sabato 26 ottobre 2013

Le mille balle blu


Sono rimasto molto colpito dall’intervista a Matteo Renzi che il TG1 (oh, servizio pubblico) ha mandato in onda il 22 ottobre 2013. Non tanto per le gratuite (e false) sparate contro un avversario politico (M5S) senza alcun diritto di replica, ma proprio per quello che il gggiovane sindaco ha detto. In una sola intervista, durata meno di 4 minuti, possiamo riconoscere distintamente la bellezza di 13 balle spudorate.

Balla numero 1: “Anche Grillo, che doveva essere la grande novità…” Perché? Grillo forse non è stato una novità? Anche i detrattori del M5S non possono fare a meno di notare la grande novità espressa dal movimento di Grillo, nato dalla rete come un fenomeno inspiegabile e anomalo nella stagnante scena politica italiana. Per la prima volta, un gruppo di cittadini che mai avrebbero trovato spazio nei partiti tradizionali (per pure logiche di lobby e di conoscenze) è entrato in Parlamento. Il gruppo parlamentare è completamente incensurato (prima novità) e molto istruito, l’88% è laureato (seconda novità). Perché Renzi non motiva la sua affermazione? Perché sa, già in partenza, che è falsa. Non avendo davanti un giornalista che glielo faccia notare, ma un servo del potere, il gggiovane Renzie la spara senza porsi problemi.

Balla numero 2/3: “Invece che stare sul tetto, devono andare al piano di sotto a far le cose concrete.” In una sola frase, due balle. Stando a quello che dice Renzi, pare che sia un atto spregiudicato e buffone quello di salire sul tetto per manifestare per qualcosa di giusto. Peccato che anche il suo Pd salì sui tetti un tempo per esprimere solidarietà alle manifestazioni studentesche. Pure l’ex-candidato Presidente del Consiglio Bersani lo fece. Ma in quel caso non era un problema, vero? Seconda balla: chi è che non fa cose concrete? Forse il Mr Bean di Rignano sull’Arno farebbe bene a rileggersi le iniziative parlamentari del M5S. Cosa può vantare il suo partito, a parte tirare a campare con un governo in combutta con un pregiudicato? L’aumento dell’IVA? La mancata abolizione del Porcellum? O forse il voto contrario al reddito di cittadinanza?

Balla numero 4: “Sono 3 milioni di euro al mese che gli italiani pagano perché questi stiano in Parlamento.Calma: 3 milioni diviso 150 parlamentari fa 20.000 euro al mese. Dove le prende queste cifre Renzi? Se le inventa? Lo stipendio medio di un parlamentare è di 11-13 mila euro al mese. Tutte le “eccedenze” che il M5S restituisce ammontano a una media di 5 mila euro al mese. Più il TFR, ma questo per ora non ci interessa. Insomma, la cifra è quasi 4 volte meno di quella spacciata dal gggiovane sindaco di Firenze. Senza contare che stiamo facendo le pulci sugli stipendi all’unico movimento politico che restituisce soldi allo Stato (il Pd li restituisce al partito, ndr). Ipocrisia totale, per usare un eufemismo.

Balla numero 5: “Fanno qualcosa, invece di fare discorsi?” Rieccoci: vedi sopra, balla numero 2/3. Rileggiti le iniziative parlamentari del MoVimento. Ma poi, deve dare queste lezioni uno dei sindaci più assenteisti d’Italia che ha letteralmente abbandonato la sua città per dedicarsi ad una campagna politica nazionale a tempo pieno?

Balla numero 6: “Facciamo la legge elettorale e restituiamo ai cittadini il diritto di scegliere.” Già. Peccato che il gggiovane Renzie non abbia in mente una legge elettorale proprio “democratica” e “costituzionale”: la Costituzione recita “Il voto è eguale, libero e segreto” (Art. 48). Ma il sistema maggioritario che ha in mente Renzi non rende il voto tanto “eguale”. Se il mio voto vale 1 e il tuo vale 2, a causa di un qualche spericolato premio di maggioranza, il voto non è “eguale”. Ma poi, si fa presto a dire “restituiamo il diritto di preferenza”: il Pd propone una legge elettorale con un 20% di candidati bloccati, nominati dal partito. Perché? Che la possibilità di scegliere sia totale, altrimenti è un mini-porcellum.

Balla numero 7/8: “Io credo che per tagliare i costi della politica, Beppe Grillo dovrebbe smettere di fare le sue grandi manifestazioni e iniziare a far lavorare i suoi parlamentari che al momento dicono no a tutto.” La settima balla di Renzie è incomprensibile: che cosa hanno a che vedere le manifestazioni con i costi della politica? Questa sa tanto di grossa frase a effetto sparata per accaparrarsi simpatie. Le manifestazioni vengono forse finanziate da denaro pubblico? Demagogia allo stato puro. Ma poi, proprio Renzi deve dare lezioni? Gli eletti nel M5S, dai comuni al Parlamento, si sono ridotti tutti lo stipendio e hanno rinunciato ai rimborsi elettorali. Renzi e il Pd che hanno fatto per ridurre i costi della politica? La Balla numero 8: “Dicono no a tutto”. La mozione Giachetti (Pd), che prevedeva l’abolizione del Porcellum, è stata votata da tutti i parlamentari 5 Stelle. Hanno detto “” ad una proposta giusta e sensata. Il Pd ha detto no, nonostante la mozione fosse stata presentata e firmata da numerosi esponenti piddini. Ma quante balle dice il Renzino?!?

Balla numero 9: “Il lavoro che non c’è per i cinquantenni, prima c’era un problema solo sui giovani”. In quale paese ha vissuto il Mr Bean toscano negli ultimi 10-15 anni? La disoccupazione è sempre stata un problema, anche per i cinquantenni, non solo per i giovani. Anzi, se ora esiste una differenza, è proprio sui giovani: abbiamo toccato e (purtroppo) superato il 40% di disoccupazione giovanile. E questo intervento del gggiovane-tutt’altro-che-disoccupato Renzi è uno schiaffo alla vera piaga del nostro paese: i giovani non sono tutelati, non sono agevolati, non sono incentivati allo studio e non sono facilitati nel trovare lavoro. Nel paese del “Cerchiamo giovane apprendista con esperienza”, i problemi di Renzi sono i quasi-pensionati che perdono il lavoro.

Balla numero 10: “Io credo che questa discussione sul doppio incarico sia abbastanza strana.” Renzi, sindaco di una delle città più importanti d’Europa, non reputa disdicevole il fatto di correre per la carica di segretario e aspirante Presidente del Consiglio mentre ricopre il ruolo di primo cittadino. Cosa c’è di diverso tra Renzi e un Vincenzo De Luca qualsiasi? Sempre di doppio incarico stiamo parlando. E Renzi smentisce se stesso quando afferma idiozie simili. Vi ricordate quando si diceva contrario ai doppi incarichi? Da buon democristiano qual è, cambia spesso la propria posizione con fini puramente opportunistici.

Balla numero 11: “A me non interessa fare il segretario di partito.” No, certo che no, Matteino. E poi c’era la marmotta che confezionava la cioccolata. Come no.

Balla numero 12: “A me interessa che il Partito Democratico sia fatto da persone normali, che tutti i giorni vanno a lavorare.” Anche questa è una balla colossale. Tanto è che in un poco famoso fuori onda, Renzi disse: “Guardate che anche se perdo le primarie io in Parlamento ci mando i miei uomini”. Gli “uomini” di Renzi sono normali lavoratori o classici uomini di partito, appartenenti alla classe dirigente piddina? Ma d’altra parte, Renzie è questo: una battutina lì per prendere qualche voto da destra, una battutina là per prendere qualche voto dai 5 Stelle.

Balla numero 13: “Il problema non è cosa farò io da grande.” Ma chi vuoi prendere per il culo, Fonzie? Il tuo unico problema, il più incessantemente ossessivo, è sempre stato arrivare alla guida nazionale del Partito Democratico. La riuscita di una scalata che (ahimè) arriverà presto al suo apice. Purtroppo la scena è stata già vista molto spesso in passato, in questo paese: io mi butto, entro in politica, per il bene dei cittadini. E poi quello che ci ritroviamo è un uomo solo al comando. Un cane sciolto che parla di maggioritario, di articolo 18, di alleanze che puzzano e che come parla, detta legge.

Per concludere, vorrei invitare semplicemente ad una riflessione. Anzi, un indovinello.

C’è un personaggio che appare continuamente in televisione. Si dice che si sia “fatto da solo” e che sia arrivato dove è arrivato solo grazie alle sue capacità, senza spinte dai partiti. La sua parlantina tanto svelta e pronta quanto vuota e insulsa fa breccia nei cuori (ma soprattutto nelle pance) degli italiani. Il suo programma politico non esiste, ma grazie ad un’attenta propaganda e un’intelligente pubblicazione di slogan orecchiabili, ottiene sempre più consenso. Quando parla cerca di accaparrarsi voti e simpatie a destra e manca. Fornisce slogan e frasi ad effetto ad ogni giornalista che incontra, cercando di risultare simpatico. Riesce nell’abile tentativo di mentire fornendo numeri. Quando parla riempie i suoi discorsi di balle spaziali per screditare i suoi avversari politici.

Non vi ricorda qualcuno?


UA-57431578-1