sabato 7 settembre 2013

Una Presidente senza vergogna


C'è da rimanere allibiti alle parole di Laura Boldrini, una Presidente della Camera dei Deputati che non mi rappresenta in alcun modo. Donna Prassede Boldrini afferma che la protesta di 12 parlamentari 5 Stelle, saliti sul tetto di Montecitorio per manifestare contro il tentativo di questo governo di modificare la Costituzione, è "un atto di eccezionale gravità", denunciando anche gli sprechi causati da questo gesto.

Meglio stendere un velo pietoso riguardo questi eventuali sprechi. Difendere la Costituzione giustificherebbe qualsiasi spreco, ma facciamo finta di nulla. Parliamo invece degli sprechi veri, del vero sperpero di denaro pubblico che costituisce il nostro Parlamento, la nostra macchina burocratica mangiasoldi per eccellenza. A partire dagli stipendi più alti di tutti gli altri parlamentari europei. Al mondo, peggio di noi, solo Kenya, Ghana, India e pochi altri. Siamo fanalino di coda d'Europa, strapagando centinaia di nullafacenti e assenteisti senza la minima vergogna.

Quella stessa vergogna che Madama Boldrini sembra non avere, pur presiedendo la Camera dei Deputati di un Parlamento in cui ormai i tre quarti dei parlamentari tentano di aggirare la legge per salvare la pelle ad un condannato per evasione e frode fiscale, pur essendo figura istituzionale di rilievo in un Parlamento in cui il governo si regge grazie ad un'alleanza psicotica tra il peggior centrosinistra d'Europa e l'esercito del condannato B., in cui fondamentalmente l'esistenza stessa di questo governo e di tale maggioranza è costantemente messa a rischio dalle vicende giudiziarie e penali di un solo uomo.

Una Presidente della Camera che non prova vergogna al cospetto della condanna Dell'Utri.
Una Presidente della Camera che non prova vergogna pur essendo stata eletta a tale ruolo da pochi non-eletti, e a fronte di una misera percentuale di voto alle elezioni (Sel ha preso circa il 3%).
Una Presidente della Camera che non prova vergogna del fatto che nessuno muova un dito per cambiare una legge elettorale incostituzionale, che va palesemente contro l'art. 48 della Costituzione e contro il principio stesso di democrazia.
Una Presidente della Camera che non prova vergogna di stare al cospetto di un parlamento pieno zeppo di inquisiti e condannati.
Una Presidente della Camera che non prova vergogna dinnanzi a veri fatti di eccezionale gravità, quali le mancate dimissioni di deputati condannati o inquisiti, dinnanzi ai terribili fatti di Brescia, dinnanzi all'arroganza ed al totalitarismo di questa classe dirigente.


Se non si prova vergogna per tutto ciò, non solo non si sta rappresentando al meglio il Paese nella figura istituzionale di cui è si è investiti, ma non si è nemmeno degni di essere considerati cittadini italiani. Madama Boldrini non è mia rappresentante e non è mia concittadina e connazionale, e non mi stancherò mai di ripeterlo, fino a quando non chiamerà le cose col loro nome: un tentativo di manomettere la Costituzione per futuri colpi di governo va definito come un atto di eccezionale gravità, mentre il tentativo di salvare la Costituzione più bella del mondo va definito come un atto eroico. Fino a quel momento, Laura Boldrini è semplicemente pregata di vergognarsi, se ci riesce almeno un pochino.
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