lunedì 25 novembre 2013

Berlusconi, Mangano e la novella dello stento


La novella dello stento
Che dura tanto tempo
Chi la vuol sentire?

Io no. Questa di Berlusconi è una lungagnata che un paese civile ci avrebbe messo 5 minuti a levarsela di torno. Inquisito? In un altro paese un politico inquisito si sarebbe dimesso subito. Condannato? In 5 minuti sarebbe stato espulso dal Parlamento: rito abbreviato. In Italia? Una novella dello stento che va avanti, all’italiana, nel modo peggiore.

È molto triste vedere che ancora esiste gente che sta dietro a B. e a quello che dice, non tanto perché dica cazzate (e le spara sempre grosse), non tanto perché sia un delinquente (e non solo perché condannato per un gravissimo reato), ma soprattutto perché dice le stesse cose che ripete assiduamente da 20 anni. È questa l’essenza della novella dello stento, si ripete, sempre uguale, all’infinito: non importa cosa risponderai alla domanda “La vuoi sentire?”, la fine della novella non la sentirai mai, perché si tratta di una tiritera infinita.

Berlusconi chiede (o meglio, pretende) la grazia da Mastro Napolitano che, poverino, ha già tanto da fare: non è facile mandare avanti questa baracca delle larghe intese. E mentre il governo Lettamaio sembra sempre più autonomo dalle bizze di B., lui continua imperterrito con i soliti refrain degli anni 90.

Proprio ora è tornato in ballo con un suo vecchio cavallo di battaglia, gentilmente prestatogli dal compare Marcello Dell’Utri, condannato per Mafia: “Mangano è un eroe”. Dell’Utri (quello stesso Dell’Utri che disse che il fascismo era finito perché “Mussolini era troppo buono”, mica cattivo “come Stalin”, e che i libri di storia dovevano essere revisionati in quanto “condizionati dalla retorica della Resistenza”) disse che Mangano era un eroe, perché non aveva vuotato il sacco a proposito dei rapporti con Berlusconi e con la criminalità organizzata. Mangano era tutt’altro che un eroe, bensì un sanguinario mafioso. Adesso vediamo cosa dice quel delinquente di Berlusconi:

Sapete quante ingiurie ha avuto Dell'Utri perche' defini' Mangano un eroe?” Eh, povero Marcello, non si può più nemmeno definire “eroe” un “bravo ragazzo” come Mangano. “Cercavo qualcuno che si intendesse di cavalli e non lo trovavo e Marcello aveva conosciuto alla lontana questo signore, lo interpellò e lui accettò”: la vedete la novella dello stento, che dura tanto tempo? Ancora con la storia dei cavalli… E i giovani di Forza Italia che ascoltano e annuiscono!!! “Si mise con alcune persone vicine alla mafia e accusato addirittura di omicidio e messo in carcere.” Sai com’è, è questo il trattamento che dovrebbe essere riservato ai mafiosi. “Venne assalito dal cancro e ogni giorno un pm gli diceva: ti mandiamo a casa se ci racconti i rapporti tra Dell'Utri e la mafia, tra Berlusconi e la mafia. Lui non voleva farlo. Ebbene, sapete quando lo hanno mandato a casa? Quando è morto. Credo che Marcello abbia detto bene quando lo ha definito un eroe.Un mafioso che non parla, per il nostro ex Presidente del Consiglio, è un eroe.


Torniamo un attimo al giochino iniziale: ve lo immaginate all’estero un politico che dice una cosa del genere? Sono stufo e disgustato, oltre ogni limite, da questa classe politica figlia e complice del berlusconismo: B., i suoi e gli alleati piddini. La feccia dell’Italia.
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