lunedì 4 novembre 2013

Decreto lavoro: come volevasi dimostrare


Il 26 Giugno Letta proclamò a reti unificate il decretone sul lavoro: in TV il Presidente del Consiglio sbandierò “250.000 posti di lavoro” per i giovani tra i 18 e i 29 anni. Andando ad informarsi seriamente si legge che si pensava ad una portata di circa 200.000 giovani (metà potrà beneficiare di sgravi contributivi e metà sarà coinvolta nelle altre misure di inclusione). Il 28 Giugno ho scritto questo post: “Decreto di Propaganda”. Affermavo che i posti di lavoro che il decreto avrebbe portato non erano che una briciola rispetto alla disoccupazione giovanile (che ha toccato quota 42%), in quanto le tre casistiche previste dal decreto andavano a includere vere e proprie rarità, non incidendo affatto sulle assunzioni di giovani in larga scala. I giovani che rientrano nelle casistiche definite da Letta sono mosche bianche, e non è in questo modo che si interviene. Non a caso, in quella stessa fascia di età (18-29 anni) ad un’azienda conviene spesso assumere un giovane in apprendistato, piuttosto che usufruire del bonus.

L’unico scopo del decreto era quello di promuovere una grande e massiva propaganda mediatica, coadiuvata dal servilismo di certi mezzi d’informazione e da un’opposizione inesistente, in modo da colpire gli unici avversari politici (i grillini) e smettere di parlare di numerose vergogne portate avanti dal governo, in particolare dalla cosiddetta “sinistra”: dall’oggi al domani non si parlava più di F-35, della mancata abolizione del Porcellum e della mancata approvazione del reddito minimo garantito. Improvvisamente, non si parlava d’altro che del “buono e positivo governo Letta che trova lavoro ai giovani” e del “brutto e cattivo Beppe Grillo che non sa leggere il decreto”. Tutto pur di non toccare due argomenti: le vergogne del governo e l’inutilità del decreto lavoro.

Adesso, a circa quattro mesi di distanza, arrivano le conferme che chiunque (con un minimo di cervello) si sarebbe aspettato: fino ad ora il decreto ha portato effettivamente lavoro ad appena 13.770 giovani tra i 18 e i 29 anni. Alla faccia delle potenti misure contro la disoccupazione giovanile! Sentiamo Letta come reagisce alle critiche: “Ad ottobre 14 mila giovani hanno trovato lavoro.Come? Ho sentito bene? Letta usando queste parole suggerisce l’idea che in appena un mese (ottobre) 14 mila giovani abbiano trovato lavoro. Falso: i mesi sono quattro, e se questo è l’impatto iniziale, immaginiamoci come andrà avanti la cosa. Continua Letta: “L’obiettivo finale dell’intero progetto, triennale, è di 100 mila giovani occupati.Falso anche questo: il progetto prevedeva un lasso di tempo pari a 18 mesi, esattamente la metà di quello che (il bugiardo) Letta dice ora. “E il fatto che al primo mese si sia arrivati già al 14 per cento del totale è evidentemente un buon segnale.Vedete come mentono con i numeri? Il totale è 200.000, ed il periodo di 18 mesi: ciò significa che (se siamo generosi) il bonus porterà lavoro a 60.000 giovani, pari al 30% del previsto. E ripeto: se siamo generosi. È chiaro che chiunque rientrasse nelle inverosimili casistiche previste da Letta sia stato assunto subito, nei primi mesi di attuazione del decreto. È molto probabile che l’obiettivo rimarrà molto, ma molto lontano da quello che il governo ha sbandierato su giornali e TV. Al momento, proprio per essere chiari, non è il 14% la percentuale corretta, ma 7%. La metà. Letta (come al solito) mente.


Un politico che mente al proprio popolo in un altro paese sarebbe costretto a dimettersi. Qui in Italia, spesso sembra una moda, quasi un vanto. Me li immagino, Letta e Alfano, in privato, che se la ridono: “Hai visto, li ho infinocchiati anche stavolta.” In un paese governato da gente onesta, questi due si sarebbero già dimessi da un pezzo. Temo invece che dovremo ciucciarci il governo Let(t)amaio per ancora molto tempo.
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