sabato 19 ottobre 2013

Scelta civica o incivile?


La parabola discendente di Mario Monti in politica è stata talmente rapida da passare in modo (quasi) impalpabile. Il “quasi” ovviamente è bello grosso, visto che nel poco tempo in cui ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio ha, di fatto, rafforzato Berlusconi, imposto nuove tasse, evitato di tagliare la spesa pubblica, dimenticandosi anche di cambiare la legge elettorale (che doveva essere il punto numero 1 del governo tecnico). Quindi, di danni ne ha fatti eccome, nonostante il poco tempo a disposizione. Dopo questo incredibile successo del governo tecnico, Monti ha avuto anche il coraggio di presentarsi alle politiche, mettendo insieme un gruppo di centristi e democristiani falliti talmente imbarazzante che neanche il Pd poteva riuscire in una cosa talmente orribile. Inspiegabilmente, circa il 10% degli italiani ha votato il partito di Monti (magari gli stessi che durante il governo tecnico si lamentavano delle misure impopolari adottate dal professorone) e Scelta Civica si ritrova dunque a presiedere una fetta piccola, ma non inutile, di seggi in Parlamento.

Adesso che Monti ha lasciato il partito da lui stesso fondato, sembra chiaro che la maggioranza di Scelta Civica la pensi più come Mauro e Casini che come il professore. (Ehi, un momento: ho detto “Casini”? Esiste ancora? Chiusa parentesi.) Nella situazione attuale, Scelta Civica rischia di diventare improvvisamente una sorta di stampella per Berlusconi. Casini fa tanto il misterioso, ma si sa che voterebbe contro la decadenza del Delinquente. Mauro addirittura si incontra e prende accordi col Nano. Ma, in fin dei conti, Monti è stato un ingenuo a pensare di mettersi in casa gente così senza la paura di essere fregato: il Nano ha uomini ovunque. Nel Pd, nella Lega e, come risulta evidente, anche il Scelta Civica.


Analizziamo i numeri. Berlusconi decadrà da senatore? Se non si votasse con voto palese, e dunque il Pd votasse in modo disunito, i voti dei "franchi tiratori" del Pd assieme ai voti di Scelta Civica (se compatti) potrebbero impedire la fine del regno birbonico. A quel punto, se a Berlusconi venisse in mente di sfiduciare il governo Letta e di pretendere di guidare un governo monocolore, al Senato avrebbe ampiamente i numeri sufficienti per togliere l'appoggio al governo. Ci si troverebbe con una Camera del Pd ed un Senato (frammentato) del Pdl. Ve lo immaginate? Da lì a nuove elezioni il passo potrebbe essere breve, e il Nano potrebbe anche vincerle, spiazzando tutti e battendoli sul tempo.

Certo, lo scenario è inquietante e sicuramente molto pessimista, ma non appena ho letto della caduta di Mario Monti e dei dubbi amletici di Casini e Mauro (con Silvio o senza Silvio, questo è il problema) non ho potuto fare a meno di pensarci.


Spero vivamente di sbagliarmi, altrimenti altri 5 anni di berlusconismo sfrenato non ce li toglierebbe nessuno.
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