venerdì 29 novembre 2013

L’Italia dei rifiuti


C’è uno scandalo di proporzioni ciclopiche, legato alla legge di stabilità del governo Letta, ma nessuno ne parla.

Partiamo dall’inizio. Legge 152 del 2006: viene deciso che entro la fine del 2012, tutti i comuni italiani dovranno raggiungere una percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti pari al 65%. È un inizio. Su questo dobbiamo essere chiari però: il 65% non è nulla. Con le tecniche e gli studi che sono portati avanti dal progetto Rifiuti Zero (messo in atto da circa 70 comuni italiani con ottimi risultati) e altri progetti del settore, è dimostrato che è possibile portare la differenziata nel giro di qualche anno (circa 20 anni, a seconda delle condizioni di partenza) al 95%. Tuttavia, considerando che la metà delle regioni italiane porta ancora circa il 50% dei rifiuti in discarica, direi che l’obiettivo fissato dalla legge vigente è un buon inizio.

Ciononostante, la legge non ha spinto molti comuni a raggiungere livelli più virtuosi: su 8.092 comuni italiani, solo 1.300 sono arrivati nel 2012 al tetto del 65% previsto. A Recco, in provincia di Genova, è successo qualcosa di incredibile: grazie ad un esposto dei cittadini, presentato alla Corte dei Conti, il Sindaco, gli assessori e i dirigenti del Comune pagheranno di tasca loro circa un milione di euro per i danni procurati a causa dell’arretratezza nella gestione dei rifiuti. Avete capito bene: di tasca loro. Grazie all’esposto dei cittadini, non è l’Amministrazione in generale ad essere condannata, bensì i singoli responsabili che rispondono alle persone fisiche dei dirigenti del Comune di Recco. Questo significa che cittadini organizzati possono, in ognuno dei circa 6.700 comuni inadempienti, ricorrere allo stesso strumento, con il precedente di questa storica condanna della Corte dei Conti.

Ma chi arriva in soccorso ai comuni inadempienti? Ma mi pare ovvio, no? Il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando (Pd). Il quale fa inserire nella legge di stabilità (art. 18) una generale sanatoria per tutti i comuni inadempienti, beffandosi tra l’altro di tutti i comuni virtuosi che hanno rispettato le direttive della Legge. Questo aspetto è grave per tre motivi principali:
  1. Beffarsi dei cittadini onesti e rispettosi della legge e premiare, tramite un trattamento differenziato e favorevole, i cittadini furbi e disonesti che se ne fregano della legge, è un comportamento immorale che arreca enormi danni al concetto stesso di Giustizia o di Stato di Diritto. Come sarebbe a dire? Chi rispetta la legge è un fesso, mentre chi non la rispetta può star tranquillo, perché tanto arriverà sempre una sanatoria a salvarlo? Un gran bel messaggio, proprio degno di un paese civile, non trovate? Senza contare che il ministro dell’Ambiente (proprio lui!!! Dell'ambiente!!!) si beffa di una decisione (giusta) presa in tema “Ambiente” dalla Corte dei Conti. Una totale sovversione dei principi e dei diritti.
  2. Si cambia rotta: la differenziata non è più una priorità. Il tetto del 65% slitta di altri quattro anni, sollevando i responsabili di tale inadempienza da ogni penalità riscontrata. Il paese fa marcia indietro sul tema dei rifiuti, dopo che la legge 156/2006 aveva lanciato un (timido) segnale di buona volontà.
  3. Multe dall’Europa: e i cittadini che pagano le tasse, mestamente, ringraziano. L’Europa prevede multe per un ammontare di circa 100 milioni di euro a causa eccessivo conferimento di rifiuti e discariche abusive o fuori norma. Tiriamo la corda in ogni settore, il cittadino è spolpato fino all’osso da impopolari e inutili tasse, l’Iva è arrivata al 22%... e questi ci buttano addosso persino una multa di una simile entità. Complimenti.
Insomma, i sindaci virtuosi lo prenderanno (come sempre accade nel Paese delle Meraviglie) in quel posto, mentre i furbi e i disonesti verranno (ancora una volta) premiati: come può l’Italia non premiare tutte quelle amministrazioni fallimentari, disoneste, lobbistiche, prevaricatrici e irrispettose della legge? Prendiamone atto: nel Paese dell’impunità, fregarsene della legge e dell’ambiente, è un atto piuttosto di moda. Tanto arriverà sempre il ministro di turno a salvarti il culo. Se invece sei uno onesto… beh, forse hai sbagliato a nascere italiano.
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