giovedì 24 ottobre 2013

Quello che Napolitano non dice


Vi ricordate “Essi Vivono”? Il geniale film di John Carpenter in cui mostruosi alieni antidemocratici e ultracapitalisti soggiogavano la Terra tramite messaggi subliminali? Mentre la gente maneggiava il denaro, aveva in realtà nelle mani bigliettoni con la scritta “This is your God”; mentre guardavi una pubblicità in realtà c’era un cartellone bianco e nero con parole come “Don’t think – Consume”; mentre ascoltavi un comizio politico, alle sue spalle c’era in realtà una grande scritta “Obey”. La fantascienza arriva in soccorso all’informazione e alla democrazia sotto forma di metafora: il messaggio del film era “Leggi cosa c’è sotto”. Mentre cittadini (consumatori) ignari vedevano pubblicità, soldi, poliziotti o uomini di potere, si celava occultamente dietro di loro un messaggio di sottomissione, di cieca obbedienza, di moderna schiavitù. Perché era brillante quel film? Perché era vero: andava a colpire in modo quasi scherzoso, fantascientifico e irreale qualcosa che in verità accade sistematicamente nel mondo odierno dei media e dei giochi di potere.


Allo stesso modo, si sente spesso parlare il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che pone se stesso sempre di più nella posizione del vero manovratore del governo, del vero “mastro burattinaio” che muove i fili della politica nazionale. Nota bene: stiamo qui a parlare di “presidenzialismo sì, presidenzialismo no” ma non prendiamoci in giro, il presidenzialismo ce l’abbiamo già.

Proprio così: il presidenzialismo già esiste in Italia, in modo chiaramente non ufficiale ma egualmente efficace, quando un Presidente della Repubblica detta passo dopo passo l’agenda politica del governo e del Paese intero. Un soggetto che non dovrebbe avere peso politico, in quanto super-partes, che si permette di uscire violentemente dai propri limiti istituzionali con discorsi come quello di ieri all’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

Leggiamo le parole di Napolitano di ieri:

“La vita pubblica e l’opinione dei cittadini sono condizionate e deviate da un’onda diffusa e continua di vociferazioni, di faziosità, di invenzioni calunniose che inquinano il dibattito politico e mirano, non solo a destabilizzare un equilibrio di governo, ma a gettare ombre in modo particolare sulle istituzioni di più alta garanzia e di imparziale e unitaria rappresentanza nazionale. É stata da più parti alimentata una rappresentazione contraffatta, grossolanamente strumentale delle mie parole alla Camera. Nel mio messaggio si indicavano dati di fatto, cifre non occultabili e scadenze non eludibili. Non cederò al clima avvelenato.”

Ma cosa dice realmente Napolitano? Cosa si cela dietro queste parole? Qual è il messaggio che arriva, a livello subliminale, al cervello di chi ascolta? Ecco quali sono le parole di Re Giorgio una volta che indossiamo gli occhialini di “Essi Vivono”, quelli che permettono di vedere quali sono i messaggi che in realtà i nostri governanti usano per controllarci. Le vere parole di Napolitano, tradotte in linguaggio corrente, sono le seguenti:

“Il controllo della vita pubblica e l’opinione dei cittadini (che devono essere manovrate dal sottoscritto) è minacciato da un’onda diffusa e continua di informazioni, di prove, di accuse che smascherano l’inciucio politico e mirano, non solo a destabilizzare uno status quo a noi favorevole, ma a gettare ombre in modo particolare sulle istituzioni che noi, in modo pseudodittatoriale, controlliamo e manipoliamo contro la popolazione. É stata alimentata, da parte del nostro unico avversario politico (il MoVimento 5 Stelle), una rappresentazione fin troppo reale delle mie parole alla Camera, cosa che non mi fa per niente comodo, nel mio tentativo di salvare Berlusconi con il sotterfugio dell’amnistia. Nel mio messaggio si indicavano dati di fatto, cifre non occultabili e scadenze non eludibili, messi lì di proposito per distogliere l’attenzione dal vero obiettivo che mi ero posto: salvare Berlusconi e la casta politica. Non cederò a queste opposizioni, perché qui comandiamo noi, e ai cittadini non è permesso mettere il naso dentro alla politica. La politica è cosa nostra, è vietata ogni ingerenza e ogni resistenza.”

Queste sono le parole che Napolitano pensa mentre parla, questo è il suo vero messaggio. Prostratevi ai nostri piedi, noi siamo qui per fare quello che è meglio per voi, non date ascolto a chi vuole riportare democrazia e trasparenza dentro la politica.

Un po’ come quando, all’alba del governo del largo inciucio, Re Giorgio disse che si aspettava “collaborazione” da parte della stampa. Tradotto (sempre con la stessa tecnica): i media se ne stiano buoni, quieti e tranquilli mentre noi ci chiudiamo nel bunker.

Mi scusi Presidente (come direbbe il mitico Gaber) ma questa non si chiama libera stampa, bensì propaganda della menzogna. In un paese libero, non solo non mi aspetto che la stampa sia collaborativa, ma mi aspetto che sia il cane da guardia del potere.
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