sabato 12 ottobre 2013

Paul McCartney e la bellezza di un tweet



Ho trovato una notizia ANSA in cui si leggeva che Paul McCartney, lo storico frontman e bassista di quella che per me è stata la più grande band di sempre, aveva inviato un tweet ai suoi fan, dicendo che poche ore dopo si sarebbe esibito per un concerto a Times Square, New York.


Prima riflessione: quanto è straordinaria New York! Ci sono stato questa estate e la porto ancora nel cuore. Non esiste un'altra città in cui puoi organizzare un concerto, montare un palco, richiedere i permessi e suonare live, tutto improvvisato nel giro di poche ore. In Italia, mi immaginerei la scena, giusto per farmi quattro risate (o magari per piangere): arriva McCartney armato di furgone con tutta l’attrezzatura per il palco, si presenta dal Sindaco di Roma Ignazio Marino per chiedere il permesso per montare il palco in Piazza Navona. Marino si preoccupa: chiama assessori, consiglieri, esperti, carabinieri e già che ci siamo il collega Matteo Renzi per capire chi diavolo sia questo Signor McCartney. Nell’attesa, Sir Paul invia un tweet ai suoi ammiratori e fissa l’appuntamento per lo show in Piazza Navona. Intanto, l’ufficio del Sindaco si popola di personaggi che si affannano inutilmente per capire cosa stia succedendo. Finalmente arriva il salvatore della patria: il gggiovane Matteo Renzi arriva, in compagnia dell’amico Dario Nardella e del suo consigliere di fiducia Giorgio Gori (non si sa mai) e svela l’arcano: “Oh bischeri, ma un vu lo sapete che gl’è i' cantante dei Beatles?!?Panico in sala. Marino si sente male, un assessore sbianca, un consigliere si fa il segno della croce. Infine, dopo ore di discussione, dopo aver lasciato il Sig. McCartney ad aspettare fuori, si giunge alla conclusione: “La burocrazia non ci permette tempi così brevi, Sig. McCartney, la invitiamo a tornare il mese prossimo.Questo è quello che succederebbe nel nostro (ignorante e stupido) paese. Invece, a New York, avranno pensato “Un concerto a sorpresa di Paul McCartney? Ma certo!!!” e si è potuto dare vita ad un evento piccolo ma meraviglioso.

Seconda riflessione: questo evento è stato, appunto, piccolo ma meraviglioso.

Piccolo perché, data la fretta con cui è stato comunicato e la scarsità di tempo per molti di raggiungere il concerto, lo show si è tenuto davanti ad una folla paragonabile a quella che sta davanti ad un gruppo emergente. Chi come me ha suonato davanti ad un pubblico composto da amici e parenti e poco altro sa cosa significa. Eppure come si vede dalla foto stessa, il pubblico non avrà superato le 50-60 persone. Di fronte ad uno dei musicisti più influenti nella scena pop e rock, uno che a 71 anni riempie gli stadi.

Meraviglioso perché è un’immagine bellissima, davvero. Non so quante altre “star” vorrebbero metterci la faccia così da vicino, senza soldi, senza pubblico, regalando un’emozione impareggiabile ai pochi che ti stanno a guardare, dando comunque tutto l’impegno possibile: come diceva Piero Farullinon importa che tu stia suonando davanti a 10 persone o con uno stadio stracolmo di gente, tu devi dare veramente il 100% lo stesso, se sei un vero artista.

Sono scene che fanno bene, quelle come questa: vorrei poter dire che esistono molte altre grandi personalità della musica capaci di cose simili ma, ahimè, non posso. E come Paul McCartney, inutile dirlo, non c’è nessuno.
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