sabato 30 novembre 2013

La notte dei morti viventi


Non ho visto in diretta Sky la “Notte dei morti viventi”, vale a dire il confronto dei tre candidati alle primarie del Pd. Perché onestamente avevo di meglio da fare che guardarmi tre personaggi che sicuramente mi avrebbero fatto addormentare, per non dire di peggio. Non ho niente da spartire con questi personaggi, di cui mi sono già occupato su questo blog.

Tuttavia, non ho saputo resistere alla tentazione: ho ascoltato il “messaggio” finale che hanno dato ai loro elettori, una sorta di “slogan” da contenere in solo un minuto e mezzo. Messi con le spalle al muro, con solo un minuto e mezzo per esprimere tutto quello che avevano da dire ai propri elettori, cosa avrebbero detto? I risultati sono imbarazzanti. Vorrebbero dirmi che, condensando tutti i propri contenuti in un minuto e mezzo, questo è il massimo che possono fare? Vediamoli:

Renzi continua, semplicemente, a fare Renzi: non dice assolutamente nulla. Vorrei essere nella testa di quegli elettori piddini renziani mentre ascoltano quello che ha da dire il loro leader: cosa ci trovano? Cosa capiscono? Io non riesco, con tutti gli sforzi possibili (e vi garantisco, sono sforzi enormi) a trovare un qualcosa di concreto nelle parole di Renzi, ogni volta che apre bocca. Parla di bandierine, di dimensione della paura, di supermercati (!), di dare un’anima all’Europa. Sembra di sentir parlare Crozza. Il lavoro: lui lo chiama “Job’s act!”, ma in italiano che significa? “Poche regole chiare”. Quali? Renzi non lo ha mai fatto sapere, mai in nessuna campagna elettorale, in nessun documento e certo in nessun “buon esempio” riscontrabile nel Comune di Firenze. Ve lo dice un fiorentino. Parla di “ridare speranza e passione agli italiani”. Insomma, dobbiamo stare sereni. Felici. Beati. Oh, porca miseria, ma questo è il programma del berlusconismo!!! Il partito di Renzi del futuro si chiamerà “PP”: partito Penso Positivo. Gentilmente sponsorizzato da Jovanotti.

Cuperlo, dalemiano di professione, parla molto chiaro: il governo Letta, dice lui, è il “nostro” governo. Poi parla dei “ricatti” della destra berlusconiana che minacciava di far cadere il governo. Ma se è proprio Letta che ha sempre fatto ricorso al “giochino” della fiducia? Votate per la fiducia alla Cancellieri, sennò cade il governo. Votate per il decreto (omnibus) sulle emergenze ambientali, sennò cade il governo. Votate per la legge di stabilità, sennò cade il governo. Quello di Cuperlo è un programma – a mio avviso – agghiacciante: il perpetrarsi del governo Barzel-Letta senza se e senza ma, solo in virtù del fatto che Berlusconi è fuori dal Parlamento e Forza Italia è all’opposizione. Ma chi sono quelli che sono rimasti nella maggioranza? Ho una notizia per Cuperlo: questo è il governo del nulla, dato che non è stato fatto un accidente per i problemi del paese. Non una legge, decine di rimandi. È il governo della necessità, dice Cuperlo: esatto, la necessità dei partiti (tutti) di sopravvivere e mantenersi le poltrone.

Veniamo ora a Pippo Civati. Civati prima di tutto – e questo è un fatto importante – prende le distanze dagli altri due per quanto riguarda il governo. E tira in ballo immediatamente la legge elettorale, con la questione della mozione Giachetti, che il Pd (lui compreso) ha respinto, permettendo al Porcellum di continuare ad esistere. Il governo Letta viene decisamente bocciato, nonostante sia lui stesso l'unico dei 3 a farne parte: Civati spinge per andare alle elezioni in primavera. Parla dei 101 che hanno trombato Prodi e dell’alleanza persa con Sel. Insomma, una direzione diametralmente opposta a quella del governo, che curiosamente è anche la posizione di Renzi e Cuperlo. In questo non può che essere positivo. Il problema qual è? Il problema, se vincesse Civati, è che finora il povero Pippo ha detto tutte cose giuste, ma quando ha avuto la possibilità di andare in direzione opposta alle direttive (malate e perverse) del suo partito, non l’ha fatto. Mai. Civati, se vincesse, dovrebbe immediatamente far vedere “di che pasta è fatto”, se veramente è uno di cui ci si può fidare. Fino a questo momento, non ha mai fatto un atto di coerenza. Ma le cose potrebbero cambiare, una volta segretario del Pd? Può darsi. Può darsi anche di no. Ma mentre una vittoria di Cuperlo o di Renzi ci porterebbe sicuramente verso il baratro, in Civati esiste almeno una leggerissima speranza che il Pd possa cambiare faccia.

E gli elettori del Pd (e non) cosa decideranno di fare tra una settimana? Quanto sono desiderosi di cambiare faccia? E quanto saranno convinti di farlo votando Cuperlo e – soprattutto – Renzi, abbagliati dalle promesse inconsistenti e vuote del sindaco di Firenze? Tutte domande che tra pochi giorni troveranno una risposta. Ma sapete cosa? Tutti questi stanno qui a parlare ancora una volta di leader. Sono ancora schiavi di una concezione politica che parte dal leader e va verso i cittadini. La politica del futuro è un’azione diretta dei cittadini verso la politica, non il contrario. E dunque, mentre ieri vediamo tre morti viventi darsi battaglia a suon di sbadigli, domani a Genova ci sarà il V3-Day, ossia un enorme incontro politico del mondo 5 Stelle, strettamente collegato alle problematiche del paese e rivolto (senza alcun dubbio) ad una prossima campagna elettorale. E indovinate un po’? Non ci saranno politici sul palco.  Non ci saranno parlamentari sul palco. Due concezioni un po’ diverse della politica, non trovate?



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