giovedì 5 settembre 2013

Una medaglia al disonore


Consultando le presenze e le attività dei parlamentari attualmente in carica, ho fatto una scoperta interessante: Valentina Vezzali, campionessa italiana di scherma, che ha indubbiamente rappresentato alla grande l’Italia in termini sportivi, non può certo vantare questa qualità a livello di rappresentanza politica.

Ex-berlusconiana sfegatata, ci ricordiamo della sua mitica (si fa per dire) scena al cospetto del Nano evasore, in cui gli si è praticamente avvinghiata addosso, con un’imbarazzante battuta: “Io da Lei, Presidente, mi farei veramente toccare”. La Vezzali avrebbe poi specificato che si trattava di un termine “schermistico”. Sì, certo. E poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata. Ma io dico, come fa una donna a ridursi ad un tale livello? Le tremava persino la voce dall’emozione.

Poi, tutto ad un tratto, la nostra si rende conto che Berlusconi ha reso l’Italia lo zimbello dell’Europa, e che al contrario, Monti aveva restituito al Paese un’autorevolezza che con il Nano non abbiamo mai avuto. Beh, certo con Monti abbiamo smesso di farci riconoscere solo per escort e utilizzatori finali (leggere troie e puttanieri), ma di qui a dire che Monti ha risolto una virgola dei problemi del Paese, beh ce ne vuole davvero tanta di faccia tosta. Il professorone Monti. Il massone Monti.

E insomma, la nostra ex-berlusconiana adesso con gli occhi aperti e la mente sgombra, si presenta alle scorse elezioni proprio nella lista del Senatore a vita Mario Monti, Scelta Civica. Scelta Civica che poi, a pensarci bene, rappresenta una forza che di concreto non ha niente, una forza che dopo aver svenato gli italiani si presenta alle elezioni sottraendo di fatto voti a movimenti politici preesistenti in nome di non si sa quale cambiamento. Ma evitiamo di discutere dell’utilità politica di Mario Monti, dato che non ha senso discutere sul nulla.

Adesso, la Vezzali si trova in Parlamento, più precisamente alla camera dei deputati, ed ha un imbarazzante record: la parlamentare più assenteista di tutta la camera dei deputati. Su 1043 appuntamenti di lavoro, sapete la Vezzali quante volte si è presentata? 2. Solo due presenze in aula. Direte voi, vabbè, è stata incinta fino a Maggio. E con ciò? Se preferiva fare la mamma a tempo pieno, poteva semplicemente non candidarsi. Mica l'hanno obbligata fare il parlamentare. Il fatto è che essere chiamati a rappresentare il proprio elettorato ed il proprio paese deve essere visto come un impegno. Se si pensa di essere in grado di mantenerlo, bene. Sennò fai semplicemente un altro lavoro. Non ti obbliga nessuno a fare il deputato.

Ma facciamo un attimo due conti in tasca alla Vezzali: in sei mesi di lavoro, senza contare gli ultimi giorni di febbraio 2013 e senza contare eventuali maggiorazioni sullo stipendio visto il suo stato, si parla di circa 72.000 euro guadagnati finora, a fronte di soli due giorni di lavoro. 1041 assenze pagate con i nostri soldi. Ha senso pagare un parlamentare per fare questo tipo di lavoro? Sta veramente lavorando per noi? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano gli elettori di Scelta Civica. Se proprio la vogliono tenere in Parlamento, perché non se la pagano loro? Direi che di sprechi come questi se ne può fare tranquillamente a meno. E intanto, mentre noi lo prendiamo in quel posto, l’affare lo ha sicuramente fatto la Vezzali.

Perché non istituire un numero minimo di presenze per fare il parlamentare? Se la presenza è inferiore al 50% per più di 3 mesi durante il mandato, la carica elettiva cade, senza possibilità da parte della forza politica di rimpiazzarla. Vuoi vedere che le cose cambiano?
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