lunedì 28 ottobre 2013

Gli Utili Pdioti


Prima di cominciare questo post, vorrei subito mettere le mani avanti: questa non vuole essere un'offensiva invettiva sparata contro gli elettori del Pd. Credo che tanta gente che (magari turandosi il naso) vota ancora Pd lo fa Per Disperazione (PD, appunto) e perché è talmente disillusa e priva di alternative da buttare via il proprio voto, regalandolo a una manica di disonestipseudocomunisti raccattati e democristiani mancati. Questo post non descrive queste persone: con loro si può (quasi sempre) parlare, si può discutere con argomenti seri. Con questo post voglio descrivere altre persone, quelle che "crollasse il mondo" voterebbero ancora Pd. Quelli che lo fanno come se fosse una religione. Per loro non c'è argomento che tenga, ma solo una grassa e amara risata. Quella che spero di tirarvi fuori con questo post. Buona lettura.

Il piddino medio è in genere una persona che risponde a tre caratteristiche generiche: disinformato, tifoso, falso. Possono esistere chiaramente le eccezioni, ma rimangono pur sempre eccezioni, e non la regola. Il piddino, paradossalmente, è ancora più conformista e ottuso di quella mandria di berlusconiani coi paraocchi che quando gli rammenti le malefatte del Nano ti chiedono “Ma come fai a dire che è un delinquente?” (cit.) La sua è una pseudoreligione, e non c'è nulla che gli farà cambiare idea.

Disinformato: il piddino medio è inverosimilmente disinformato. Le sue uniche fonti certe sono l’Unità, Repubblica e Ballarò. Tende a non dare peso al fatto che i sondaggi di Ballarò, spacciati per veri (!), siano realizzati interpellando poche decine di persone. Ignora che i suoi quotidiani preferiti siano in mano allo stesso partito che vota. Ignora che la Rai, da troppo tempo, è in mano ai partiti. Il fatto che tale "informazione" possa non essere così imparziale e dunque non veritiera non lo sfiora neanche lontanamente. È uno che se l'Unità scrive una cosa, quella deve essere. Qualunque altra fonte d'informazione, che sia in mano ad altri partiti o posizioni politiche avverse, che sia dipendente o libera, che sia autorevole o sfacciatamente di parte, al piddino medio non interessa. Sente solo una campana, e l'idea che i suoi quotidiani e i suoi programmi TV preferiti lo stiano clamorosamente prendendo per i fondelli è un'ipotesi che mai e poi mai potrà passargli per l'anticamera del cervello. E quando glielo fai notare, il piddino medio risponde scocciato, stizzito, indignato, cambiando discorso e attaccandoti sul livello personale. È un po' come lo struzzo che, quando vede qualcosa che lo turba e non sa come reagire, mette impietosamente la testa sottoterra, senza pensare che il semplice fatto di ignorare qualcosa non significhi assolutamente che quel qualcosa non possa continuare ad esistere anche mentre non guardi: insomma, più che un codardo, un idiota.


Tifoso: il piddino medio non conosce argomentazioni. Le posizioni del partito (e, per riflesso, le sue) non sono soggette ad autocritica alcuna. La sola reazione possibile, quando qualcuno gli fa notare che sta dicendo un mare di fesserie, è l'offesa: quando va bene, offende questo o quel partito (dipende da chi gli muove la critica); se va male, le offese vanno direttamente a colpire la persona con cui sta parlando. Le sue argomentazioni sono al pari del più sfegatato tifo da stadio. Come un tifoso allo stadio, il piddino medio non perde occasione di commentare un qualsiasi fatto con valanghe di esclamazioni ed insulti a pioggia. Da qui il pazzesco fenomeno del trollismo cybernetico piddino: se si guarda forum, blog, o siti d'informazione in generale, nei commenti saremo inondati di interventi vuoti e sparati a sproposito, tipico atteggiamento del piddino privo di argomenti. Un fenomeno davvero snervante e insopportabile, una vera piaga della razza umana.


Falso: seguendo di fatto la politica come una religione, il piddino medio è di una falsità sconvolgente. Quante volte abbiamo visto piddini spalare merda sopra qualcuno e poi, quando quel qualcuno viene "riabilitato" dalle alte cariche del partito, magicamente, sono i primi a cantarne le lodi? Vedremo molto presto (e in realtà stiamo già vedendo) questo processo applicato al caso di Matteo Mr Bean Renzi: quando il sindaco di Firenze perse alle primarie di dicembre 2012, il piddino medio schifava Renzi, cantando trionfale "Smacchiamo il giaguaro!"; tra non molto, le parole d'ordine del piddino medio saranno vuote frasi come "Rottamare!", "Adesso!" ed altre fregnacce simili. Il piddino medio è un voltagabbana di professione. E la cosa più (tragicamente) divertente è che nonostante tutto lo prende sempre nel culo: quante elezioni già vinte sono stati capaci di perdere i piddini?



Conclusione: il perfetto piddino è quello che di pelo sullo stomaco ne ha tanto, ma proprio tanto. Pensate un po’ a questa successione: il segretario di partito è Palmiro Togliatti, antifascista e membro dell’Assemblea Costituente, uno dei più grandi uomini politici dello scorso secolo; passano gli anni e ti ritrovi un altro grande uomo, Enrico Berlinguer; passano pochi anni e devi farti piacere uno come Achille Occhetto; ne passano pochi altri e dal baffetto di Occhetto ti trovi davanti il baffino di Massimo D’Alema; il giorno prima eri un “comunista” e quello dopo un “democratico di sinistra”, mentre gli accordi inciuciari con un imprenditore di Milano di nome Silvio Berlusconi sono sempre più vicini; sei partito dai tempi in cui davi ascolto a persone come Togliatti e Berlinguer, invece ora vedi sfilare dinanzi ai tuoi occhi una carrellata da tunnel dell’orrore in cui spuntano Fassino, Veltroni, Rutelli, Franceschini e Bersani con il nome orripilante di Partito Democratico. Ieri eri un “comunista”, volevi cambiare il mondo. Oggi, con un livello di sopportazione ai limiti del surreale ti fai piacere a forza il nomignolo “democratico: ogni idea di rivoluzione è morta, ogni pensiero di giustizia sociale scomparso, ogni ideologia anticapitalista distrutta. Eppure, gli utili Pdioti continuano a sostenere oggi Epifani o Renzi o Letta o, peggio ancora, D’Alema, esattamente come ieri sostenevano Berlinguer o Togliatti, che inutilmente si rivoltano nella tomba. Dove possiamo trovare la coscienza critica e politica di persone che si comportano allo stesso modo di fronte a Berlinguer e a Letta? Quale moralità potranno mai avere? Hanno forse scambiato la “fede politica” con una “fede pseudoreligiosa”? Come si può dire di aver mantenuto la stessa idea e integrità politica quando prima votavi Togliatti e poi finisci a votare Bersani? Inspiegabilmente, esistono queste persone che mai e poi mai cambieranno il proprio voto, neanche se Brunetta diventasse segretario del Pd: tutta quella schiera di elettori che hanno votato prima PCI, poi PDS, poi DS, poi Pd e che mai cambieranno.

Chi l’avrebbe detto: per la famosa legge del contrappasso, quelli che nel Sessantotto definivano i piccoli borghesi “sciocchi servi del capitalismo”, si sono oggi trasformati a loro volta in quelle stesse persone contro cui combattevano. Per questo, oggi, li definisco con convinzione “Utili Pdioti”.
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