domenica 3 novembre 2013

Parole inopportune: "Antipolitica"

Continua la rubrica “Parole inopportune”, in cui analizzo termini spesso abusati dai politici e dai media. Parole che vengono distorte, storpiate, per poi essere strumentalizzate e usate ad hoc da una classe politica manipolatrice, culturalmente ignorante e intellettualmente disonesta.

Dopo aver analizzato, nel precedente post, la parola “populismo”, anche stavolta restiamo su un tema vicino al MoVimento 5 Stelle: la parola di oggi è “Antipolitica”.


Per analizzare al meglio l’utilizzo falsato di questa parola, generalmente rivolta a tutti gli attivisti del M5S e definita da Zagrebelsky "un'accusa violenta e disonesta", è necessario ripercorrere quella che è stata la “genesi” del MoVimento. Nel 2005 Beppe Grillo apre il suo blog. I suoi spettacoli si fanno sempre più politici e, tramite i numerosi feedback del suo pubblico attraverso il blog, nota che esiste una forte vicinanza della gente nei confronti dei temi toccati durante gli spettacoli. La domanda che, tramite i commenti del blog, si sente fare sempre più spesso è “Beppe, queste cose le sappiamo, cosa facciamo?”. Nasce così un esperimento ambizioso, quello dei cosiddetti “meetup”. Tramite la piattaforma americana del social network MeetUp, Grillo lancia un’idea: esiste un mezzo che può connetterci tutti quanti insieme, che ci permetta di incontrarci nelle nostre città e discutere delle problematiche locali, che faciliti un’organizzazione pratica sul territorio per trattare i temi che emergono dagli spettacoli e dal blog. Quel mezzo è la Rete. L’appello consiste nel formare un gruppo di persone (inizialmente si chiamavano “gli amici di Beppe Grillo” o “grilli” o “grillini”) che vogliano trovarsi insieme per parlare di questi problemi sollevati dal comico. I gruppi vennero costituiti, sempre più persone trovarono un modo per connettersi con perfetti sconosciuti e cominciare a fare politica. Politica nel senso di “agire sul territorio per un bene comune”. Poco tempo dopo sono nate le liste civiche. Da lì alla nascita del MoVimento 5 Stelle il passo fu molto breve. Dalla fondazione del MoVimento all’ingresso in Parlamento i tempi furono talmente rapidi che nessuno se lo poteva aspettare. Il resto è storia di questi giorni.



Se capiamo come funziona il MoVimento e pensiamo alle idee che mettono insieme tutti quegli attivisti che difficilmente avrebbero avuto modo di conoscersi e lavorare senza lo strumento della Rete, ci rendiamo conto di ciò che rappresenta effettivamente  il MoVimento. A meno che non si sia capito un’acca di tutto il processo sopra descritto, o si voglia chiudere deliberatamente gli occhi di fronte all'evidenza, una cosa risulta chiara e netta: il M5S (piaccia o non piaccia, non importa) si pone di fatto come un’alternativa al modello di politica vigente, promuovendo il coinvolgimento diretto e la partecipazione fattiva del cittadino alla vita delle istituzioni democratiche (parlamento, consigli comunali, etc.). Il "popolo" individua le problematiche, elabora gli indirizzi programmatici e delega ai suoi rappresentanti, intesi come semplici "dipendenti" ed "esecutori", il compito di tradurre in atto e di dare sbocco operativo alla volontà dei cittadini. Ciò che qui dunque si delinea e si persegue è niente di meno che la partecipazione diretta di tutti i cittadini alla politica, alla gestione della res publica. Democrazia, dunque! Altro che antipolitica! Se andiamo a cercare il significato della parola “antipolitica” sul dizionario Treccani, troveremo qualcosa di diametralmente opposto: “Avverso o estraneo alla politica”. I “grillini” invece, ora lo dovrebbero sapere anche i sassi, non sono né avversi né estranei alla politica. Non sono avversi alla politica perché l’esigenza di creare un movimento dal basso per discutere di problematiche locali e generali costituisce l’atteggiamento fondante della politica, sempre se intendiamo la “politica” come “agire per un bene comune”. Sono forse estranei alla politica? Certo che no: fin dall’inizio si sono posti l’obiettivo di entrare all’interno delle istituzioni. Sono dentro alla politica, altro che estranei! E in netto contrasto con la casta politica, che ci malgoverna da decenni, prendono sul serio il Parlamento, partecipandovi in modo assiduo e costruttivo, nobilitandone la funzione centrale che la Costituzione gli assegna.

Oltrepassando ogni limite della decenza, questa nostra (ahimè) classe politica tradizionale, ipocrita e autoreferenziale, degenerata e incapace, corrotta e irresponsabile, ha la spudoratezza di presentare se stessa come la vera e seria Politica, e di denigrare con l'etichetta liquidatoria di “antipolitica” ciò che rappresenta invece e finalmente, dopo decenni di vergognosa e fallimentare politica, la novità più importante e il motivo di speranza che i cittadini onesti hanno perché il paese cambi presto rotta e sia finalmente governato bene da gente degna.

L’utilizzo strumentale di questa parola e il ricorso sistematico alla menzogna dimostrano la profonda disonestà della nostra casta politica che, pur di mantenere intatti i propri interessi, è disposta a tutto. Ma proprio a tutto, anche a mandare a picco il nostro paese.
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