sabato 16 novembre 2013

Vendola, con una risata ha ucciso Sel


E così arriva il giorno in cui giunge (forse) anche la fine politica di Nichi Vendola. Ha detto bene chi ha paragonato la puntata di Report per Di Pietro all'intercettazione telefonica sullo scandalo dell'Ilva per il Presidente della Regione Puglia.

Ecco, per chi se lo fosse perso, l'audio integrale dell'intercettazione tra Vendola e Archinà, uomo ombra dell'Ilva: http://youtu.be/eAMgpUudYs4

L'audio risulta già fin troppo chiaro e inequivocabile. Le risate ed il tono di riverenza rappresentano per Vendola un'accusa estremamemnte ferrea e pesante. Sentiamo subito un elemento molto grave quando, come se si stesse parlando di qualcosa di estremamente ilare e spiritoso, Vendola se la ride descrivendo lo scatto felino di Archinà, l'insabbiatore dei Riva. Lo scatto felino non è stato un gesto risibile né tantomeno trascurabile per chiunque ricopra incarichi pubblici, e qui non stiamo parlando di uno qualunque, ma del Presidente della Regione. Lo scatto felino che tanto fa sbellicare Nichi Vendola è quello che Archinà ha dovuto fare per strappare letteralmente il microfono dalle mani di un giornalista che stava per fare una domanda scomoda al patron Emilio Riva sui morti per tumore. Morti per tumore! E Vendola se la ride. "Una scena fantastica", così la chiama. Già qui ci sarebbero motivazioni sufficienti per chiedere le dimissioni. O, se proprio non ce la sentiamo, almeno per chiedere di vergognarsi. Le richieste di dimissioni si fanno invece inevitabili quando il Presidente (di sinistra ed ecologista) riferisce con una sorta di sudditanza: "Dite a Riva che il Presidente non si è defilato". Un applauso please.

Sono sicuramente puerili, inutili e risibili le scuse avanzate dal Presidente della Regione e leader di Sel. "Non rido dei tumori. Contro di me un tentativo di linciaggio e sciacallaggio puro" e annuncia di voler querelare il FattoQuotidiano.it, cosa che a quanto pare non spaventa affatto il direttore della testata on line Peter Gomez che risponde "Ci vedremo in tribunale. Ne siamo felici". Pure oggi, il giorno del mea culpa dopo l'attacco, Vendola pare impotente di fronte alle accuse che lo circondano e alle richieste di dimissioni.

Mettiamo un punto chiaro a questa vicenda: la posizione di Vendola è indifendibile. L'analisi più accurata e appropriata è stata fatta da Bonelli dei Verdi (lo stesso che veniva insultato da Vendola anni fa): "Ci sono responsabilità che non si misurano in base al codice penale: sono le responsabilità morali che un uomo politico ha nei confronti delle persone e dei territori che amministra. Tutta la classe politica coinvolta, compreso il sindaco di Taranto Stefano, si deve dimettere immediatamente." Credo che il concetto non poteva essere espresso meglio di così.

Questo fatto trascina inevitabilmente nella bufera anche tutto il partito di Vendola, sicuramente fino a quando il leader non si sarà ritirato a fare l'unica cosa che ancora gli resta da fare: il pensionato. Sel viene travolta da questo scandalo con una forza capace di dettarne presto la fine, senza un'adeguata reazione. Pensateci bene: tutta la campagna elettorale e tutta l'immagine pubblica di Sel è stata incentrata sulla figura e sul carisma (!) di Nichi Vendola; cosa rimane adesso, se non un orrendo strascico che il "padrone paternalistico" del partito ha lasciato? Cosa ha da dire la Presidente della Camera Laura Boldrini di questo fatto? Reagirà come aveva reagito nelle prime ore Vendola, vale a dire ignorando completamente l'accaduto? Proprio lei che reputava inammissibile e di "un'eccezionale gravità" l'episodio in cui alcuni deputati M5S salirono sul tetto in difesa della Costituzione? Per come stanno le cose, Sel dovrebbe dimettersi in massa, non solo dalla Regione o da Taranto, ma anche dal Parlamento. Tutto il loro 3% lo hanno preso in base a due elementi: la figura centrale di Vendola e l'alleanza col Pd. Queste condizioni vennero a mancare già con la rinuncia di Vendola all'incarico da parlamentare e con il passaggio all'opposizione dovuto alle larghe intese, se è per questo. Ma ora c'è l'aggravante costituita dal proprio leader che si trova coinvolto in un gravissimo scandalo. L'unico modo che ha Sel di salvarsi è procedere con le dimissioni immediate di Nichi Vendola. Il che equivale naturalmente a dire che Sel è finita. Riposi in Pace. Amen.


Ne verrà fuori in qualche modo Sinistra Ecologia e Libertà? In questo momento, si dà il caso che non rappresenti più né la Sinistra, né tantomeno l'Ecologia. In compenso, gli è rimasta almeno una Libertà: la libertà di fare le valigie e andare a casa.
UA-57431578-1