domenica 17 novembre 2013

Bed time: la svolta di Balagueró


Jaume Balagueró, regista principalmente conosciuto per i suoi film horror, ha compiuto con il suo ultimo film, "Bed time", quella che secondo me è una vera e propria svolta, sia stilistica che qualitativa, della sua filmografia.

Alcuni di noi, specialmente quelli che come me hanno passato l'adolescenza a pane e horror, si ricorderanno sicuramente film come "Nameless - Entità nascosta", "Darkness", "Fragile", fino ad arrivare al geniale ed estremo "Rec". Sicuramente, fino a qualche anno fa, Jaume Balagueró non aveva certo inventato niente di nuovo. "Darkness" era un ottimo ghost movie, con un eccezionale Giancarlo Giannini, ma di film come "Darkness" ne potevamo trovare a decine. "Rec" è sicuramente il miglior film girato con la tecnica "presa diretta" (stile Blair Witch Project, per intendersi), ma non faceva altro che portare una particolare tecnica già esistente a livelli molto alti.

In "Bed time" il regista spagnolo raggiunge un livello di originalità e di maturità che non aveva mai toccato neanche lontanamente nei suoi precedenti capitoli.

César, interpretato da un incredibile Luis Tosar, è il portiere di un condominio di Barcellona. Qualsiasi cosa accada, non riesce ad essere felice. Cerca di farla finita molte volte, senza mai riuscirci. L'unica cosa che lo spinge ad andare avanti è sapere che anche le persone che lo circondano non sono felici. Spenderà dunque le sue notti a rendere la vita dei condomini un vero inferno, nei modi più mostruosi ed inquietanti possibili. La sua vittima preferita è Clara, una giovane, bella e solare ragazza che non perde mai il sorriso. César farà qualsiasi cosa (qualsiasi!) per toglierle il sorriso per sempre. Il film ci porta avanti con attimi quasi comici uniti a momenti pieni di angoscia, fino ad una tensione tanto alta quanto inaspettata per un film del genere.

Balagueró ci consegna questo piccolo gioiello con una produzione minimale, semplice e low-budget con una regia assolutamente magistrale, in un film che ci tiene fino all'ultimo incollati allo schermo, e che ci regala fino alla fine incredibili quanto perversi colpi di scena. Dopo gli inizi a tinte spiritiche e splatter della sua filmografia, Balagueró ci regala un film sorprendente, più inquietante che spaventoso, un thriller-horror anomalo e affascinante, in cui ti trovi inspiegabilmente a provare una certa simpatia per il protagonista, nonostante gli atroci gesti che gli vediamo compiere durante lo svolgimento del film. César risulta essere terrificante per molti motivi, che non hanno niente a che vedere con fantasmi, zombie o serial killer: è l'uomo qualunque con l'aria da sempliciotto che cela dietro di sé il mostro, quello che viola la più intima delle sfere personali. Quella della nostra casa, del nostro rifugio.


È questa la chiave della genialità di "Bed time": chi c'è che sta aspettando, nascosto sotto il tuo letto, che tu ti addormenti inconsapevole, ignaro di quello che ti verrà fatto?
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