martedì 15 ottobre 2013

Amnistia e indulto: come volevasi dimostrare


Il Ministro della Giustizia Anna Cancellieri qualche giorno fa rassicurò stampa e opposizione: “Penso proprio di no. Indulto e amnistia riguarderanno 20.000 carcerati ma non Berlusconi. Il presidente della Repubblica ha fatto benissimo a reagire agli attacchi del Movimento 5 Stelle perché è stata una cosa squallida e assolutamente gratuita.” Direi che la ministra ha le idee chiare, talmente chiare da sferrare un attacco (un altro) all’unica forza di opposizione in Parlamento. Convintissima anche Donatella Ferranti (Pd): “Le parole del Guardasigilli sgombrano definitivamente il campo da ogni lettura maliziosa e strumentale del messaggio del capo dello Stato. In gioco c’è la civiltà di un paese. Berlusconi con il dramma del sovraffollamento carcerario c'entra ben poco.” Il segretario del Pd Epifani consiglia cautela, ma “non c'entrano le vicende giudiziarie di Berlusconi”.

Insomma, tutta la cosiddetta sinistra è d’accordo su un punto: l’indulto e l’amnistia non hanno niente a che fare con B. E, puntualmente, come al solito, si sbagliano di grosso.

Ci pensa Quagliariello, Ministro delle Riforme Costituzionali nonché “ex-saggio” di Napolitano, a sgombrare ogni dubbio, con un semplice ragionamento logico: “Penso che nessuno possa ritenere che una legge possa non essere applicata soltanto a un cittadino. Se le forze politiche e il Parlamento decidono un provvedimento di amnistia, come richiesto dall'Europa, è evidente che esso deve valere per tutti.Anche per Berlusconi: come volevasi dimostrare.


Trovo oggettivamente impossibile dare torto a Grillo, quando diceQuagliariello ha detto la verità: l'indulto e l'amnistia saranno applicate anche a Berlusconi. Napolitano vada in televisione a raccontarlo agli italiani.Chi è che “se ne frega del Paese”, Re Giorgio? Chi cerca di fare il necessario per l’Italia o chi si preoccupa delle sorti del più famoso pregiudicato d’Europa, causando il collasso della credibilità del sistema giudiziario?

La realtà è che tra le varie forze politiche l’ipocrisia regna sovrana: il Pdl promuove indulto e amnistia con la speranza di salvare il proprio capo, altro che “risolvere il dramma delle carceri”; il Pd rassicura i propri elettori (“tranquilli, non c’entra nulla B.”) mentre le alte cariche della dirigenza di partito tentano di screditare Renzi e bloccarne l’ascesa (“Renzi fa propaganda, come Grillohanno detto), senza smentire la propria ipocrisia di Partito (auto)Distruttivo; Scelta Civica, con le parole della ministra Cancellieri, dimostra di non capirci una mazza e conferma la propria inconsistenza politica; Sel continua a fare la sua finta opposizione “de sinistra”; la Lega... beh, più che fare opposizione dà spettacolo, come al solito.

Il MoVimento 5 Stelle è l’unica forza politica che dall’inizio della vicenda non ha mai cambiato faccia, restando fedele ad una linea ferma: non si discute di amnistia e indulto, quando abbiamo carceri mai aperte e inutilizzate e quando la si vuol fare unicamente per salvare uno o più condannati eccellenti. Dice la ministra Cancellieri: “Assassini, stupratori e ladri non usciranno mai”. E ci credo, il problema è che dalle carceri non uscirà quasi nessuno, ci si limiterà come al solito ad amnistiare i reati commessi da chi in galera non ci va mai: banchieri, politici, dirigenti, finanzieri, corruttori, eccetera eccetera eccetera.


E ora? Adesso non rimane che concentrarsi, nella speranza che l’amnistia e l’indulto prospettati da Napolitano non vedano mai la luce, sul discorso della decadenza da Senatore del Delinquente. Se le pressioni di Giarrusso e del M5S avranno una qualche efficacia, si potrebbe votare in Senato con voto palese. Il voto palese rimane l’unica arma contro i franchi tiratori. Se il voto rimane segreto, Berlusconi non decadrà: nessuno nel Pd lo vuole fuori dal Parlamento, o quasi. Col voto segreto, mascherandosi e coprendosi come con una foglia di fico, lasceranno che il Delinquente possa continuare a manovrare le sorti del Paese. Se invece il voto sarà palese, chi vorrà salvare B. dovrà metterci la faccia e dunque non lo salverà.


Sarà battaglia, questo è certo: con attività dilatorie, illazioni giuridiche e lotta tra voto segreto e voto palese. Vedremo chi la spunta
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