mercoledì 27 novembre 2013

Decaduto. E adesso?!?


Adesso cosa succede? Mi piace pensare al Presidente del Senato Grasso mentre pronuncia queste storiche parole:

“Si prega di accompagnare il senatore Berlusconi fuori dall’aula.”

Credo che queste parole potrebbero tranquillamente essere messe a confronto con altri frasi che resteranno scolpite nella storia del mondo, come “Un piccolo passo per me, ma un grande passo per l’umanità” o cose simili. Sì perché l’importanza che ha avuto ed ha tuttora Silvio Berlusconi, va molto al di fuori dei confini nazionali. Ormai tutto il mondo conosce, o meglio riconosce, l’Italia intera nella personalità di Silvio Berlusconi. Il cazzaro cresciuto, quello che si fa beccare al telefono mentre la Merkel aspetta, quello che dà di Kapo ad un parlamentare austriaco mentre parla di sole e mare anziché rispondere di illegalità e omofobia, quello che fa la figura del porco di fronte alla moglie di Obama (l’abbronzato Obama), quello che, poverino, ha i figli perseguitati come gli ebrei durante il nazismo. E così via. Tutto il mondo lo conosce e, ancora peggio, associa immancabilmente l’Italia e gli italiani ad un simile personaggio. I danni che ha causato Berlusconi all’Italia vanno ben oltre i nostri confini nazionali.

La decadenza di questo Nano della democrazia porta con sé aspetti davvero interessanti. Cosa succede adesso?

Beh, sicuramente si chiude una fase: la storia della Seconda Repubblica per come l’abbiamo conosciuta finisce qui. La seconda Repubblica è inevitabilmente dominata dalla figura di Silvio Berlusconi, persino più di quanto Andreotti dominò la storia della Prima. La grande capacità di Berlusconi (se mi è permesso usare le parole “Berlusconi” e “capacità” nella stessa frase, per quanto possa sembrare assurdo) è stata quella di fare dei problemi suoi personali i problemi di un Paese intero. Per anni, molti più anni di quanti ne abbia passati al Governo, il Parlamento italiano non si è minimamente occupato dei problemi del paese, ma solo e unicamente delle magagne giudiziarie di Berlusconi. La storia della Seconda Repubblica, che per comodità verrà ricordata nei libri di storia come “la Repubblica delle Banane”, si può riassumere facilmente come una grande bolla, scoppiata inevitabilmente dopo anni di rimandi, prescrizioni, leggi ad personam, eccettera eccetera eccetera.

Quello che succederà adesso dipenderà tutto dagli eredi politici di Berlusconi che, volenti o nolenti, siamo tutti noi.

La destra, o Nuovo (!) Centro Destra, farà quello che gli è possibile per contare ancora qualcosa a livello politico. Sarà essenziale, per la sopravvivenza di tutti gli esponenti della destra, essere capaci di balzare su un qualche carro per poter tirare ancora a campare. Un protrarsi infinito delle larghe intese, anche con forme diverse da quella attuale (che altro non è che un inciucio palese uscito allo scoperto dopo anni di inciucio sottobanco) parrebbe una buona opzione: sono convinto che tutti gli ex-berlusconiani ci metterebbero la firma a sostenere, insieme ad una finta opposizione, gli interessi trasversali di una classe politica degenerata da interessi personali e privati. In poche parole, gli “orfani” di B. cercheranno in tutti i modi di far assomigliare la Terza Repubblica agli aspetti più vili e occulti che hanno retto la Seconda.

La sinistra (se è possibile ancora chiamarla così) o meglio il Pd, si ritroverà a fare quello che ha sempre fatto: parlare del nulla, continuare ad andare avanti senza presentare alcun argomento o intenzione di riforma. Il motivo, l’assicurazione sulla vita, della persistenza della sinistra in Italia, è stato proprio Berlusconi. Il Cavaliere Condannato ha permesso alla sinistra di restare a galla per anni senza il minimo sforzo. Berlusconi rappresentava lo spauracchio perfetto per continuare a ricevere voti: “Votate per noi, altrimenti vince Berlusconi!”. È stato questo l’unico punto di tutte le campagne elettorali del centrosinistra dal ’94 ad oggi. Le larghe intese attuali e l’esigenza di costituire, assieme al “nuovo” centrodestra, un blocco di potere e di conservazione di poltrone, spingerà inevitabilmente il Pd a “trovarsi un nuovo nemico”. Il candidato più plausibile pare Grillo: quello che tenterà di fare adesso il Pd è cucire addosso al M5S lo stesso ruolo pseudodemoniaco che aveva Berlusconi. Basta guardare il programma presentato da Renzi in occasione della candidatura alle imminenti primarie Pd: l’unico punto concreto (perché di concreto non ha assolutamente nulla, tutta aria fritta) è rosicchiare voti a Grillo. “Votate noi, sennò vince l’antipolitica”: l’antipolitica sarà il nuovo nemico e, di conseguenza, il nuovo cavallo di battaglia della sinistra che, per giustificare qualsiasi inciucio, ricorrerà sempre e in modo sempre efficace allo “spettro del populismo”.

In tutto questo si inserisce il MoVimento 5 Stelle, unica forza politica fuori dagli schemi logici della Prima e Seconda Repubblica e vero fattore di cambiamento degli equilibri politici. Quale peso, quale entità sarà capace di avere il M5S in un’ipotetica “Terza Repubblica” post-berlusconiana? Questo è un punto interessante e credo che solo il tempo ce lo saprà dire. Perché qui sta il vero fattore X della questione. Abbiamo parlato sinora di “cosa farà la destra?” o “cosa farà la sinistra?” senza considerare l’elemento chiave: il popolo italiano sarà ancora così somaro da cascare nuovamente nei tranelli dei partiti che hanno distrutto il paese in questi 20 anni? Come accennavo prima, insomma: gli eredi del berlusconismo siamo noi. Che Terza Repubblica vogliamo costruire?
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