domenica 29 settembre 2013

La fine dei giochi


Come era ovvio sin dall’inizio, e per inizio intendo il triste giorno in cui un manipolo di loschi figuri eletti da nessuno ha attuato un golpe morbido rieleggendo Napolitano Presidente della Repubblica (soffocando le speranze di cambiamento, giustizia e onestà rappresentate dalla candidatura di Stefano Rodotà), siamo arrivati alla fine dei giochi. Il governo Letta, generato dalla rielezione di Napolitano e sostenuto dalla medesima maggioranza che ha sostenuto Monti, ha diversi “meriti” da annoverare con orgoglio:
  1. L’annullamento dell’esito delle elezioni: avevamo un governo tecnico con una maggioranza Pd+Pdl prima delle elezioni; abbiamo ora una governo non votato con una maggioranza Pd+Pdl.
  2. L’atteggiamento pseudototalitario e antidemocratico con cui si sono fatti passare decreti omnibus ricorrendo alla fiducia.
  3. La totale inadeguatezza a fronteggiare i problemi reali del paese.
  4. L’acquisto di costosi e inutili caccia F-35 di cui già abbiamo avuto modo di pentirci (con quei soldi si sarebbero potuti comprare i mezzi necessari a spegnere i numerosi incendi in Sardegna).
  5. La conferma di tutti gli sprechi della politica, dai costi delle camere, gli stipendi, le pensioni d’oro, dei dipendenti, ai rimborsi elettorali.
  6. La presa di culo dell’Imu, a cui è stato cambiato nome e aumentata all’interno della Service Tax.
  7. Il rifiuto dell’istituzione di un reddito di cittadinanza, essenziale per ogni cittadino e presente in varie forme in tutti gli stati europei.
  8. Il rifiuto di abolire il Porcellum o di introdurre una qualsiasi legge elettorale che rispetti la costituzione.
  9. Lo stupro della Costituzione tramite la modifica dell’art. 138 con un gruppo di 40 “diversamente” saggi.
  10. La svolta, o almeno il tentativo di svolta, verso il presidenzialismo, portando così quasi a termine il piano politico della loggia massonica P2.

Di tutto questo scempio dobbiamo ringraziare prima di tutto Re Giorgio Napolitano, che ha voluto, sostenuto, creato e rimpinzato questa oscena maggioranza e questo inquietante governo. Le dimissioni di Napolitano sono la risposta più ovvia: il fallimento di questo governo, che ha perso oltre sette mesi a gingillarsi senza risolvere neanche mezzo dei problemi che affliggono l’Italia, rende le dimissioni di Napolitano qualcosa di quasi scontato, elementare, logico e, soprattutto, dovuto. Come atto di rispetto verso il popolo italiano. Le bizze e le inaccettabili dichiarazioni, i soprusi e le ignobili manifestazioni, i videomessaggi e le violente affermazioni del delinquente B., sono adesso tra i motivi che stanno facendo cadere quell’orripilante mostro chiamato governo Letta-Alfano.


Le elezioni sono una necessità immediata. Visto che il Pd, Partito (auto)Distruttivo, non farà nulla per mollare Berlusconi, condannandosi a perdere (nuovamente) una caterva di voti, le prossime elezioni saranno presumibilmente uno scontro Pdl/M5S. La contrapposizione, quasi manichea, di queste due forze politiche, rende superfluo ogni commento. Siamo in guerra, e questa volta la guerra va vinta. Un governo a 5 Stelle potrebbe spazzare via in due settimane tutto il marcio che abbiamo avuto nel Parlamento negli ultimi 20 anni. Potrebbe portare all’elezione di un Presidente della Repubblica che rappresenti veramente gli italiani e che sia rispettoso della Costituzione e delle sue funzioni. Ma soprattutto potrebbe, in quattro e quattr’otto, dare al Paese una legge elettorale di tipo proporzionale (l’unica ammessa dall’articolo 48 della Costituzione) degna di ogni democrazia.


I giochi sono finiti. Lasciamo che chi ha veramente a cuore le sorti di questo paese sia in condizione di governare
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