mercoledì 9 ottobre 2013

Non si è mai visto un Presidente così


Chi ha mai visto un Presidente della Repubblica come Giorgio Napolitano? Io, onestamente, no.

Dopo 8 anni di “silenzio” (si fa per dire) Re Giorgio ha deciso di mandare il primo messaggio alle camere. Dopo 8 anni, questo è il primo. Il problema qual è? Il sovraffollamento delle carceri. Certo, come no! Siamo stati multati per l’ennesima volta dall’Unione Europea per questo motivo “appena10 mesi fa, a gennaio 2013. E il buon Re Giorgio se ne accorge ora? Questo è il primo di tanti appunti che potremmo fare al nostro (!) Presidente della Repubblica.

Ma pare evidente, anche ai più sciocchi, che il motivo per cui questa presa di posizione, così netta e invadente nel mondo della politica, sia dettata da ben altri interessi. Come al solito, arriva qualcuno a salvare Berlusconi (e non solo lui): questa volta, tocca a Napolitano.

Con un'azione che sarebbe stata "urgente" 10 mesi fa, Napolitano si sveglia per puro caso proprio quando lo zio Silvio necessita del suo aiuto - l'amnistia - nel momento in cui ogni altra strada sembrava perduta. Il Cavaliere, votato alla decadenza, non poteva essere salvato dai partiti: per paura di perdere definitivamente la faccia davanti al proprio elettorato, primo di tutti il Pd, e di regalare dunque una baracca di voti al MoVimento 5 Stelle, i partiti non hanno potuto salvare stavolta il condannato B. Non poteva essere salvato da una grazia del Presidente Napolitano: basti pensare al casino mediatico che Beppe Grillo, il Fatto Quotidiano e pochi altri elementi che fanno veramente informazione e non propaganda di regime hanno fatto scoppiare quando Re Giorgio promulgò quella "famosa" nota in cui dava istruzioni, step by step, al Nano Evasore per come richiedere quella clemenza che Napolitano avrebbe volentieri concesso. Ovviamente, se non ci fosse stato Grillo, assieme ad una grossa formazione parlamentare fuori dai meccanismi di ricattabilità della politica dentro al Parlamento: il primo (e al momento unico) elemento di disturbo dopo anni di malapolitica e di partito unico.


Cosa rimane dunque a Re Giorgio II per impedire che il C.C. (Cavaliere Condannato) esca dalla scena politica? Un'amnistia generalizzata, che vada ad aiutare in primo luogo proprio i cosiddetti "colletti bianchi": insomma, salvare gli amici con una futile scusa di risolvere un problema serio (il sovraffollamento delle carceri) con un'amnistia che non migliorerà di una virgola la situazione carceraria italiana. Non dimentichiamoci che l'Unione Europea ha scritto che il problema italiano è un problema strutturale, non giudiziario: tradotto, servono carceri più adeguate, non che i delinquenti la facciano franca.

In un paese in cui la certezza della pena diventa sempre più una questione di punti di vista, sferrare un simile colpo alla giustizia è un atto di straordinaria irresponsabilità da parte di qualsiasi istituzione, figuriamoci dal Capo dello Stato! Eppure, la posta in gioco è altissima, oltre ogni immaginazione.

La posta in gioco è l'equilibrio ed il mantenimento dello Status Quo favorevole ad una ristretta cricca che è la classe politica del paese. Berlusconi ha garantito, da sempre, la resistenza di un blocco di ceto politico che è rimasto pressoché immutato per 20 anni. Da una parte, i berlusconiani: gente coi paraocchi che dopo che gli elenchi tutte le malefatte del Nano, ti dicono "Ma come fai a dire che è un delinquente?!?" (cit.). Dall'altra parte, il centrosinistra, con un programma pressoché inesistente e non molto diverso da quello del centrodestra: il centrosinistra, che ha avuto molti nomi (DS, la Margherita, l'Ulivo, l'Unione, il Pd) ma sempre le stesse facce, si è assicurato sempre un cospicuo elettorato grazie allo spauracchio "Se non votate noi vince Berlusconi".


Questo è l'equilibrio politico che vuole mantenere Re Giorgio, la sua rielezione stessa è stata dettata da questa esigenza inestinguibile. Le tenteranno tutte, ed in primo luogo il Presidente della Repubblica, per salvare B. e garantirsi lunga vita. Ma il loro tempo sta per finire. Sempre più persone si stanno rendendo conto di quanto centrodestra e centrosinistra siano un'unico partito che guarda unicamente ai propri interessi. Questa cricca deve essere mandata a casa, ma non senza prima aver pagato per quello che ci hanno lasciato. Perché questo processo possa avere inizio, Napolitano deve dimettersi, nel silenzio e nella vergogna che competono al peggior Presidente nella storia della Repubblica.
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