scendere dalla cattedra, togliersi lo scolapasta dalla testa e tacere, magari per un bel po’, evitando di fare queste figure barbine.
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