venerdì 15 novembre 2013

Letta, Bersani e l'abitudine di mentire



Credo che sia importante dare molta più risonanza alle parole pronunciate ieri, 14 Novembre, da Pier Luigi Bersani e dall'attuale Presidente del Consiglio, Enrico Letta.

I due sono tornati indietro nel tempo sino alle ormai famose consultazioni in cui avrebbero chiesto un'alleanza al MoVimento 5 Stelle. Dico "avrebbero" perché esiste gente che ancora ci crede, che ancora chiede ai grillini "Siete pentiti di non aver fatto l'alleanza col Pd?". So che sembra un paradosso, ma ci sono alcuni che ancora ci credono. Già il famoso "L'alleanza con Grillo, so' mica matto" di Bersani poteva sciogliere qualche dubbio. Le parole, prima di Bersani e poi di Letta, dovrebbero togliere ogni dubbio pure ai tifosi più sfegatati del Partito Democratico. E non solo.

Lo smacchiatore di giaguari indelebili più famoso d'Italia ha dichiarato: "Io non ho mai chiesto un'alleanza a Grillo. Era chiaro fin dall'inizio che saremmo arrivati alle larghe intese. Se io il giorno dopo avessi detto: sapete cosa c'è, ragassi? Necessità, si fa il governo con Berlusconi. Io non oso immaginare cosa sarebbe successo." Bersani ammette palesemente e senza vergogna di aver ingannato i suoi elettori, di aver agito così per "tenerseli buoni e calmi", mentre lui già pensava al governo con Berlusconi. Questo rende oltremodo chiaro due cose: la prima, l'obiettivo di Pd e Pdl era, già dal 26 Febbraio, quello di governare insieme (uscire allo scoperto dopo anni di inciucio) per tagliare fuori lo strano spettro che terrorizzava loro e i propri privilegi, il MoVimento 5 Stelle; il secondo fatto che emerge dalle parole di Bersani è assolutamente triste: siamo in Italia. Non mi risulta che in altri paesi sia possibile per un personaggio politico mentire spudoratamente ai propri elettori e uscirne integro. Solo in Italia si può. All'estero, un politico che mente è visto come una vergogna, uno da mettere al bando. Qui invece dobbiamo sorbirci pure la faccia compiaciuta di Bersani che si gongola: "L'ho messo nel culo a Grillo e ai miei elettori, e quelli ancora ci votano".

Anche le parole di Enrico Barzel-Letta rafforzano il concetto: "Senza il tentativo di Bersani non ci sarebbe stato questo governo. Il popolo del Pd non avrebbe accettato questa soluzione. Ci è arrivato e adesso la sostiene convintamente perché c'è stato il tentativo di Bersani." Detto in altre parole, gli elettori del Pd non l'avrebbero mai buttata giù una tale schifezza. Il Pd, sapendolo molto bene, ha agito con l'inganno: invece di prendere il coraggio a quattro mani e presentarsi ai propri elettori dicendo che avrebbero fatto l'alleanza con il Pd, hanno preferito scaricare addosso al M5S la colpa di "non aver fatto un'alleanza". Avete visto, non c'erano alternative, abbiamo dovuto fare il governo con Berlusconi.

La grande gravità di questo episodio sta nel fatto che questa classe politica sia abituata (se non addirittua allenata) a mentire senza vergogna, per poi uscirne sempre vergine. L'obiettivo di questa classe politica non è e non è mai stato quello di governare per il bene dell'Italia, ma per la propria autoconservazione come unica élite privilegiata. Se avessero veramente voluto un governo di cambiamento, allora avrebbero accolto almeno una delle proposte avanzate dai 5 Stelle prima che il Pd facesse l'alleanza con il delinquente B. Lo abbiamo visto: il M5S ha lanciato molti segnali, tutti respinti. Restituite i rimborsi elettorali! No. Votiamo insieme per l'ineleggibilità di Berlusconi! No. Votate Rodotà (il vostro Rodotà) Presidente della Repubblica! No. Insomma, date un segnale per dire che di voi ci si può fidare. No.

La storia è questa. Letta e Bersani lo hanno ammesso (di nuovo) senza lasciare più spazio a dubbi. Cosa faranno ora gli elettori piddini, gli Utili Pdioti, sapendo che il loro partito li ha presi per il culo? È solo grazie ai milioni di persone che ancora li votano che in Italia sia concesso ad un politico di mentire al proprio paese. È forse troppo chiedere di vivere in un paese normale?
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