giovedì 10 ottobre 2013

Le due facce del post


Il post pubblicato da Beppe GrilloReato di clandestinità” è un post a due facce. Un intervento in cui è possibile decifrare quasi “due anime” all’interno dello stesso articolo.

Grillo e Casaleggio scrivono: “Ieri è passato l'emendamento di due portavoce senatori del MoVimento 5 Stelle sull'abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S, non faceva parte del Programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all'interno.” Fin qui, tutto verissimo: si è trattato di una presentazione di un emendamento alla Bossi-Fini di cui nessun iscritto al portale del M5S ha sentito parlare prima. E il programma, come dichiarato a Firenze nel 2009, prevede che qualsiasi legge di iniziativa da parte degli eletti deve essere presentata con 3 mesi di anticipo a tutti coloro avessero desiderato discuterla prima in Rete. Stiamo parlando di democrazia diretta: due senatori che prendono e agiscono “a coppiette” come cani sciolti sembra non abbiano capito bene lo spirito del MoVimento.

Continuano Grillo e Casaleggio sul blog: “Un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno.Anche questo è verissimo: ci proponiamo una democrazia partecipata, che è quello in cui crediamo. Un tema del genere, l'immigrazione, non si affronta da un giorno all’altro, senza interpellare la cittadinanza, non è quello per cui questi senatori sono stati votati. Grillo e Casaleggio affermano che il reato di clandestinità è “presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti”: vero. Però, caro Beppe, è vero anche che la gestione degli sbarchi e dei soccorsi, delle “detenzioni” e delle espulsioni così come era previsto dalla Bossi-Fini erano una merda. Qualcosa andava fatto. Tanto è che sullo stesso blog di Beppe Grillo troviamo il comunicato del gruppo Senato M5S: “Con questo emendamento le espulsioni dei cittadini irregolari potranno procedere per via civile, senza inghippi, senza inutili spese burocratiche (che gravano sulle tasche dei cittadini italiani), chi troverà persone in mezzo al mare potrà salvarle senza incorrere in nessun tipo di reato.Musica per le mie orecchie: è esattamente ciò su cui occorreva intervenire e non è possibile criticare “nel merito” questo emendamento.

Ha ragione però Beppe Grillo nel dire che questo emendamento arriva in un momento particolare, in cui dall’estero sembrerà arrivare un messaggio di “via libera, venite tutti qua in Italia, la clandestinità non è più reato”. E come potremo permettercelo?Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?Parole sante, queste di Beppe Grillo. Avrebbe solo dovuto aggiungere un altro particolare: il problema non è inviare un messaggio di “via libera” in sé; il problema è, secondo me, nel farlo senza un’azione coordinata insieme all’Unione Europea. Gli sbarchi in Italia esisteranno sempre, perché l’Italia è il punto di passaggio obbligato di molti flussi migratori verso il resto d’Europa. E l’Europa non può lasciarci soli a gestire la situazione. Qualsiasi azione sul tema dell'immigrazione non può essere presa senza interpellare i cittadini da una parte, l'Europa dall'altra.

Facciamo il punto della situazione: il post di Grillo e Casaleggio è lontano dalla perfezione. Non si striglia il tuo gruppo parlamentare per aver preso una decisione secondo buonsenso. Offre unicamente alla stampa un’altra occasione di dipingerti come il Duce di turno, cosa che più lontana dalla realtà non potrebbe essere. Tanto è che perfino sul “piano carceri” non c’è stato nessun riferimento dal programma o dai cittadini iscritti al MoVimento, ma non mi sembra aver sentito “tuonare” nessun post contro di quello: come mai? Per evitare di servire simili assist alla stampa di regime, basterebbe forse essere più presente con i parlamentari a Roma. Certo, il “reminder” sul metodo del M5S che Beppe ha pubblicato poche ore dopo il suo post sul reato di clandestinità mette molti puntini sulle “i”, esprimendo di fatto una posizione che non fa una piega: attuare il programma, aprire la partecipazione dei cittadini per l’aggiunta di punti non presenti nel programma. Però Grillo deve capire anche che siamo in una situazione particolare: si tenta di introdurre meccanismi di democrazia diretta, partecipativa, in un regime di democrazia (!) rappresentativa. Non è possibile arrivarci dall’oggi al domani, e questo Beppe dovrebbe ricordarselo.


Detto questo, però, vorrei sottolineare che tutti i lagnoni del ritornello “Dov’è il portale di democrazia diretta?” dovrebbero ricordarsi anche loro qualcosa: i mezzi di partecipazione ci sono già e funzionano esattamente come Beppe Grillo li ha descritti nel suo post “Qualche precisazione sul metodo M5S”. Senza contare che la partecipazione è aperta a chiunque voglia entrarvi: basta cercare il meetup locale del M5S e cominciare, dal basso, a darsi da fare. In quattro anni, con questo metodo, il MoVimento 5 Stelle ha prodotto un programma elettorale che, seppure incompleto, è una goduria in confronto al programma elettorale di un qualsiasi altro partito italiano: la strada è quella, basterebbe seguirla, senza giocare a muoversi in autonomia a coppiette.
UA-57431578-1