martedì 12 novembre 2013

Perché essere grillini è considerato universalmente inaccettabile


Esiste una strana tendenza, che noto sempre di più in qualsiasi ambito e ogni contesto, specialmente quello dell’informazione. Non appena dici qualcosa che sia anche solo minimamente favorevole al M5S o, ancora peggio, dici di essere iscritto al MoVimento, vieni immediatamente bollato come una voce non attendibile, una fonte non considerabile. In poche parole, universalmente inaccettabile.

Faccio un esempio personale: appena poco tempo fa iniziai a scrivere degli articoli per una webzine gestita principalmente da iscritti del Pd. Si dicevano “aperti” ad ospitare punti di vista di simpatizzanti del MoVimento 5 Stelle sul proprio sito. Dopo la pubblicazione di un paio di miei articoli, peraltro pesantemente modificati dalla redazione, cominciano a scaldarsi gli animi: i miei pezzi non vengono più pubblicati. Il seme della discordia è stato in particolare un articolo (questo) in cui mi mettevo a fare due conti in tasca al Pd e agli altri partiti, in modo da sottolineare l’enorme quantità di soldi che riceve ogni anno un qualsiasi partito politico in Italia. La risposta dei redattori è la seguente: “Dopo una breve verifica, il pezzo sui finanziamenti ai partiti non passa. Le cose non stanno come tu le hai descritte.” Al che, io chiedo (credo giustamente) la fonte. Senza fonte non si va da nessuna parte no? La risposta: “Così ha detto D.C., iscritto al Pd”. Fatemi capire: in un dibattito politico sui finanziamenti al Pd, un tesserato Pd può essere, senza alcuna conferma di atti pubblici e consultabili, una fonte certa? Sarebbe un po’ come andare da Michaela Biancofiore a chiedere “Silvio è innocente?” e a seguito di una risposta positiva, annullare la condanna a Berlusconi. Invece, questi “signori” piddini hanno preferito continuare con questa tattica, evitando di pubblicare i miei articoli. “Il nostro non è un fogliettone di partito. Per quanto personalmente noi non si abbia in alcuna simpatia i toni e i contenuti della tua parte politica, crediamo che il punto di vista di un elettore del Movimento sia interessante. A patto però che sia un punto di vista originale, una contestualizzazione di un pensiero "a monte", non una reazione alle molte inefficienze dello status quo: se invece si riduce ad una schematizzazione della realtà esposta con toni sbagliati (e vale per tutto il tono del pezzo sui finanziamenti pubblici), purtroppo non ce la sentiamo di accettarlo.” Detto in parole povere: “Noi non abbiamo alcuna intenzione di ospitare articoli contenenti analisi politiche che siano scritte da un simpatizzante del M5S. Se vuoi, puoi mandarci articoli che non scendano nel dettaglio dei fatti quotidiani, perché su quello non sei attendibile, perché di parte.Come se essere iscritti al Pd non comportasse già questo “essere di parte”.

Un altro piccolo esempio, sempre personale. Meno di due settimane fa ho visto pubblicato sul blog Utente Sostenitore del Fatto Quotidiano questo mio articolo: “Populismo: cari politici, imparate il senso delle parole che pronunciate” Lo stesso articolo è anche comparso su questo blog all’interno della rassegna “Parole inopportune”. Nell’articolo veniva analizzato il significato originario del termine “populismo” prima che venisse trasformato con un’accezione completamente negativa e poi abusato a partire dalle ultime elezioni politiche per rivolgerlo spregiativamente contro tutti i membri del M5S. Nei commenti, ne ho trovati alcuni di particolare rilevanza:

“Il lettore sostenitore (del M5S) dimentica che nel dizionario è presente anche la definzione di populismo come "Atteggiamento demagogico volto ad
assecondare le aspettative del popolo, indipendentemente da ogni valutazione del loro contenuto, della loro opportunità". Definizione che calza a pennello per il suo presidente di partito pre.giudicato Gril.lo.”

“Niente, ma non puoi sperare che un iscritto al Meetup di Firenze lo capisca.”

“Il blog Utente Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano*it, sottoscrivendo il nuovo abbonamento Utente Sostenitore.
 O forse contribuisce alla crescita del M5S?”

“Il termine esatto sarebbe "Utente Sostenitore del M5S", trattandosi di un attivista iscritto al Meetup di Firenze; questo è il suo blog: peggiopalaia_blogspot_it”

Vediamo in questi commenti, ed in molti altri che non sto a riportare per ragioni di spazio, come un’orda di troll preparati a disturbare il web (lo capiamo dall’insistenza dei commenti e dall’accortezza di spezzare parole come “pregiudicato” o “Grillo” o “cazzo” in “pre.giudicato” o “Gril.lo” o “c a z z o”) punti subito tutta l’attenzione a identificare nell’autore dell’articolo una precisa parte politica, in modo da poterlo definire “fazioso” senza neanche entrare nel merito di quello che è stato scritto. Il massimo infatti viene raggiunto dall’ultimo commento qui riportato, che in qualche modo vorrebbe “smascherarmi”. A parte questo ridicolo tentativo che subito mi ha tolto una grassa risata (quanto devi essere “bambino” per ridurti a questo punto?) è più che chiara una cosa: l’atto di “scoprire l’identità” di chi scrive per poi attaccarlo sul piano personale per le proprie idee politiche non è altro che un’azione tipicamente squadrista.

Ma poi, e qui si arriva al nocciolo della questione, vorrei porre una domanda cruciale: perché essere grillini è considerato universalmente inaccettabile? Se sei grillino, sei di parte. Ma mai e poi mai nessuno si è sognato di dire ai giornalisti de L’Unità, ai vari Giovanni Floris, fino ad arrivare (nel piccolo) al Signor D.C. che censurava i miei articoli, di non poter scrivere perché dichiaratamente di parte. Cos’è, essere iscritti al Pd ti permette di scrivere su un giornale o su un blog, mentre essere un attivista 5 Stelle non è compatibile con la possibilità di esprimersi? Sì, è vero: ho votato per il M5S e seguo Beppe Grillo da quando, nel 2005, ha messo su il blog. Sono iscritto al MeetUp di Firenze e (purtroppo) non seguo più in modo molto attivo per motivi di lavoro e di tempo. E con ciò? Forse questo implica che non posso esprimermi? Significa forse che ogni mia presa di posizione è viziata da una certa fazione politica?

In tutti gli altri casi, dai “simpatizzanti” di destra ai “simpatizzanti” di sinistra, sembra non avere importanza. La tua è comunque una posizione “accettabile”. Solo se sei anche lontanamente riconducibile al MoVimento 5 Stelle, allora sei da mettere al bando, la tua posizione è considerata “universalmente inaccettabile”, non importa quale argomento si stia trattando. Sia che si parli di politica, di tecnologia, di cultura, di economia, di ambiente, di tutto lo scibile umano insomma: quello di un “grillino” non è considerato un parere “valido” e di “peso critico”. Lo stesso trattamento è da estendere sistematicamente a tutti quei personaggi che certo non sono “grillini” ma semplicemente prendono spesso una posizione vicina al M5S. Stiamo parlando di molti giornalisti, come Marco Travaglio e Andrea Scanzi, che hanno dichiarato il loro voto per il MoVimento, ma certo non sono degli attivisti 5 Stelle: abbiamo visto molte critiche, anche feroci, da parte loro verso il M5S o verso Grillo (link 1, link 2, link 3, link 4). Quando Gioacchino Genchi, famoso per il “presunto” scandalo delle intercettazioni, dichiara il suo voto al M5S sul suo blog, una vera e propria orda barbarica lo coprì di insulti o, peggio, lo ignorò completamente. Personaggi autorevoli come Dario Fo sono stati diffamati  a causa di una certa simpatia nei confronti del MoVimento. Una critica di Dario Fo al giorno d’oggi viene classificata come “di parte” e quindi archiviata immediatamente, senza dedicargli il giusto peso critico. Insomma, qualsiasi argomento trattato, pare che dichiararsi anche solo un po’ vicini al MoVimento 5 Stelle sia una sorta di condanna: una condanna a non essere considerati altro che gente che fa “campagna elettorale perenne”.


Verrebbe quasi da dire che sia un modo furbo ma altrettanto disonesto di “liquidare” qualsiasi opinione avversa alla propria con un semplice “Ma che ti aspetti? È solo un grillino!”, cavandosi da ogni responsabilità di rispondere nel merito, con argomenti: limitarsi ad accusare a livello personale è più facile, ma anche disonesto e vagamente fascista. La Costituzione è in pericolo? Sbagliato, lo dicono i grillini, sono di parte. Napolitano non è super-partes? Sbagliato, se lo dicono i grillini, allora è perché sono manovrati da Grillo. Rodotà Presidente? Manco per idea, lo hanno proposto i grillini, che si fa, gli diamo pure ascolto? Ridurre i costi della politica? Via, via, via: mica siamo tutti grillini populisti, antipolitici e demagoghi! Chi se ne frega se sei una persona che, obiettiva e lucida, chiama le cose con il proprio nome: se sei un grillino sei universalmente inaccettabile.
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