martedì 29 ottobre 2013

Cambio di marcia?


Beppe Grillo ieri si è presentato “a sorpresa” al Senato. Oggi la stessa cosa succede alla Camera dei Deputati. Parla, anche con i giornalisti. Anche con le odiate televisioni. Cerca (inutilmente) di contenersi e rispondere in modo pertinente alle domande, cosa che ha più volte ammesso di non saper fare: difficile incanalare un fiume in piena. Si sa, Beppe Grillo è nato per i monologhi, per tenere in pugno le redini del discorso, ma ho l’impressione che stia cercando di farsi vedere in modo più “consono” davanti alle telecamere. Certo, stamani i giornali hanno stampato titoli come “Grillo attacca Napolitano”, lo stesso titolo che avrebbero mandato in stampa se Grillo avesse messo una bomba sotto il culo del Presidente, su questo non ci piove. Ma intanto Beppe ci prova: si apre, parla, ascolta, risponde, non alza la voce. Il tutto, e questa è la vera novità, a Roma assieme ai cittadini eletti in Parlamento.

Ora, non voglio dire che la strategia comunicativa di Beppe Grillo sia stata fallimentare dallo tsunami tour a oggi, perché non è vero: qualsiasi parola che poteva essere male interpretata gli è stata rivolta contro da una classe mediatica completamente schierata e di parte, senza nessuna eccezione. Qualsiasi motivo era buono per diffamare pubblicamente Grillo. Storpiandone le frasi, tagliandone le interviste, esagerando i toni (già forti) del suo blog, dipingendo Casaleggio come il Padrino che, col gatto sulle ginocchia, manovrava tutto il MoVimento. Ma pare evidente che qualcosa non ha funzionato nella comunicazione di Grillo verso i media. Sarà questo un cambio di marcia?

Potrebbe essere un cambio di marcia in più direzioni: prima di tutto, si tratterebbe di una svolta a livello mediatico. Quello che è successo è stato analizzato splendidamente da Andrea Scanzi, uno che del M5S ha sempre capito più di molti altri (a volte anche più di Grillo stesso): “Ogni volta che Grillo accetta (ed è il minimo) di parlare garbatamente con i giornalisti e fare le conferenze stampa, fuga molti dubbi (in parte da lui stesso generati) e aiuta dei parlamentari (fallibili, ma onesti) che hanno tutti contro o giù di lì. L'ho sempre pensato: dovrebbe farlo di più. E forse stavolta lo ha capito.” Se così fosse, le due giornate di incontro con i parlamentari potrebbero essere un’inizio di una collaborazione che, più che necessaria, sarebbe dovuta.

Un altro cambio di direzione potrebbe essere rappresentato dalle ripercussioni nei sondaggi elettorali (esclusi quelli di Ballarò, si capisce): è chiaro, la stampa e le Tv continueranno sempre ad agire “in blocco” contro Grillo e il M5S, ma il fatto stesso di presentarsi in luce diversa davanti ai media, consente a Grillo di dare meno spunti all’informazione (!) per danneggiarlo pubblicamente. Di conseguenza, un eventuale cambio di direzione nella strategia comunicativa potrebbe portare il M5S a crescere sempre di più nell’opinione pubblica. Non nel modo istintivo e incazzoso delle elezioni politiche di febbraio 2013, ma in modo più convinto e ragionato. Sono convinto che molte persone, vedendo “la realtà” riportata in Tv (con Grillo che si pone in modo estremamente diverso e pubblicamente “accettabile”) in contrasto con le infinite offese e ingiurie che i media e i politici tirano continuamente addosso a Grillo (vedere le balle di Renzi al Tg 1, please), arriveranno forse a capire qual è la realtà dei fatti: i fatti sono che in Italia esistono in questo momento due grandi blocchi. Il primo è costituito da una classe dirigente che tira a campare da molto, troppo tempo grazie ad uno status quo favorevole che essa stessa ha creato sulle spalle dei cittadini. Si tratta di un blocco che ha contribuito alla rovina di questo paese, in cui stanno dentro indistintamente tutti i partiti (tutti) in quanto correi e corresponsabili dello sfacelo nazionale. Il secondo blocco è costituito da tutti gli altri. Potrà sembrare esagerato e qualunquista, ma le cose stanno così: solo quando il primo blocco verrà completamente annientato e finalmente la classe dirigente conoscerà un ricambio di cui ha un disperato bisogno, allora potremo ricominciare a parlare di tutto il resto. Fino ad allora, siamo in guerra: è o noi, o loro.

Se le elezioni avranno luogo quando questa nuova strategia di comunicazione di Beppe Grillo avrà consolidato le proprie basi, credo ci siano poche possibilità per i partiti tradizionali di andare a governare. Il M5S è dato già ora al 24-25%. Aggiungiamo quegli 8/10 punti che i sondaggi non mostrano. Avremo un governo a 5 Stelle?

A confermare tutto questo cambio di marcia, è arrivato un elemento nuovo, che secondo me toglie ogni dubbio della consapevolezza di Grillo della necessità di una strategia diversa: la piattaforma di discussione delle leggi.


Il Sistema Operativo del MoVimento 5 Stelle è finalmente online. Le proposte di legge vengono pubblicate in anticipo, dando la possibilità agli iscritti di commentare, valutare o presentare emendamenti. Certo, il sistema è goffo, ha bisogno di qualche miglioramento, ma in fondo è per questo che è ancora in versione beta. Ma ciò che conta è che la strada è segnata: per la prima volta abbiamo uno strumento (vero) di democrazia diretta. Luigi Di Maio, Presidente della Camera del M5S ha commentato: “Benvenuti nel futuro”. Come dargli torto?
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