venerdì 11 ottobre 2013

Impeach Napolitano!


Impeachment è una parola inglese che si traduce correttamente con “l’atto di mettere sotto accusa” qualcuno. Si tratta di un istituto giuridico che prevede appunto il rinvio a giudizio di alte cariche istituzionali, qualora sussistano gravi motivazioni. Esistono due macro-tipologie di impeachment: quella che viene inquadrata in atti che costituiscono illeciti e quella in cui le azioni sotto accusa non costituiscono reato, ma comunque una manifesta incapacità o un evidente abuso dei propri poteri.


In un paese civile, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarebbe stato messo sotto impeachment già da un pezzo. Ma le ultimissime vicende che lo hanno coinvolto, assieme alle infelici uscite in cui attacca frontalmente uno dei maggiori movimenti politici italiani, sgombrano il campo da ogni dubbio: occorre mettere sotto accusa il Presidente della Repubblica.

I motivi per cui il Presidente Napolitano, in arte Re Giorgio, dovrebbe essere “impeached” immediatamente, sono numerosi:
  1. La firma del legittimo impedimento, nel marzo 2010: il legittimo impedimento è in realtà ben contemplato già dal codice di procedura penale (artt. 599 e 420-ter); il legittimo impedimento firmato da Re Giorgio (allora al suo primo mandato) agiva unicamente sul Presidente del Consiglio (al tempo Berlusconi) e sui ministri del governo. La legge, firmata senza battere ciglio dal “garante” della Costituzione, è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale. Come garante della Costituzione, Napolitano dimostra di non essere all’altezza.
  2. L’indulto del maggio 2006: firmato anche questo senza battere ciglio (una delle prime vergogne del suo primo mandato). Accordare un indulto per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri in un paese in cui esistono centinaia di carceri costruite e non utilizzate? Mi pare geniale.
  3. Il decreto Mastella sulle intercettazioni: un decreto-bavaglio che impedisce ai giornalisti di pubblicare intercettazioni prima della conclusione del processo. Attenzione: le intercettazioni non sono segrete, sono atti pubblici! Anche prima della fine del processo. Napolitano firma un decreto in cui si prevedono pene severissime per i giornalisti che, pubblicando un atto pubblico e accessibile, fanno solo il proprio lavoro.
  4. Il Lodo Alfano: nel 2008, Napolitano firma a cuor leggero una legge che prevede che quattro cittadini italiani siano più uguali degli altri. Le quattro alte cariche dello Stato (un gruppo di figure istituzionali peraltro non esistente a livello giuridico) seguirebbero la legge (art. 90 della Costituzione) per quanto riguarda i reati commessi durante il proprio esercizio, mentre se uno di loro diventa pazzo e uccide la moglie, non può essere processato fino alla fine del mandato. Ma siamo alla follia pura!!! Ma Napolitano, silente, firma tutto.
  5. I Pacchetti Sicurezza di Maroni: pacchetti sicurezza contenenti qualsiasi forma di discriminazione razziale e xenofoba. Dalla durata della “detenzione” dei clandestini, al trattamento al pari di “truffatori” di persone che richiedono asilo, alla limitazione ai matrimoni “misti”, a numerose altre disposizioni “su misura” contro gli immigrati. Un calderone di razzismo e cultura dell’odio che Re Giorgio non esita a firmare.
  6. Lo scudo fiscale di Tremonti: una sorta di indulto a casi di irregolarità penale tributaria. Anziché strigliare il parlamento a instaurare una vera lotta all’evasione fiscale, Napolitano firma lo scudo fiscale. Complimenti Presidente!
  7. La rielezione: è stato il primo e unico Presidente della Repubblica ad essere rieletto. Il doppio mandato, 14 anni, costituisce un periodo molto lungo per un soggetto che non dovrebbe avere influenza politica. La rielezione stessa di Napolitano ha significato una svolta decisa verso un “governo del Presidente” ed è ai limiti dell’incostituzionalità. Basti ricordare infatti che la norma sulla “non rieleggibilità” del Capo dello Stato fu discussa daTerracini durante l’Assemblea Costituente, seppure non venne approvata definitivamente: questo tanto per rendersi conto di quanto, pure all’interno della Costituente, ci fossero pareri discordanti su questo fatto. Ergo, Napolitano non è incostituzionale, ma la sua rielezione, data la conseguente svolta presidenzialista, desta molti dubbi al riguardo.
  8. La presa di posizione netta contro un movimento politico nazionale: dopo le elezioni regionali in Sicilia, e dunque in occasione del Boom del MoVimento 5 Stelle, Napolitano si disse “seriamente preoccupato” dell’andamento delle elezioni. Ho sentito bene? Un Presidente super-partes che giudica in questo modo l’avanzamento di un (qualsiasi) movimento politico? Come si permette di prendere una tale posizione?
  9. La creazione pressoché a tavolino del governo Letta-Alfano: non si è mai visto un Presidente della Repubblica formare un governo, non rientra nelle proprie funzioni! Per di più dopo aver nominato dieci “saggi” (come Quagliariello) per decidere le sorti di un paese intero. Ma Napolitano ha una lunga esperienza: basti pensare al governo Monti, nominato da Re Giorgio invece di mandare il paese a nuove elezioni.
  10. L’ultima, la più recente chicca di Re Giorgio: gettata la maschera, se la prende direttamente e nominalmente con il MoVimento 5 Stelle in un attacco frontale senza precedenti nella storia della Repubblica. A chi, giustamente, gli fa notare che un indulto sarebbe solo un modo di salvare Berlusconi e i soliti amichetti, il Presidente rispondeQuesti se ne fregano del paese!” compiendo un atto che va ben oltre le sue mansioni e le sue responsabilità. È incredibile, non ha mai promulgato un messaggio alle camere per l’abolizione di quella schifezza che è il Porcellum, e lo fa per salvare un condannato per evasione fiscale? Che vergogna. Ed è ancora più vergognoso che un Presidente della Repubblica attacchi così direttamente un movimento politico nazionale. Scandaloso e inaudito.

Per questi motivi (e per molti altri che non sto ad elencare per ragioni di tempo) credo che su Napolitano debba essere avviata una procedura di impeachment dal Parlamento italiano, come è previsto dall’art. 90 della Costituzione, in quanto si è macchiato di una colpa ignobile e gravissima: attentare alla Costituzione abusando in modo palese dei propri poteri e tradire così il proprio mandato. Per questo, deve essere messo sotto accusa e giudicato. Impeach Napolitano!
UA-57431578-1