venerdì 1 novembre 2013

Mastro Napolitano e il Dipendente Letta


Non molto tempo fa, ho inviato un pezzo che poi è uscito su questo blog ad una webzine generalista di chiaro orientamento Pd (!), a seguito di una loro richiesta di “interventi da un diverso punto di vista”. Ho accettato la “sfida”, mandando loro alcuni articoli, poi tutti usciti anche su Peggio Palaia. In uno di questi articoli (L’uomo sbagliato nel momento sbagliato, che è stato anche il post più cliccato di questo blog) definivo Letta un “dipendente di Napolitano”. Ebbene, questi “signori generalisti” hanno pensato bene di bocciare l’uscita del mio articolo in quanto tale espressione risultava essere “da campagna elettorale perenne” e dunque non veritiera. Beh, direi che le parole pronunciate da Gasparri l’altro giorno mi danno ragione.

Napolitano è il vero capo del governo, Letta, il numero due”. Questo è quello che ha affermato Gasparri, il vicepresidente del Senato, alla trasmissione televisiva “L’aria che tira”. Ammettendo dunque di aver cambiato di fatto la Costituzione. Le parole di Gasparri possono sorprendere solo chi non vede (o chi non vuole vedere) la realtà delle cose e i fatti (questi sconosciuti!): la realtà è una sola. Il governo Letta-Alfano è incostituzionale, perché presieduto non dal capo del governo, ma da quella che invece dovrebbe essere (secondo l’ordinamento dello Stato) una figura super-partes. La carica di Presidente della Repubblica a Napolitano è attualmente e chiaramente incostituzionale. Già era al limite dell’incostituzionalità la sua rielezione (rileggersi i dubbi del membro dell'Assemblea Costituente Terracini in fase di approvazione dell’articolo sulla non-rielezione del Capo dello Stato), ma certamente il modus operandi condotto da Napolitano durante il suo secondo mandato toglie di fatto ogni aspetto di costituzionalità dal rinnovo della carica di Presidente della Repubblica.

Si prendono gioco della Costituzione, la violano ripetutamente e apertamente, mentono spudoratamente al proprio popolo. Queste tre caratteristiche porrebbero qualsiasi altro personaggio politico in un qualsiasi altro paese al di fuori della scena nazionale. In Italia, al contrario, sembra quasi la normalità. Quando la normalità è costituita da comportamenti deviati e disonesti, capiamo che viviamo in un paese che ha poche speranze di salvezza. E’ proprio l’accettazione di questa normalità da parte dei cittadini comuni la vera causa del disastro italico: non ci indigniamo, non ci scandalizziamo, non ci incazziamo, non reagiamo. E se tornassimo a votare oggi, milioni di persone voterebbero comunque gli artefici immorali di questa perversa situazione socio-politica. La verità (ossia lo stupro della Costituzione e lo svilimento della democrazia) è sotto gli occhi di tutti, ma nessuno sembra scandalizzarsi più di tanto.

Le parole di Gasparri avrebbero causato una rivoluzione di massa in un altro paese. Qui, non solo non succede niente, ma il filmato è casualmente sparito da ogni social network e da ogni pagina Youtube. La classe politica non crede di dovere spiegazioni alla popolazione, a fronte di queste gravi affermazioni di un vicepresidente del Senato. Sono veramente queste le persone a cui vogliamo affidare il nostro Parlamento - o peggio - la nostra Costituzione?
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