venerdì 27 settembre 2013

Elena Cattaneo non dice la verità


Ha le idee chiare la neomilionaria (ops… pardon: neosenatrice a vita) Elena Cattaneo: “Chi afferma che oggi esistano metodi alternativi in grado di sostituire completamente la sperimentazione animale nella ricerca biomedica dice il falso.” E aggiunge: “Se vogliamo continuare a capire perché ci ammaliamo e come possiamo curarci non possiamo rinunciare del tutto alla sperimentazione animale.” Si scaglia poi contro gli antivivisezionisti, dando loro fondamentalmente dei bugiardi che agiscono in malafede, con queste ultime parole: “Trovo intellettualmente disonesto verso i cittadini, in particolare verso tutti i malati, continuare a diffondere questi messaggi privi di fondamento, forti di campagne mediatiche fuorvianti, che stanno minacciando pesantemente il futuro della ricerca biomedica e quindi della nostra salute.

Ora, tralasciamo il fatto che stiamo parlando del più giovane senatore a vita (51 anni) nella storia della Repubblica italiana, e che (secondo le aspettative di vita di una donna media) potrebbe costarci complessivamente dai 5 ai 7 milioni di euro; questa “signora”, questa “senatrice-scienziata” farebbe bene a non disinformare con le sue idiozie, scagliandosi contro persone che onestamente manifestano la propria contrarietà a quella tecnica selvaggia, costosa e controproducente che è la sperimentazione animale.

Elena Cattaneo dice il falso in primo luogo ogni volta che afferma che la vivisezione non si pratica più da secoli, e che non è sinonimo di sperimentazione animale. Come mai la neosenatrice dice queste idiozie? Lo capisce anche un bambino che siamo nel 2013 e non si usa più “sezionare” letteralmente animali vivi. Ma la cosiddetta “sperimentazione animale” che cos’è, se non la versione “moderna” e “annacquata” della vivisezione? Per sperimentazione animale si intende la sperimentazione a scopo di studio e ricerca su animali da laboratorio. Animali vivi. E sin qui, nessuna differenza con la vivisezione. I test maggiormente utilizzati avvengono introducendo una qualsiasi patologia su un animale (vivo) e verificarne le reazioni a seguito della somministrazione di farmaci. E, considerando che siamo nel Ventunesimo Secolo, direi che questa pratica è persino più barbara e scellerata rispetto alla vera e propria “vivisezione”, che non si pratica  più dall’Ottocento. Con i mezzi, le tecnologie e le conoscenze che abbiamo acquisito, trovarsi oggigiorno a sperimentare farmaci (o peggio, cosmetici) su animali indifesi, è persino peggio di quando gli animali venivano letteralmente “aperti” e “sezionati” a scopo di studio, in tempi in cui la conoscenza e la tecnologia non erano così avanzate da permetterci di abbandonare l’utilizzo degli animali. 

La sperimentazione animale è inutile, fuorviante e pericolosa, su questo punto è necessario ribattere. Non esiste un modello animale paragonabile all’uomo. L’aspirina, un vero e proprio miracolo per l’organismo umano, danneggia, uccide o rende malformi moltissime delle specie animali. Bisogna ricordare oltretutto, che qualsiasi sperimentazione “superi” il livello animale viene comunque applicata all’essere umano. E quando si parla di sperimentazione animale, occorre ricordarsi ancora di più che il 92% dei farmaci trovati sicuri nei test su animali falliscono nelle fasi cliniche. I sostenitori della sperimentazione animale sorvolano abilmente su questo dato, portando ad esempio le “grandi conquiste” fatte grazie all’utilizzo degli animali. Ma cos’hanno da dire questi “esperti” di tutte le centinaia, migliaia di farmaci che vengono considerati “nocivi” a livello animale e di cui non sapremo mai l’eventuale effetto benefico sull’uomo? Quanti farmaci potrebbero essere rimasti “sconosciuti” e “occultati”, visto che ci stiamo ancora basando (troppo) sulla sperimentazione animale?


La strada è una sola: il graduale abbandono della sperimentazione animale. I governi dei paesi (europei, prima di tutti) devono incentivare pubblicamente ed economicamente la ricerca e la specializzazione di tecniche alternative. Per tanti e tanti motivi: morali, economici, scientifici.


Elena Cattaneo, dall’alto dei suoi 20 mila euro al mese (“devo pur portare qualcosa a casa”, ha detto con un’impareggiabile faccia da schiaffi), deve ricordarsi che i metodi sostitutivi ci sono, e laddove non ci sono ancora, la ricerca deve occuparsene immediatamente, per evitare che la sperimentazione animale procuri altri danni alla salute umana; deve ricordarsi che la direzione da seguire è quella della ricerca per il progressivo abbandono della sperimentazione animale; deve ricordarsi che la grande iniziativa popolare di Stop Vivisection è una benedizione, rispetto a quel patetico e pericoloso collage di articoli della Direttiva 2010/63/UE che favorisce il grande business internazionale legato alla sperimentazione animale; deve infine, molto semplicemente, dimezzarsi lo stipendio, considerando che in un periodo di crisi come questa non è possibile gravare per chissà quanti decenni sulle spalle degli italiani. E, possibilmente, smetterla di disinformare con le sue idiozie a favore della vivisezione.

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